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OEMER SPA – Rescaldina
Il turbo nel motore… elettrico, dal 1949!
RESCALDINA – Anni difficili e fecondi, quelli del dopo guerra.
L’Italia era a pezzi e doveva essere ricostruita, la volontà degli italiani e il loro desiderio di rialzare la testa hanno innescato quello che gli storici hanno definito il “boom economico”.
“Mio suocero è stato uno dei protagonisti di quel periodo. La sua forza era stata quella di intuire che la produzione di motori elettrici sarebbe stata una delle colonne su cui si sarebbe basata la ricostruzione del Paese. Per dirla in parole povere, quella di Ambrogio Landonio fu una scommessa…”.
E’ così che scrive il genero di Ambrogio, Rino Landonio, nella presentazione del libro dedicato ai “primi cinquant’anni” della OEMER Spa di Rescaldina, un “compleanno” celebrato nel 1999.
 
“Mio padre Rino, che adesso ha ottanta anni e che è ancora attivo in azienda, ricorda spesso la figura del nonno, suo suocero, e ci esorta a non smarrire lo spirito che ha sempre aiutato l’impresa di famiglia a crescere e a rendere la gente orgogliosa del proprio lavoro”.
 
Le parole di Franco Landonio, 50 anni, imprenditore di 3° generazione, managing director della società di Rescaldina, il cui core business è rimasto la costruzione di motori elettrici per il settore industriale, sottolineano con semplicità e chiarezza la vera forza dell’azienda: l’impegno e la passione di chi ci lavora.
 
“La nostra è una società per azioni… familiare – prosegue – mio padre, classe 1936, ne è il presidente ed io, i miei figli Andrea, di 25 anni, e Alberto, 21 anni, mia sorella Milena e i nostri collaboratori più stretticerchiamo di portare avanti la tradizione di famiglia. C’è una cosa che dal 1949 ad oggi non è cambiata: l’importanza assoluta del fattore umano. Noi realizziamo circa 9.000motori elettrici all’anno e ognuno è differente dall’altro. Le professionalità e le competenze dei nostri dipendenti sono ‘capitali’ di grande valore. Per noi, il capitale più importante è senza dubbio quello umano”.
 
OEMER (con l’impresa EMT, totalmente controllata dalla famiglia Landonio, che si occupa esclusivamente dell’aspetto produttivo) occupa 50 persone e fattura 11 milioni di euro l’anno, con un export che incide per poco meno del 40% e che è indirizzato verso l’Europa, l’Asia e il Nord America.
 
Una piccola industria che si trova a competere nel mercato mondiale con colossi del calibro di Siemens e Abb: come fa Davide a… vincere con Golia?
“Il nostro ‘poker vincente’ lo identifico così:  prontezza di risposta, adattabilità estrema rispetto alle richieste del cliente, prestazioni professionali di alto livello, qualità finale del prodotto. Le produzioni personalizzate e speciali sono la nostra forza. La produzione in serie è una caratteristica tipica delle grosse industrie. Dalla quantità della Siemens, si potrebbe dire, alla specializzazione della Oemer”.
 
Come ha influito la Grande Crisi, che imperversa dalla 2° metà del 2008, sulla vostra attività?
“Nel 2009 abbiamo sofferto parecchio. Abbiamo perso un 30% di fatturato. Siamo stati costretti ad utilizzare per la prima volta nella storia aziendale la cassa integrazione, sia pure per poche centinaia di ore. Le difficoltà, però, ci hanno ‘obbligato’ a rimboccarci le maniche e a  migliorarci. Abbiamo seguito ancora più da vicino i nostri clienti. Aggiungo che il fatto di lavorare con capitali propri, senza dover dipendere da nessuno, ci ha avvantaggiato non poco. Per tutti questi motivi, siamo riusciti a… resistere. Diversi nostri clienti, purtroppo, sono scomparsi. La Grande Crisi ha selezionato il mercato e questa selezione non è ancora finita”.
 
Conseguenze sull’occupazione ce ne sono state?
“Abbiamo sempre sostituito il personale in età pensionabile. Noi ci rivolgiamo ai giovani volenterosi e preparati che hanno voglia di crescere professionalmente. Dopo un naturale periodo di prova, se l’impegno e la voglia di fare ci sono veramente, scatta l’assunzione a tempo indeterminato. Come ho già detto, per noi la formazione e le abilità professionali sono elementi fondamentali. Abbiamo una stretta collaborazione con gli Istituti tecnici e ospitiamo numerosi stagisti”.
 
L’euro “svalutato”, il petrolio che costa meno, la produzione industriale che sembra essersi risvegliata, le iniezioni di liquidità della Banca centrale europea: tutti segnali che annunciano (finalmente) la ripresa?
“Avvisaglie di una ripresa vera e propria non ne vedo ancora, per essere sincero. C’è, questo sì, un maggior fermento nel mercato. Diciamo che la fase della caduta si è arrestata e che ora è ragionevole aspettarsi un rimbalzo verso l’alto. Ormai i cicli economici si sono notevolmente accorciati. Occorrerà adattarsi ad un alternarsi molto frequente di picchi e di cali, il tutto compreso in tempi stretti. Diventa sempre più difficile individuare e valutare tendenze di medio-lungo periodo. Insomma, ci saranno variazioni congiunturali sempre più numerose e sempre più intense. Flessibilità e adattabilità erano importanti ieri, lo sono di più oggi e lo saranno ancora di più domani!”.
 
A febbraio il governo Renzi ha compiuto il suo primo anno di vita, che “voto” gli attribuisce in pagella?
“Poco più che sufficiente”.
 
Ma come? Dopo il jobs act e le numerose riforme annunciate dal “rottamatore”?
“Agli imprenditori servono i fatti. I risultati concreti finora sono inferiori rispetto alle aspettative. Mettere in cantiere i lavori per 10 strade e lasciarle poi incompiute serve a poco. Meglio, molto meglio, poter contare su 2 o 3 strade realmente finite e quindi concretamente utilizzabili e percorribili. Dal dichiarato al fatto, la distanza rimane molto elevata. Si percepiscono gli stessi sprechi e le stesse inefficienze che c’erano un tempo. Sono consapevole del fatto che non sia affatto semplice risolvere i problemi… ereditati, tuttavia gli imprenditori sono abituati a fare e poi a… parlare! Sono i fatti, solo i fatti, che dimostrano le intenzioni”.
 
Più chiaro di così.
“Un’altra cosa – conclude Franco Landonio –, fra il dire e il fare non devono trascorrere tempi biblici”.
Ancora più chiaro, se possibile.

 
Luciano Landoni
pubblicato il: 18/03/2015

O.M.S. GROUP Srl - Samarate
I motivi alla base di un’attività imprenditoriale sono molteplici e non facilmente classificabili, quello che ha convinto Rina Maria Sciuccati, nel 1961, a fondare la Officina Meccanica Sanmacarese (O.M.S.) a San Macario, frazione di Samarate, è indubbiamente originale.
OMAS SpA - Oggiona Santo Stefano
La forza della tradizione e il coraggio di guardare al futuro con fiducia, nonostante tutto. “Nonostante una crisi che si protrae ormai dal 2008 e che non sembra destinata a finire tanto presto. Nel 2009 abbiamo ampliato la nostra sede produttiva. Una decisione presa più con... il cuore che con la testa!”.
OMEC Spa – Gorla Minore
GORLA MINORE – Quando, nel 1954, il giovane Giuseppe Canale, classe 1926, arriva nel profondo Nord, provenendo dal profondo Sud (il paesino di Zungri, provincia di Vibo Valentia, Calabria), porta in dote solo la sua voglia di fare e tanto, ma proprio tanto entusiasmo, accompagnato dalla disponibilità a fare sacrifici, stringere i denti e non mollare mai. E’ con questo spirito, anzi, per meglio dire, con questi “spiriti animali” che si sente dentro, che Giuseppe Canale inevitabilmente quanto (quasi) inconsapevolmente diventa imprenditore.
OMP PORRO SpA - Cucciago
Un prete, uno scultore e un genio della meccanica messi insieme cosa possono combinare? “Mio nonno Alfredo nel 1946, anche a causa della profonda amicizia che lo legava a Don Luciano, il parroco di Cucciago, e allo scultore Angelo Perini, è stato capace di trasformare la sua passione per l’arte in un business che ha fatto delle Officine Meccaniche Porro, nel corso degli anni, il punto di riferimento mondiale della progettazione e produzione di maniglie per porte, maniglioni, pomoli, battenti e accessori vari”.
OPENJOBMETIS - Gallarate
GALLARATE – Rosario Rasizza è nato il 16 maggio 1968 a Varese, da genitori siciliani. “Mio padre – dice – lavorava per la famiglia Borghi, all’Ignis”. Rosario ha sempre avuto un chiodo fisso in testa: “Il mio desiderio più grande era diventare imprenditore, fare qualcosa di nuovo e rompere la catena del destino...
OPENJOBMETIS SPA - Gallarate
GALLARATE - Fine anno, tempo di bilanci. Soprattutto per le società quotate in Borsa. In provincia di Varese non sono molte, una fra queste è la Openjobmetis Spa di Gallarate. Un “progetto imprenditoriale” nato dalla passione e dalla determinazione di Rosario Rasizza che ne è l’amministratore delegato.
OROBIANCO SRL - Gallarate
GALLARATE – Manager, imprenditore, designer, giramondo, pittore, esteta e pure filosofo: Giacomo Valentini, classe 1955, è tutto questo e qualcosa di più. Ѐ anche il fondatore di Orobianco Srl, azienda nata nel 1996 specializzata nella realizzazione di borse, valigie e trolley di gran classe.
 



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