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OMEC Spa – Gorla Minore
L’arte di fare… un tubo!
GORLA MINORE – Quando, nel 1954, il giovane Giuseppe Canale, classe 1926, arriva nel profondo Nord, provenendo dal profondo Sud (il paesino di Zungri, provincia di Vibo Valentia, Calabria), porta in dote solo la sua voglia di fare e tanto, ma proprio tanto entusiasmo, accompagnato dalla disponibilità a fare sacrifici, stringere i denti e non mollare mai.
E’ con questo spirito, anzi, per meglio dire, con questi “spiriti animali” che si sente dentro, che Giuseppe Canale inevitabilmente quanto (quasi) inconsapevolmente diventa imprenditore.
 
Nel 1958, con dei soci, fonda un mollificio e all’inizio degli anni ’60, quelli del boom economico, da solo, prosegue nella sua attività imprenditoriale e fabbrica snodi per le prime lucidatrici e gabbie per i primi ventilatori.
“I lombardi – soleva dire Giuseppe, scomparso nel 2009, pieno di rispetto per gli stessi lombardi e per la loro naturale vocazione industriale – sono partiti, dopo la Guerra, da zero; io sono partito da… sottozero!”.
Il solco è comunque tracciato e la strada è chiara davanti agli occhi di Giuseppe Canale.
Con al fianco la moglie Anna e i figli Marisa (nata nel 1960), Milva (1963) e Stefano (1967), Giuseppe diventa uno dei protagonisti del cosiddetto “miracolo economico” italiano.
 
Nel 1973 fonda la OMEC (Officine Meccaniche Elettrodomestici Canale) nell’allora “zona depressa” di Gorla Minore.
Oggi, OMEC Spa si è trasformata in un’azienda leader a livello mondiale nella  produzione e lavorazione di tubi metallici per elettrodomestici e arredamento; occupa 48 persone; fattura 8,5 milioni di euro all’anno; esporta oltre l’80% del proprio fatturato in Germania, Cina, Turchia, Polonia, Ungheria; è depositaria di 7 brevetti internazionali e investe in media il 10% dei ricavi in innovazione spinta (automazione robotizzata delle linee di produzione).
Agli inizi del 3° Millennio al padre fondatore si affianca il figlio Stefano nella conduzione aziendale.
 
“Mio padre – dice Stefano Canale, presidente della OMEC Spa – mi ha insegnato tantissimo, innanzi tutto il rispetto per il lavoro. Ha voluto che facessi esperienza in tutti i reparti produttivi dell’azienda. Solo se ti sei reso conto personalmente della complessità delle lavorazioni, puoi permetterti, poi, mi ripeteva spesso, di coordinare chi quelle stesse lavorazione le compie tutti i giorni. Aveva ragione da vendere. Con lui mi sono confrontato e ho discusso, non sempre eravamo d’accordo. Ma credo che anche per questo motivo l’azienda sia cresciuta”.
OMEC è senza dubbio, nel suo settore specifico, la numero 1 in Italia e, nel mondo, si confronta con una concorrenza estremamente agguerrita.
 
E’ difficile rimanere competitivi nel mercato globalizzato?
“Non ti puoi fermare un attimo. I cinesi sono in grado di praticare dei prezzi fuori da ogni… logica. E’ necessario, allora, puntare sulla qualità e sull’innovazione. E’ per questo motivo che ho automatizzato al massimo le linee di produzione. E’ così che siamo riusciti ad uscire dai momenti più difficili. Nel 1989 c’è stata la svolta: abbiamo puntato decisamente verso i mercati esteri. Dopo una lunga collaborazione con Vorwerk Folletto, siamo riusciti a diventare fornitori di alcune fra le più importanti multinazionali del settore. Di recente, siamo riusciti a ‘conquistare’ anche un colosso del calibro di Mìele”.
Qual è il vostro “ritmo” produttivo?
“Siamo nell’ordine di oltre 1 milione di pezzi al mese. La linea di profila per acciaio cromabile, opportunamente modificata secondo le nostre specifiche esigenze produttive, realizza 85-90 metri di tubo al minuto. In ogni macchina funzionante all’interno di OMEC c’è il nostro… valore aggiunto. E’ così che abbiamo potuto predisporre un sistema di saldatura e di scordonatura (la perfetta levigazione della superficie esterna e della superficie interna del tubo) del tutto particolare. Collaboriamo con diverse imprese specializzate in robotica proprio per riuscire a raggiungere degli obiettivi di alto livello qualitativo nell’ambito dell’organizzazione delle linee di produzione. In questo senso, gli investimenti sono continui”.
 
Quanto è importante la ricerca applicata per voi?
“Tantissimo. Ha una rilevanza strategica. Abbiamo depositato 7 brevetti internazionali. I sistemi di bloccaggio del tubo, il perfezionamento dei tubi telescopici, l’ottimizzazione del flusso d’aria all’interno del tubo che è alla base dell’efficienza dell’elettrodomestico (basti pensare agli aspirapolvere) sono alcune delle nostre innovazioni brevettate”.
Quale sarà il futuro di OMEC?
“Quello di continuare a investire in robotica innovativa e nelle risorse umane. Siamo alla ricerca di giovani tecnici con i quali migliorare ulteriormente la nostra produzione largamente automatizzata”.
Stefano Canale dixit, laureato ad honorem in… tubometria.



 
Luciano Landoni
pubblicato il: 04/08/2016

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