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Sebigas (divisione Exergy Spa) - Olgiate Olona
L’energia dei rifiuti è proprio una… grande energia!
OLGIATE OLONA – Aveva proprio ragione il poeta: dai diamanti non nasce niente, ma dai rifiuti nascono i fiori e, nel caso di Sebigas, divisione di Exergy Spa del Gruppo Industriale Maccaferri, anche tanta energia.
Energia pulita.
“Siamo specializzati nella realizzazione di impianti a bio gas – spiega il general manager di Sebigas Marco Bonvini – e lavoriamo, oltre che in Italia, nel Sud Est Asiatico (Thailandia) e in Sud America (Brasile e Argentina), puntiamo anche verso gli Stati Uniti”.
 
Qual è il vostro punto di partenza per produrre energia?
“A dire la verità, sono almeno tre i nostri ‘punti’ di partenza. Settore agricolo, vale a dire gli scarti vegetali, i liquami, il letame; settore industriale, in particolare l’area agro-alimentare e infine quella che definiamo la ‘frazione organica’, cioè i residui solidi urbani. In pratica, il sacchetto dell’umido. L’energia racchiusa in questi materiali di scarto è estremamente rilevante e, il più delle volte, viene sprecata”.
In che senso?
“Nel senso che tutto finisce nelle discariche. Discariche che finiscono per diventare grandi … produttrici di anidride carbonica e metano. Quest’ultimo ha un’incidenza sul cosiddetto ‘effetto serra’ 23 volte superiore a quella provocata dall’anidride carbonica! Ne deriva, quindi, che utilizzare i rifiuti per produrre energia ha una particolare importanza perché contribuisce a risolvere i problemi climatici del pianeta. Ci sono però aspetti alquanto complessi…”.
 
Quali?
“Il costo degli impianti. Noi siamo in grado di costruirne da 1 Mega Watt e 7/8 Mega Watt. Non tutti capiscono il grande valore aggiunto delle soluzioni che proponiamo. Trattiamo il refluo della produzione di olio di palma, quello che in gergo tecnico viene definito ‘pome’, che si trova prevalentemente nelle aree equatoriali. Ma siamo in grado di sfruttare anche la tapioca. Le farine e gli amidi della tapioca stessa diventano cibo per le popolazioni, mentre i reflui provocano gravi effetti sull’ambiente. La nostra tecnologia è in grado di sfruttarli e di ricavarne energia. L’abbiamo fatto di recente costruendo un impianto in Thailandia”.
Di cosa si tratta?
“Di un grande impianto energetico da 3 Mega Watt, il 1° in assoluto al mondo, che ha garantito al cliente, produttore di amido di tapioca, la possibilità di  sopperire alle gravi carenze della rete elettrica thailandese. Con il nostro impianto la produzione è possibile per 330 giorni l’anno (100 in più rispetto alla vecchia gestione) e in soli due anni i costi delle realizzazione vengono ammortizzati. L’importante e anche il difficile, come ho già detto, è riuscire a ‘far capire’ ai potenziali clienti l’efficienza-efficacia dei nostri impianti. La nostra tecnologia energetica è tale da poter essere applicata anche per lo sfruttamento dei residui della canna da zucchero”.
 
Sebigas, divisione di Exergy, impiega a Olgiate Olona 120 persone (nelle filiali dislocate in Turchia, Brasile e Thailandia ce ne sono altre 30).
Exergy, specializzata anche nella costruzione di turbine per impianti che utilizzano fluidi organici (tipo il butano), ha fatturato nel 2015 95 milioni di euro e rappresenta una delle punte di diamante del settore energetico del Gruppo Industriale Maccaferri di Bologna.
“La holding è la Seci e da essa dipendono le macroaree di ingegneria ambientale, ingegneria meccanica, real estate e costruzioni, energia, alimentare e agroindustria e tabacco. Stiamo parlando di una realtà industriale fondata nel 1879 da Raffaele Maccaferri – spiega Marco Bonvini – che oggi fattura complessivamente quasi 1 miliardo e 200 milioni di euro l’anno, con 4.648 dipendenti nel mondo e 58 stabilimenti produttivi. Grande tradizione e grandissima vocazione per l’innovazione. In queste poche parole si concentra la strategia operativa dei quattro fratelli Maccaferri: Gaetano, Massimo, Alessandro e Antonio, attualmente ai vertici del gruppo”.
 
Qual è la “chiave” del vostro successo?
“Essere dinamici ogni giorno di più e pensare che domani dovremo fare qualcosa di diverso rispetto a ieri e persino a… oggi”.
Qual è la difficoltà più grande per portare a termine la mission aziendale?
“L’incertezza degli eventi, soprattutto legislativi, riguardanti la politica energetica nazionale. Molto spesso è difficile, per non dire impossibile, capire quando, come fare, su quali incentivi poter contare per realizzare determinate tipologie di impianti energetici. Stiamo parlando di investimenti del valore oscillante fra i 5 e i 15 milioni di euro, con punte di 20-25. Tipo un impianto in Brasile. Quello che manca, non solo in Italia, è una politica energetica degna di questo nome. Bisogna dire che in questo senso i migliori sono i tedeschi, precursori dello sfruttamento del bio-gas”.
 
La vostra tecnologia energetica è fondata in che misura sulla ricerca?
“In termini estremamente consistenti. I  nostri laboratori di ricerca e sviluppo ‘seguono’ e assistono il cliente là dove il cliente c’è. Oltre al prodotto vero e proprio è fondamentale il servizio di assistenza”.
Qual è la vostra tipologia occupazionale?
“Di natura ingegneristica, prevalentemente. In questi ultimi 6 mesi abbiamo assunto 15-20 ingegneri: meccanici, elettronici, energetici. Collaboriamo molto intensamente con il Politecnico di Milano”.
 
Proviamo a quantificare l’indotto che determinate.
“Le dico solo un numero: il valore di nostri acquisti è pari a 75 milioni di euro all’anno!”.
Come sarà il vostro futuro?
“Ci sforzeremo di ripensare il presente e di incrementare ulteriormente la nostra vocazione all’innovazione. Il che significa cercare sempre nuove opportunità individuando nuovi mercati e cercando di ‘aiutare’ i nostri clienti a cogliere le grandi possibilità di sviluppo racchiuse nelle nostre tecnologie energetiche”.
Una riedizione della maieutica socratica, declinata in termini di business industriale.

 
Luciano Landoni
pubblicato il: 27/06/2016

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