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Cortellezzi Primo & C. Srl - Tradate
Le “chiusure” che… aprono tutti i mercati
TRADATE – Piccola, flessibile, eclettica; capace di “navigare” sui “mari” perigliosi e procellosi della globalizzazione senza timore reverenziale alcuno nei confronti dei tanti… Golia con cui la Cortellezzi Primo & C. Srl compete un giorno sì e l’altro pure.
Nata nel 1955 per merito di Primo Cortellezzi e da sempre specializzata nella fabbricazione di cilindri per ogni tipo di serratura, la piccola azienda di Tradate occupa, oggi, 10 dipendenti, fattura un milione di euro all’anno ed esporta poco meno del 50% di ciò che produce.
“Il 40% della nostra produzione consiste in cilindri per le serrature e i clienti finali sono rappresentati dalle ferramenta e dalla grossa distribuzione; il 60% è indirizzato invece verso il settore industriale e si distingue per l’unicità dei prodotti. Noi – spiega Fabio Cortellezzi, 38 anni, imprenditore di 3° generazione, responsabile dell’area commerciale e al fianco del padre Franco (produzione) e della mamma Mariella (amministrazione-finanza) nella conduzione dell’azienda di famiglia – lavoriamo ‘disegno’ e ci siamo specializzati in tipi particolari di chiusure. Tipo quelle, ad esempio, che ci vengono richieste dal settore nautico. Il solco tracciato da mio nonno Primo si è… arricchito nel corso degli anni”.
 
In che senso?
“Nella nostra attività non c’è più nulla di standardizzato. Pr noi la componente estera è estremamente importante. I nostri concorrenti sono delle grandi multinazionali”.
Scusi, ma come fate a… sopravvivere? Ammesso (e non concesso) che “piccolo” continui ad essere “bello”?
“Il nostro ‘segreto’ sta tutto nella nostra grande flessibilità operativa. Davide non ha paura di Golia, anche perché fa tutt’altre cose! Riusciamo a ‘personalizzare’ il cilindro della serratura e a soddisfare tutte le specifiche richieste dello specifico cliente. Accanto alla flessibilità c’è la diversificazione produttiva che, soprattutto in questi ultimi anni, ha considerevolmente ampliato la gamma dei nostri prodotti”.
 
La vostra propensione estera verso quali Paesi è indirizzata?
“In Europa e fino al 2003/04 anche in larga misura verso il Brasile. Poi, causa dazi, abbiamo abbandonato il mercato brasiliano e abbiamo puntato, anzi, stiamo decisamente puntando su quello russo e sull’area medio orientale. La Russia vuole in made in Italy, per certi clienti arriviamo a produrre manufatti con 15 finiture speciali e tutte a regola d’arte. Il medio oriente si divide fra la fascia medio-alta (Emirati e Qatar) e quella medio-bassa (Arabia Saudita). Ogni anno partecipiamo  due fiere internazionali di settore, a Mosca e a Dubai”.
In due parole, due, quali sono le vostre peculiarità vincenti?
“Il nostro prodotto è al 100% orgogliosamente italiano e inoltre la nostra adattabilità operativa ci consente di accontentare qualunque tipologia di clientela”.
 
Quali sono le criticità?
“L’italianità, soprattutto nel settore manifatturiero, non è adeguatamente tutelata. Particolarmente, in … Italia! A volte, un semplice timbro o una banale etichetta sono sufficienti per spacciare come made in Italy ciò che made in Italy non è. Inoltre, siamo martellati dalle tasse che gravano sul lavoro in misura esorbitante. I prodotti che arrivano dalla Turchia, dove il livello qualitativo è indubbio, costano un 20-25% in meno dei nostri perché gli imprenditori turchi non sopportano il cuneo fiscale che sopportiamo noi. Più in generale, la grande industria è senza dubbio privilegiata rispetto alla piccola”.
Come sarà il vostro futuro?
“Incrementeremo di sicuro la penetrazione nei mercati extra europei e continueremo a investire in qualità e in prodotti nuovi. Gli unici che possono fare la differenza”.

 
Luciano Landoni
pubblicato il: 18/07/2016

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Francesco e Mirko Marrone, alla guida di Carmar, piccola impresa edile di San Vittore Olona, hanno deciso di ristrutturare le vecchie ex-carceri di Legnano, facendole diventare un ristorante per famiglie all’insegna dei piatti tipici della cucina italiana.
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CD ELETTRICA SRL ELETTROTECNICA INDUSTRIALE - Villa Cortese
VILLA CORTESE – È nato negli anni della contestazione, quelli dell’immaginazione al potere. Mauro Colombo, però, classe 1968, all’immaginazione più o meno creativa preferisce un robusto pragmatismo. “Mi definisco un realista”, dice di se stesso, “Se il bicchiere è a metà, dico che è… a metà. L’importante è darsi da fare per riempirlo!”.
CENTRO MAPEI OLGIATE - Olgiate Olona
“Il fil rouge che identifica e connota fortemente la mission del nostro centro – spiega il direttore responsabile, Claudio Pecci – si condensa in tre parole: etica dello sport. Giorgio Squinzi, il nostro fondatore, lo dice sempre: si fa sport per vincere! Ma l’importante è che questo obiettivo non vada a scapito della salute della persona e che sia raggiunto senza imbrogliare!”...
CHIARAVALLI GROUP SPA – Cavaria con Premezzo
CAVARIA CON PREMEZZO – Si tratta di una delle “multinazionali tascabili” più dinamiche dell’intero panorama manifatturiero italiano. Chiaravalli Group Spa fabbrica ingranaggi e contribuisce a… far girare il mondo dell’economia. Non è un’esagerazione.
CHIARAVALLI GROUP SPA - Cavaria con Premezzo
CAVARIA con PREMEZZO – Appartiene alla categoria dei “cervelli” che se ne sono andati dall’Italia e, dopo un paio d’anni di “gavetta formativa” all’estero (Inghilterra e Svizzera), sono tornati indietro. “Il problema è che in molti se ne sono andati e non sono più tornati! Nel nostro Paese sembra quasi che lo Stato non voglia che si faccia impresa. Anzi, dico di più: la sensazione è che si desideri colpevolizzare chi decide di intraprendere, anziché dargli una mano”.
CHIARAVALLI GROUP SpA - Cavaria con Premezzo
CAVARIA CON PREMEZZO – Qualcuno, tanto tempo fa, pretendeva di sollevare il mondo con una leva; i fratelli Chiaravalli, Anna e Mario, oggi, molto più modestamente, contribuiscono a farlo… girare meglio con gli ingranaggi e i sistemi di trasmissione che producono.
CHIARAVALLI TRASMISSIONI SpA - Cavaria con Premezzo
Archimede sosteneva di poter sollevare il mondo con una leva, alla Chiaravalli Trasmissioni SpA di Cavaria con Premezzo (oltre 250 dipendenti, 54 milioni di euro di fatturato annuo, metà del quale destinato ai mercati esteri, stabilimenti in tutta Italia e all’estero) sono più modesti e si limitano... a farlo girare con gli ingranaggi che producono da quasi cinquant’anni.
CIBITEX SRL – Solbiate Olona
SOLBIATE OLONA – Parafrasando il titolo di un classico della storia del cinema, si potrebbe dire: torna a casa, tessile! Dalla delocalizzione forzata (costi esagerati, carenze infrastrutturali, mercati in declino) alla ricollocazione intelligente. È difficile, ma non è impossibile. Soprattutto quanto si è capaci di coniugare la tradizione con il futuro, l’esperienza con l’innovazione. È quello che hanno fatto alla Cibitex Srl di Solbiate Olona.
CO-BIT SpA - Lonate Pozzolo
Spunta dalla brughiera che circonda Lonate Pozzolo quasi fosse una base missilistica, con una torre d’acciaio alta più di 40 metri che si staglia nel cielo e assomiglia alla rampa di lancio di chissà quali ordigni.
COLMEC GROUP SpA - Busto Arsizio
“È proprio durante i periodi di crisi che bisogna cercare di mantenere il ritmo, anzi la cosa migliore è accelerare!”. Ubaldo Colombo, classe 1957, ha le idee chiare e le mette in pratica.
COLMEC Spa – Busto Arsizio
Ubaldo Colombo, classe 1957, imprenditore di seconda generazione, alla guida del Gruppo Colmec (la Colombo Meccanica, Colmec, è stata fondata da suo padre Giannino nel 1973). Al suo fianco Giovanni Colombo, classe 1987, laurea in ingegneria meccanica al Politecnico di Milano, entrato nell’azienda di famiglia nel 2011.
COMERIO ERCOLE SPA - Busto Arsizio
BUSTO ARSIZIO – Nonostante l’ultima nota mensile dell’Istat di inizio settembre abbia certificato le difficoltà del sistema economico nazionale, le “imprese calabrone” (quelle, per intenderci, che continuano a innovare e a crescere) se ne infischiano e inanellano una serie impressionante di risultati positivi. Fra queste, si distingue la Comerio Ercole di Busto Arsizio.
COMERIO ERCOLE SpA - Busto Arsizio
Guardare al futuro con la consapevolezza di avere alle spalle oltre 125 anni di storia aziendale - quest’anno la Comerio Ercole SpA compie il suo centoventiseiesimo “compleanno” - significa: “Considerare il domani sia un’incognita che un’opportunità.
CONCERIA GAIERA GIOVANNI SPA - Robecchetto con Induno
ROBECCHETTO CON INDUNO – In estrema sintesi, si tratta di una questione di pelle e di conseguente sensualità tattile, visiva e anche olfattiva. “Le pelli toccano quasi tutti i nostri sensi e per lavorarle occorre la passione, oltre ad una grande professionalità. Solo così è possibile trasmettere l’essenza e il valore della nostra attività artigianale. Sono indispensabili sia la testa che il cuore, per realizzare un prodotto… sensuale!”.
CONDOROIL CHEMICAL Srl - Casale Litta
La Condoroil Chemical nasce nel 1973 ad opera di Franco Zavattoni, classe 1931, e cambia “testa” e “pelle” a partire dal 1989, allorché vi entra Marco Zavattoni, il figlio, nato nel 1965.
CONDOR’S RUBBER Srl - Fagnano Olona
Domenica 23 luglio, in prima pagina sul Sole-24 Ore, il principale quotidiano economico-finanziario nazionale, è apparso un editoriale a firma del direttore, Ferruccio De Bortoli, nel quale, fra le altre considerazioni, si sottolineava la necessità di “promuovere imprenditorialità e attitudine al rischio” e si precisava anche che “la piccola impresa non chiede sussidi, ma attenzione e rispetto”.
CONFEZIONI ANDREA-COVER CAR - Varese
“Ci occupiamo delle automobili dalla... culla all’altare, dove notoriamente si indossa l’abito più bello!”. Si esprime così il fondatore delle Confezioni Andrea di Varese, Bruno Tavelli, una piccola impresa tessile che è passata dalla produzione di pigiami per bambini a quella di teli per la copertura di auto, moto e camper.
CONFEZIONI DAMAP Srl - Cardano al Campo
“Il made in Italy è un patrimonio che va salvaguardato. Sono pienamente d’accordo. Attenzione, però, a non farlo in maniera integralista. I ‘talebani’ del made in Italy rischiano di perdere di vista la realtà delle cose!”.
CREAZIONI BIP BIP Srl - Besnate
“La situazione socio-politica è molto tesa e il sistema economico ne risente negativamente”.
 



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