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LTC SpA – San Giorgio su Legnano
L’essenziale è metterci … l’energia giusta!
SAN GIORGIO su LEGNANO -  Due sono le caratteristiche principali del “fare impresa” italiano: la piccola dimensione delle aziende e la loro conduzione familiare.
“Noi apparteniamo al 3%… virtuoso!”, dice Aurelio Bertelli, 50 anni, presidente della Legnano Teknoelectric Company Spadi San Giorgio su Legnano, 400 dipendenti (300 in Italia e 100 nella sede di Jebel Ali a Dubai), 160 milioni di euro di fatturato annuo consolidato e una leadership mondiale nella produzione di nuclei magnetici per  trasformatori elettrici.
 
Scusi, in che senso?
“Secondo dati forniti dalla Banca d’Italia solo il 30% delle imprese familiari riesce ad arrivare ad una seconda generazione e nel mondo, di questo 30%, solo il 3% riesce a crescere. Nel 1957 nostro padre Michele ha iniziato l’attività imprenditoriale della famiglia, fondando la B & C Bertelli che fabbricava trasformatori elettrici. Poi, nel 1983, è nata la LTC: subito specializzatasi nella realizzazione del nucleo magnetico che, insieme con l’avvolgimento in rame, è una delle parti principali dei trasformatori. Le due aziende erano complementari l’una con l’altra. Nel 1990 la LTC è diventata l’impresa primaria e nel 2000 la B & C Bertelli ha cessato di esistere”.
 
Michele Bertelli, il fondatore, è scomparso una dozzina d’anni fa all’età di 74 anni e il testimone aziendale è passato nelle mani dei figli: Marina, Daniele, Tiziana, Aurelio e Gianluigi.
La 2° generazione ha rilevato un’azienda nella quale lavoravano un centinaio di persone e l’ha progressivamente trasformata in un gruppo presente in tutti i mercati del mondo (l’export incide per circa il 70% sul fatturato complessivo), con un centro produttivo inaugurato nel 2011 a Dubai che è diventato un vero e proprio avamposto per “presidiare” l’area medio orientale e per meglio “attaccare” quella estremo orientale (Cina, India, far east).
Avete cambiato… pelle?
“Il motto della nostra azienda è fatto di tre parole: evoluzione come principio. Ci crediamo veramente e ci comportiamo di conseguenza. L’attuale governance aziendale, dopo che ne sono uscite Marina e Tiziana, comprende me e i miei fratelli Daniele e Gianluigi. Io – precisa Aurelio Bertelli – mi occupo prevalentemente delle problematiche commerciali, Daniele segue la produzione e le politiche relative agli investimenti produttivi, mentre Gianluigi controlla l’area informatica e finanziaria. La realizzazione  dei nuclei magnetici presuppone investimenti estremamente rilevanti e ha bisogno di superfici considerevoli. Ecco perché siamo cresciuti a ‘macchia di leopardo’ sempre qui a San Giorgio. Un trasferimento sarebbe stato troppo costoso”.
 
Insomma, avete scelto di “occupare” una nicchia di mercato “strategica” che vi permette di essere fra i principali fornitori dei produttori mondiali di trasformatori elettrici?
“Esattamente. Tenga conto che noi utilizziamo una particolare tipologia d’acciaio che tecnicamente si chiama lamierino magnetico a grano orientato. Rappresenta solamente l’1% del consumo mondiale di acciaio. In termini assoluti, stiamo parlando di circa 2 milioni di tonnellate di materia prima. In gergo, si parla di ‘strategic peanuts’ (‘noccioline strategiche’)”.
 
Qual è il “segreto” per rimanere saldamente presenti all’interno del “club virtuoso” del 3%?
“Credo nessuno lo sappia. Sono convinto che la conduzione familiare da un lato sia un grande pregio e dall’altro un grande difetto. La famiglia gestisce le politiche aziendali in tempi brevi e però, nel caso due fratelli la pensassero in un modo e il terzo non fosse d’accordo, non è che sarebbe possibile invocare le regole della democrazia in base alle quali ‘vince’ la maggioranza. E’ necessario, di volta in volta, individuare il giusto punto di equilibrio e considerare come bene primario la crescita dell’azienda… semplice e… difficile nello stesso tempo”.
 
La Grande Crisi ha reso ancora più complesso il processo decisionale? 
“Inevitabilmente. Ha reso tutto più complesso! Noi abbiamo neutralizzato in grossa parte gli effetti negativi della recessione puntando sulle esportazioni. Il nostro è un prodotto che si vende nel mondo intero. Nel 2011 abbiamo investito 35 milioni di dollari nello stabilimento di Jebel Ali per meglio presidiare un’area in grossa espansione, soprattutto dal punto di vista energetico, e per essere pronti ad aggredire i mercati dell’estremo oriente per i quali contano molto anche i tempi di consegna. Più  vicino sei, meglio è”.
 
Il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi ripete spesso che se l’Italia fosse un Paese “normale” gli imprenditori italiani potrebbero dimostrare fino in fondo di cosa sono capaci. Anche voi vi considerati ostacolati dal nostro (non)sistema?
“Ho imparato che è addirittura inutile stare a pensarci troppo. Non si può vivere con i ‘se’ e con i ‘ma’. L’Italia è quello che … è. Punto. Ormai considero i ‘se’ e i ‘ma’ qualcosa di congenito e di insuperabile. In altre parole, pensare a un Paese ‘normale’ è … impensabile. Nel 2005 un’importante acciaieria di Terni, dalla quale dipendevamo, ha chiuso per decisione della casa madre tedesca: nonostante ciò siamo rimasti leader di mercato. Per non parlare di tutto il resto: tasse, burocrazia, infrastrutture. Si vede che vivere e lavorare in un Paese normale è un … lusso che non possiamo permetterci. Tanto vale prenderne atto una volta per tutte. Noi ci consideriamo un’impresa profondamente radicata sul territorio che lavora con il resto del mondo”.
 
Siete a tutti gli effetti un’azienda “glocale”?
“Direi proprio di sì. Per noi l’appartenenza territoriale è importante. Consideriamo il nostro impegno sociale un dovere. Siamo orgogliosi di sostenere la squadra di basket del comune di San Giorgio e ogni anno, esattamente il 6 gennaio, partecipiamo attivamente all’organizzazione dell’International Cross Country ‘Campaccio’: una manifestazione sportiva giunta ormai alla 58° edizione”.
 
Tutti per uno, uno per tutti” era il motto dei tre moschettieri; Daniele (classe 1961), Aurelio (classe 1965) e Gianluigi (classe 1968) sono d’accordo, anzi… di più!

 
Luciano Landoni
pubblicato il: 24/04/2015

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