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OROBIANCO SRL - Gallarate
Il tour del lusso: dagli altipiani del Tibet ai mercati mondiali
GALLARATE – Manager, imprenditore, designer, giramondo, pittore, esteta e pure filosofo: Giacomo Valentini, classe 1955, è tutto questo e qualcosa di più.
Ѐ anche il fondatore di Orobianco Srl, azienda nata nel 1996 e specializzata nella realizzazione di borse, valigie e trolley di gran classe. Letteralmente “innamorato” del carbonio e delle sue incredibili proprietà, Valentini lo utilizza, lo lavora e lo plasma, insieme con materiali pregiati come la radica, per dare vita a delle creazioni interamente made in Italy che hanno ridefinito il concetto del lusso.
 
“Il carbonio lo conosco bene. Ѐ stata la base di partenza – ci racconta dal quartier generale e ufficio affari dell’azienda in quel di Gallarate (lo showroom è a piazza del Duomo a Milano), mentre gli stabilimenti produttivi dove lavorano una settantina di persone si trovano a Casorate Sempione – per creare le valigie più belle e più costose del mondo. I nostri trolley hanno prezzi di vendita che oscillano dai 5.000 euro fino ai 30.000 per esemplare. I nostri clienti vanno dal Sultano del Brunei ai divi di Hollywood”.
 
Perché Orobianco si chiama … Orobianco?
“Mi è sempre piaciuto viaggiare per il mondo. L’ho fatto e lo faccio, particolarmente in Estremo Oriente, sia per diletto che per lavoro. Da giovane, quando mi occupavo dell’internazionalizzazione dell’azienda di famiglia, la Elettromeccanica Valentini, e un po’ più avanti con gli anni, in qualità di marketing manager della Montedison. Nel 1995, a causa di una serie di profonde delusioni che hanno segnato la mia vita, ho deciso di piantare tutto e di cambiare radicalmente. Me ne sono andato in Tibet e lì, sul tetto del mondo, fra i 2000 e i 3000 metri di altitudine, ho conosciuto dei pastori di origine ottomana che allevavano una particolarissima specie di capre da cui si ricava un cachemire preziosissimo e rarissimo. Lo chiamano l’oro bianco. Per me è stata come una folgorazione. Ho deciso di realizzare qualcosa che mettesse insieme la qualità con la bellezza. Il nome l’avevo già trovato: oro bianco, appunto”.
 
Alla vocazione imprenditoriale e manageriale si è aggiunta quella estetica?
“All’inizio ho cominciato con sciarpe e altri articoli di abbigliamento in cachemire. Poi, complice probabilmente la mia passione per i viaggi, ho pensato ad un particolare genere di borse e valigie. L’amore per la lavorazione del carbonio, che considero la materia del futuro, ha fatto il resto. Con il marchio TecknoMonster, che presto diventerà un’azienda autonoma e distinta rispetto a Orobianco, vendiamo in tutto il mondo il lusso integralmente made in Italy. In particolare, in Giappone, un Paese che amo moltissimo, dove le nostre borse sono diventate quasi degli oggetti di culto. Il segreto è stato ed è fondere la straordinaria capacità manuale degli artigiani italiani con le sconfinate possibilità racchiuse nelle tecnologie più moderne. Io lo chiamo il sistema del passaggio dal nonno al nipote”.
 
In termini più chiari?
“La grande esperienza manuale e la ricchezza creativa del vecchio maestro artigiano che sfruttano gli avanzatissimi plotter da taglio e i robot di cucitura che i giovani, vale a dire i nipoti, sanno utilizzare al meglio delle loro potenzialità. Si tratta di un connubio generazionale che permette di lavorare con le mani e con i computer e che ha letteralmente salvato la filiera produttiva locale destinata altrimenti a declinare e scomparire. Con diversi anni di anticipo sui tempi, siamo stati capaci di cogliere le opportunità del mercato globale senza delocalizzare, anzi, rivalutando e valorizzando le capacità operative locali con un’iniezione di modernità tecnologica. Ѐ così che prende vita l’apocope del design”.
 
Cosa, scusi?
“Si tratta di un fenomeno linguistico che prevede la soppressione, la privazione. In altre parole, il design esteta prima di tutto, in cui la privazione avviene in funzione della bellezza, che sia essa fastosa o purista. Prioritari sono i canoni estetici, alti, matematici, ricchi. Nell’apocope del design l’operazione di troncare è determinante, intesa come mutazione permanente di una forma atta a rinascere in forma migliore. Le valigie che noi creiamo rimodulano la stessa percezione del lusso, che varia a seconda della dimensione culturale a sua volta variabile da Paese a Paese. Dall’intreccio del carbonio con il legno, che i giapponesi volevano fortemente e che però consideravano impossibile, alla percezione del lusso inteso come l’eleganza accompagnata dal massimo della sicurezza. Ѐ così che abbiamo realizzato dei trolley a prova di proiettile che possono custodire computer nella cui memoria sono racchiuse informazioni riservatissime e preziosissime. Gli esempi sono numerosi. Ciascuno dimostra come l’estetica, l’eleganza e la funzionalità d’uso sono legate fra loro”.
 
I modelli creati da Orobianco, che ormai si contano nell’ordine delle diverse migliaia, sono tutti conservati nell’archivio digitalizzato dell’azienda, così da poter essere “ripescati” e riprodotti in relazione alle richieste specifiche dei clienti più affezionati.
Reduci da Pitti Moda, i creativi dell’impresa sono già impegnati su nuovi fronti estetici.
“Il cambio generazionale – riprende Giacomo Valentini – è fondamentale per la crescita aziendale. A sessant’anni ne sono perfettamente consapevole. Tanto è vero che molto presto la mia seconda moglie, Barbara Fischer, poco più che trentenne, assumerà il ruolo di amministratore. Bisogna credere nei giovani e dare loro la possibilità di esprimersi”.
 
Il jobs act, in questo senso, è quello che ci voleva?
“Mica tanto. La realtà, come al solito, è diversa dalle interpretazioni che se ne danno”.
 
In che senso?
“Nel senso che adesso abbiamo e avremo a che fare con persone che hanno certi diritti e con altre che ne hanno altri. Gente super protetta e gente in regime di flessibilità. Una dualità che disturba per la sua illogicità. Nel concreto, la condizione aziendale rischia di diventare caotica e tutto questo rappresenta un freno e non uno stimolo allo sviluppo”.

 
Luciano Landoni
pubblicato il: 29/06/2015

O.M.S. GROUP Srl - Samarate
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