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FELM SRL - Inveruno
“Tutto quello che… gira, ha bisogno dei nostri motori!”
INVERUNO – La definizione non sarà da scuola di management però è molto efficace: “Qualunque cosa… gira, ha bisogno dei nostri motori elettrici!”.
Chiaro e sintetico.
Matteo Colombo, classe 1974, è il responsabile della produzione della FELM Srl di Inveruno, una sigla dal duplice significato: Fabbrica Elettromeccanica Milano oppure Ferdinando Luca Matteo Milano.
 
“Siamo orgogliosi – precisa Matteo – sia della nostra matrice familiare, sia del nostro radicamento territoriale qui nella zona industriale di Inveruno, in provincia di Milano, anche se proveniamo da Busto Arsizio”.
Il nonno Michele è stato il fondatore, poi papà Ferdinando, al secolo Nando, ha raccolto il testimone che adesso è nelle mani di Matteo, Luca e Carolina.
“Abbiamo smentito il detto popolare: la prima generazione crea l’azienda, la seconda la consolida e la terza … beh, sa come si dice …? Insieme, io, con mio fratello Luca, che si occupa dell’area commerciale, e con mia sorella Carolina, responsabile dell’amministrazione, dopo che nostro padre è scomparso sei anni fa, cerchiamo di andare avanti e di crescere in Italia e all’estero”.
 
Il gruppo FELM, infatti, già all’inizio degli anni ’80, esattamente nel 1984, era presente in Cina.
“Ci siamo ancora – dice Matteo Colombo – anche se di recente abbiamo riportato in Italia gran parte delle lavorazioni”.
 
Come mai questa rilocalizzazione che è poi il contrario della delocalizzazione?
“Ѐ molto semplice – risponde Matteo -, per le produzioni standardizzate la Cina, con i suoi bassi costi di produzione, continua ad essere l’ideale; mentre per quelle ‘personalizzate’, fatte cioè su misura delle esigenze specifiche del cliente specifico, l’Italia, nonostante tutto e tutti, era e resta il contesto ideale. Solo in Italia possiamo seguire a 360° i nostri clienti e solo qui da noi è disponibile la professionalità abbinata alla capacità di offrire soluzioni originali a problemi complicati”.
 
Cosa significa “personalizzare” un motore elettrico?
“Senza entrare nei tecnicismi da addetti ai lavori, me la cavo rispondendo che la nostra specialità è riuscire ad aumentare la potenza senza perdere di vista l’efficienza e assecondando le richieste particolari del cliente. Comprese quelle di natura… estetica”.
 
“La progettazione personalizzata – interviene Alessandro Alberti, il giovane capo della produzione – è uno dei nostri punti di forza in Italia come all’estero”.
 
I motori FELM finiscono nei ventilatori, nelle pompe industriali, nelle navi da crociera, nelle macchine utensili e gli esemplari prodotti spaziano dalle dimensioni più piccole (da 150 euro) a quelle più grandi (da oltre 100.000 euro).
Il 70% della produzione è assorbito dal mercato interno, mentre il restante 30 viene indirizzato verso Germania, Francia, Emirati Arabi, Estonia, Lettonia, Egitto.
 
“Abbiamo chiuso il 2014 – sostiene Matteo Colombo – con un fatturato consolidato di gruppo pari a 20 milioni di euro: oltre il 5% di incremento rispetto all’anno prima. Contiamo di migliorare ulteriormente quest’anno”.
 
Lo “stato di salute” dell’occupazione?
“Da noi lavorano 35 persone, prevalentemente giovani. Ne potremmo assumere anche altri, se non ci fosse il problema attitudinale”.
 
Proviamo a spiegarlo meglio.
“Da un lato è difficile trovare le figure professionali adeguate e dall’altro si riscontra molto spesso una specie di mancaza di voglia di fare e anche delle notevoli carenze culturali- linguistiche. Parlare l’inglese, oggi, è più che indispensabile! Soprattutto in rapporto al fatto che i nostri tecnici devono essere in grado di assistere il cliente straniero a casa sua. L’assistenza post-vendita è altrettanto importante della produzione”.
 
Come si conciliano le radici familiari dell’azienda con la globalizzazione dei mercati?
“L’integrazione, almeno finora, ha dato dei buoni risultati. Ci tengo a dire che nostro padre Nando, perfettamente consapevole del potenziale problema già diversi anni fa decise di inserire in azienda un manager, ex-dirigente della Marelli, l’ingegner Mauro Rivera, così da poter contare su una voce… fuori dal coro della famiglia. La collaborazione ha dato ottimi frutti e continua a darne anche oggi”.
 
Perché “fare impresa” in Italia è così difficile?
“Perché, nonostante tutti riconoscano che il tessuto industriale italiano è fatto prevalentemente da piccole imprese, nessuno fa niente per le piccole industrie. Rendendomi perfettamente conto di dire delle cose già dette mille volte, ripeto per l’ennesima volta che le tasse sono esagerate e la burocrazia lo è ancora di più! Quando cambieremo veramente registro?”.
 
Già, quando?

 
Luciano Landoni
pubblicato il: 13/01/2015

FADIS Spa – Solbiate Arno
SOLBIATE ARNO – La Fabbrica Dipanatrici Solbiate (FADIS Spa) ha compiuto da poco i 56 anni di vita produttiva e appartiene a pieno titolo al club delle eccellenze industriali italiane. In FADIS si progettano e fabbricano roccatrici di precisione la cui funzione, all’interno della filiera del tessile-abbigliamento, è quella di “ripassare” i filati di cotone o di lycra.
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La “tempesta perfetta” è passata, ma: “La situazione rimane difficile. Dopo un 2009 terribile, con perdite di fatturato intorno al -35%, quest’anno abbiamo recuperato e chiuderemo il bilancio in crescita.
FNC SpA - Cislago
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Nel 2006 la Fonderia Cremona (Focrem) di Magnago - specializzata nella produzione di ghise speciali e comuni - celebrerà il mezzo secolo di vita.
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Forgiatura Marcora srl - Olgiate Olona
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