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A NOVO ITALIA SRL - Saronno
Quelli che… ci credono sempre e non mollano mai!
SARONNO – Prendete un po’ di filosofia schopenhaueriana (la realtà è volontà), rafforzatela con una granitica determinazione di rivalsa (“Ritornerò!” disse il Generale Douglas Mac Arthur dopo la sconfitta di Corregidor e lo fece da vincitore),  aggiungeteci  qualche frammento delle favole cinematografiche di Frank Capra (La vita è una cosa meravigliosa) e, per ultimo, mescolate bene il tutto così da ottenere la storia vera di Enzo Muscia.
 
Chi è mai costui? Il Corriere della Sera, scusate se è poco!, gli ha dedicato un’intera pagina nell’edizione del 4 agosto e l’ha inserito nella ristretta cerchia della “gente non comune”.
La domanda si raddoppia: chi è e che cosa ha fatto di così straordinario?
Enzo Muscia, 48 anni, tecnico specializzato, viene assunto nel 1990 da Anovo Spa (multinazionale francese nel settore dell’assistenza post vendita di prodotti elettronici, quotata in borsa) e nell’arco di pochi anni, in virtù delle proprie competenze e della sua grande passione, fa carriera e diventa responsabile commerciale, nonché interlocutore diretto di clienti di primaria importanza (aziende del calibro di Philips, per intenderci).
 
La filiale italiana cresce e diventa un punto di riferimento per l’intero continente europeo; ciò nonostante nel 2011 la multinazionale transalpina decide di chiudere i battenti e, dall’oggi al domani, i 232 dipendenti di Saronno si ritrovano in mezzo alla strada.
“Una vera e propria tempesta perfetta scoppiata inaspettatamente e, visti gli eccellenti risultati sul piano economico, finanziario e commerciale, del tutto inspiegabilmente. Dopo l’estate del 2011 io e tutti i miei colleghi – spiega Enzo Muscia– scoprimmo di aver perso il lavoro. Una doccia gelata. Ricordo come fosse ieri che lo stesso curatore fallimentare espresse tutto il suo stupore e la sua incredulità”.
 
Le multinazionali decidono in un attimo e, in un tempo ancora più breve, hanno il potere di stroncare carriere, sogni, aspettative; per loro le persone sono solo dei numeri da mettere o da togliere nel bilancio…
“Esatto. Una cosa talmente assurda da non sembrare… vera. Invece, purtroppo per noi e per le nostre famiglie, era vera, anzi, verissima! Nel 2012, d’intesa con il curatore fallimentare, e sfidando le mille incognite che lei può immaginare, decisi che non poteva finire in questo modo. Non era giusto. Bisognava fare qualcosa…”.
Cosa fece?
“Mi rifiutai semplicemente di accettare la realtà. C’era tempo 12 mesi per ribaltare la situazione, secondo le procedure fallimentari, utilizzando il cosiddetto ‘fitto di ramo d’azienda’, io e altri 20 colleghi ci rimboccammo le maniche e tentammo di… sopravvivere sfruttando il regime di cassa integrazione straordinaria”.
 
Un tentativo quasi… disperato?
“Infatti, nonostante la fiducia dimostrataci dai ‘vecchi’ clienti, che ero andato a visitare in tutta Europa, il 17 dicembre 2012 la A Novo Srl, la nuova società che era stata messa in piedi, era sull’orlo della chiusura. Lo stesso curatore fallimentare mi disse che tutto quello che era stato possibile fare era stato fatto, ma…”.
Ma… non era stato sufficiente?
“Proprio così. Nello stesso tempo, però, il bagaglio delle nostre competenze tecniche, il nostro entusiasmo, il nostro impegno professionale erano beni troppo preziosi per non essere salvaguardati e valorizzati. Sarebbe stato un peccato mortale gettare tutto a mare. Fu così che presi la decisione della vita, supportato in questo dalla mia straordinaria moglie, Catia, e pensando al futuro del nostro bambino di appena 7 anni Alessandro”.
 
Ossia?
“Con i quattrini della liquidazione e impegnando la mia casa decisi di acquisire la A Novo Srl, una… scatola vuota che contavo di… riempire di professionalità e voglia di crescere. Ripartire da (quasi) zero è molto difficile, ma non è impossibile. Tanto è vero che l’ho fatto. Anzi, l’abbiamo fatto: io insieme con 8 dei miei vecchi colleghi”.
Sembra una storia ai confini della realtà.
“Ho sempre pensato che se ci metti la volontà giusta, insieme con l’impegno e la passione, le cose che vuoi fare riesci a farle! Noi ci abbiamo creduto. Ho rifatto il giro dei clienti che mi hanno (ri)dato la loro fiducia. Tutti facevano tutto. Mi sono occupato di amministrazione, di commerciale e ho dato una mano ad imbiancare le pareti della sede aziendale. I miei colleghi sono stati semplicemente fantastici”.
 
Il core business è rimasto l’assistenza post vendita di prodotti elettronici (apparecchi audio-video, computer, sistemi di pagamento elettronici, apparati medicali)?
“Sì, certo. Il 1° anno di attività, vale a dire il 2013, si è chiuso molto bene. Siamo passati da 9 dipendenti, compreso il sottoscritto, a 16. Nel 2014 siamo cresciuti ancora e siamo diventati 24. Oggi in A Novo Italia Srl lavorano 34 persone, il fatturato si chiuderà quest’anno intorno ai 2,5 milioni di euro e l’utile non mancherà”.
Per quale motivo ha fatto quello… che ha fatto?
“Credevo e credo fermamente nelle nostre grandi competenze e nella forza del gruppo. Quando gli italiani ci si mettono veramente sono vincenti! Ho sempre pensato fosse un dovere morale verso me stesso e verso gli altri. Lei non ha idea, nessuno l’ha può avere senza averlo provato di persona, di che cosa abbia voluto dire aiutare gli altri – dice Enzo Muscia commuovendosi visibilmente – e sentirsi ringraziare da persone di 55 anni che altrimenti avrebbero perso la loro dignità. La nostra dignità è data dal nostro lavoro! Tutti devono essere messi in condizione di lavorare e di salvaguardare la propria dignità. Sa qual è la mia più grande soddisfazione? Vedere la mia ‘squadra’ motivata e felice. Mi piacerebbe che anche nel mio Paese, in Italia, si desse fiducia e lavoro a chi lavora con competenza e passione. Esattamente come avviene all’estero. Purtroppo, in Italia, più che le competenze e le capacità, contano… altre cose”.
 
Il futuro in due parole.
“Continuare a crederci. Io ci credo come il primo giorno, anzi, di più. Qualche volta penso di essere un grande egoista …”
In che senso?
“Nel senso che invece di pensare a mia moglie e mio figlio che sono in vacanza, mi capita di pensare ai programmi aziendali del prossimo mese di settembre”.
Cosa diciamo ai giovani che cercano lavoro e fanno fatica a trovarlo?
“Di non smettere mai di crederci! Di metterci sempre il massimo della speranza, del coraggio e delle competenze. Insomma, bisogna credere in quello che si fa. Solo così è possibile farlo bene. Noi collaboriamo con gli Istituti Tecnici del territorio e, attraverso gli stage aziendali, diamo il nostro contributo per formare, nel senso vero e pieno del termine, i giovani. E’ così che si possono creare le squadre vincenti del domani. Non c’è generale senza esercito!”.
Il filosofo Arthur Schopenhauer l’avrebbe certamente promosso a pieni voti con la lode; il generale Douglas Mac Arthur l’avrebbe fatto come minimo capitano e il regista cinematografico Frank Capra l’avrebbe voluto attore protagonista di uno dei suoi film: Enzo Muscia, l’ex dipendente che si è comprato l’azienda che l’aveva licenziato e che crede fermamente nel gioco di squadra e nella dignità delle persone che hanno voglia di lavorare.


 
Luciano Landoni
pubblicato il: 09/08/2016

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