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KOH-I-NOOR SPA - Tradate
L’essenza italiana dell’arredo bagno
TRADATE – Intorno al 1300, dalle miniere diamantifere di Golconda (India), venne estratto un diamante di straordinaria bellezza e lucentezza: il Koh-I-Noor, una vera e propria “Montagna di Luce” di oltre 105 carati. Più di sei secoli dopo, esattamente nel 1930, a Bratislava (nell’allora Repubblica Cecoslovacca), veniva fondata un’azienda con lo stesso nome del famoso diamante.
 
“Un mio prozio ne acquisì il marchio e vent’anni dopo, nel 1950, prima a Milano e poi a Tradate a metà degli anni ’60, mio zio Carlo Scavini diede il via all’attività industriale della Koh-I-Noor specializzata nella realizzazione di spazzolini da denti, spazzole per capelli, pennelli da barba e più in generale di tutti gli articoli legati alla toeletteria”.
Gianluca Marvelli, classe 1954, amministratore delegato della Koh-I-Noor, ci racconta una storia di “straordinaria imprenditorialità” dagli uffici direzionali della sede centrale di Tradate. “Qui da noi – precisa - è ancora importante la manualità. La nostra è un’azienda artigiano-industriale al cui interno l’estetica e il buon gusto, entrambe caratteristiche che connotano il ‘saper fare’ italiano, rivestono la massima importanza”.
 
Come ve la cavate con la cosiddetta “globalizzazione” dei mercati?
“Pur esportando in una trentina di Paesi, ci tengo a sottolineare la grande rilevanza del mercato domestico. Voglio dire che la valorizzazione del mercato interno è la base da cui (ri)partire per poi puntare verso l’estero. Anche perché solo così si possono salvaguardare ed esaltare talenti e capacità; occorre scongiurare il pericolo di ‘impoverire’ il sistema Paese. Internazionalizzarsi è senza dubbio positivo, ma lo è anche presidiare il mercato italiano e fare di tutto per rivitalizzarlo. Nel 2006 abbiamo aperto una società commerciale in Spagna, la D.K.D. (Design Koh-I-Noor Distribution) che ci permette di essere presenti in Sud America e nel Messico”.
 
La Koh-I-Noor Carlo Scavini & C. Spa è una società che impiega 32 persone e fattura circa 5,5 milioni di euro all’anno (la filiale spagnola ne fattura 1,5), il suo core business è suddiviso in due divisioni operative: la linea dedicata al benessere (articoli per la toeletta) e quella che si occupa dell’arredo bagno.
“La diversificazione produttiva – spiega Gianluca Marvelli – ha preso il via nel 1995, allorché, per mia iniziativa, abbiamo acquisito una rete distributiva nel settore dell’arredo bagno. Un’area che attualmente assorbe il 70% del nostro fatturato complessivo”.
 
Arricchire la propria attività industriale per crescere?
“Esattamente. Anche perché il mercato della toeletteria si stava comprimendo. Attualmente puntiamo molto sul design creativo, in particolare per la realizzazione di specchiere di elevato livello qualitativo che finiscono nelle catene alberghiere più eleganti e sofisticate. Dico sempre che la nostra ‘atipicità’, essere cioè in grado di passare dalle spazzole per capelli alle specchiere, è uno dei nostri principali punti di forza”.
 
Tipica “fantasia” made in Italy?
“Non a caso il pilastro della nostra strategia operativa si identifica in due semplici e significative parole: essenza italiana. Noi lo dichiariamo perché ci crediamo veramente e ci comportiamo di conseguenza. Dietro il nostro marchio ci sono le persone che sono mosse dall’etica del lavoro e dalla grande passione nel farlo”.
 
Come si chiuderà l’anno?
“Il mercato interno rimane asfittico. Lo sviluppo del fatturato è legato all’andamento delle vendite estere. L’ho detto e lo ripeto: bisogna risvegliare l’Italia!”.
 
Cosa si deve fare per innescare il… “risveglio”?
“Abbattere significativamente il cosiddetto cuneo fiscale, come ‘prologo’ importante. Per ridare fiato alla domanda e quindi ai consumi c’è bisogno che circolino più quattrini! Altre cose fondamentali sono: la certezza del diritto e la sua velocizzazione; una stabilità politica basata sulla condivisione di alcuni valori centrali e l’abbandono della ‘volontà del contrasto’ sempre e comunque; una politica di valorizzazione del turismo con la massima attenzione nei confronti di ciò che è il nostro vero ‘petrolio’: cultura, arte, cibo, territorio!”.
 
 

 
Luciano Landoni
pubblicato il: 04/11/2016

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