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SIEMENS VAI METALS TECHNOLOGIES Srl - Marnate
Se il Territorio “funziona” bene le aziende stanno meglio!
Giuseppe Ferrario Siemens VAI
Il mondo, diceva Sant’Agostino, resta degli ottimisti: perché i pessimisti non sono altro che spettatori.
Allora, nonostante la recessione in corso, i mercati finanziari in fibrillazione e tutto il resto, non resta che rimboccarsi le maniche e affrontare il 2009 con rinnovato ottimismo.
“Il 2008 è stato il migliore anno della storia della nostra azienda. Un vero e proprio coronamento del percorso fatto di costante ricerca dell’efficienza, di riduzione dei costi e di sviluppo del business.
Il fatturato ha raggiunto i 165 milioni di euro, con un significativo miglioramento degli utili che sono stati interamente versati nel capitale sociale.
Abbiamo le risorse finanziarie adeguate e un robusto portafoglio ordini che ci consentono di affrontare ben preparati le insidie del 2009”.
Le parole dell’ingegner Giuseppe Ferrario (a sinistra nella foto con Flavio Campello), Amministratore delegato di Siemens VAI Metals Technologies Italia Srl, azienda leader mondiale nella progettazione e costruzione di laminatoi per prodotti lunghi, con oltre 250 dipendenti occupati nella nuovissima sede di Marnate, riflettono efficacemente la consapevolezza di affrontare nel migliore dei modi una navigazione difficile in un contesto economico-finanziario denso di incognite e irto di difficoltà.
 
Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare: in un mercato bloccato dalla recessione non è permesso sbagliare. Nello stesso tempo, puntare sulla qualità e sull’eccellenza delle risorse umane sembra non bastare; come mai?
“È vero - risponde Ferrario - non basta contare sulle menti d’opera, occorre che abbiano caratteristiche distintive all’altezza della situazione”.
“Il problema - completa Flavio Campello, Responsabile del personale, della sicurezza e dell’area information technology - è che il costo orario del lavoro in Italia non è competitivo con quello degli altri Paesi europei quali Spagna e Portogallo o ancor di più con i Paesi dell’Est Europa.
Il paradosso è che lo stipendio percepito dai lavoratori è fra i più bassi.
A causa della struttura del sistema fiscale e previdenziale, il costo complessivo del lavoro per ora pagata dall’azienda cresce molto e rischia di andare fuori mercato.
Allora, purtroppo, talune aziende potrebbero arrivare alla scelta di abbandonare l’Italia”.
 
Sembra quasi un addio.
“Per carità, è vero il contrario! Negli ultimi tre anni - si affretta a precisare Giuseppe Ferrario - noi abbiamo continuato ad assumere personale. La nostra azienda è riuscita a conservare e sviluppare la sua forte tradizione meccanica ed impiantistica, sposando la forza di Siemens nel campo dell’automazione e coltivando la politica dell’innovazione.
Le realtà territoriali, dell’Altomilanese in generale e del Medio Olona in particolare, hanno costituito per decenni l’humus naturale che ha permesso, con le sue risorse umane e la sua cultura del lavoro, lo sviluppo dell’azienda.
Detto questo, non si possono dimenticare le carenze infrastrutturali del sistema Italia”.
“Esattamente. Siamo sempre meno attrattivi.
Non sono poche le aziende che stanno progettando di spostare i loro centri operativi fuori dall’Italia, grazie a politiche fiscali più favorevoli.
Ci sarebbe bisogno di cambiare registro - sottolinea Flavio Campello - È durante le crisi che si ha terreno fertile per innovare e per riformare le cose che non funzionano alla perfezione, così da riconquistare la competitività perduta.
Ci sono poi gravi carenze dell’intero sistema formativo che si tramutano in costi crescenti per le imprese che assumono”.
 
Ossia?
“Un neo-laureato - precisa il Responsabile del personale di Siemens VAI Italia - noi lo dobbiamo sottoporre ad un training formativo di almeno 18 mesi per dargli quella preparazione linguistica e tecnica di base che il nostro business e i nostri clienti richiedono.
Dall’Università, cioè dal Politecnico di Milano, i laureati arrivano con buone conoscenze teoriche ma con una sostanziale incapacità operativa e con una scarsa conoscenza dell’inglese, oggi indispensabile per far parte di un’azienda che opera a livello internazionale.
Per quanto ci riguarda si tratta di un grosso investimento, soprattutto in considerazione del fatto che i nostri dipendenti o sono laureati o possiedono un diploma di scuola media superiore. Nel 2008 - aggiunge Campello - abbiamo investito 200 mila euro in formazione: dai corsi linguistici a quelli tecnici, senza dimenticare la sicurezza, per la quale l’azienda ha avviato un ingente programma formativo sia sulla sicurezza macchine e degli impianti (direttiva macchine), sia sulla sicurezza nei cantieri”.
 
Per il 2009 gli investimenti in formazione rimarranno inalterati?
“Con tutta probabilità - replica Campello - ridurremo la formazione dedicata ai super-manager e cercheremo di non intaccare quella tecnica.
È chiaro che in un periodo che si preannuncia difficile, durante il quale ogni diseconomia deve essere eliminata, risulterà fondamentale l’impegno delle persone, nel senso che chi sarà coinvolto nei processi formativi dovrà dimostrare di crederci veramente.
In altre parole, se l’azienda mette a disposizione del dipendente le risorse necessarie affinché quest’ultimo frequenti il corso di inglese, si aspetta ovviamente che il dipendente stesso dia la propria totale disponibilità per ottimizzare un simile investimento, altrimenti tanto varrebbe sospendere il corso formativo.
Qualche volta, per essere ancora più chiaro, si ha la sensazione che non ci sia una vera e propria... fame di lavoro!”. ”Il fatto è che le giovani generazioni, vissute in quest’ultimo decennio di crescita economica, non hanno mai sperimentato - si inserisce l’ingegner Ferrario - che cosa significhi veramente vivere le asprezze di un mercato del lavoro ultra-competitivo.
Temo, visti i tempi che ci aspettano, che dovranno farlo. Ecco perché è indispensabile prepararsi nel migliore dei modi”.
 
Qual è l’età media dei vostri dipendenti?
“Circa 39 anni. Abbiamo - risponde Campello - un’ottima base giovane, conseguenza del fatto che l’azienda ha assunto negli ultimi tre anni.
Non abbiamo il problema del gap generazionale”.
“I giovani devono capire che è indispensabile mantenersi aggiornati, per evitare di fare la fine di quella rana che stava nella pentola e, nonostante la temperatura dell’acqua cominciasse a salire, ci rimaneva perché il tepore era tutto sommato piacevole, fino a che - prosegue Ferrario - il calore, a furia di crescere, fece bollire la povera rana! Una persona che sviluppa le sue competenze effettive sarà sempre sicura e capace di affrontare le difficoltà che si troverà davanti e soprattutto rappresenterà una risorsa per l’azienda. In caso contrario, il rischio reale è di trasformarsi in un’inefficienza insopportabile per l’impresa”.
“Sempre nel solco delle nostre politiche formative, vale la pena di ricordare lo stretto rapporto di collaborazione che abbiamo sviluppato con il Politecnico di Milano.
Chi è veramente bravo - spiega Flavio Campello - riesce a trovare lavoro ancora prima di laurearsi. Ci siamo dati da fare per far conoscere la nostra specifica identità aziendale.
Anche con l’Università Carlo Cattaneo di Castellanza abbiamo cominciato a dialogare molto proficuamente, soprattutto puntando sui corsi per manager”.
 
Nell’ultimo trimestre del 2008 si è scatenata una vera e propria “tempesta perfetta”, che è passata dagli iniziali sfracelli finanziari e borsistici alle attuali difficoltà di tenuta dell’economia reale; il 2009 rischia di essere un anno di…lacrime  e sangue?
“Il settore dell’acciaio è stato colpito in maniera pesantissima. È vero anche che veniva da una crescita ininterrotta che durava da almeno 5 anni.
Il meccanismo, in tempi brevissimi, si è rotto e tutti i nodi sono venuti al pettine. I piani di investimento di alcuni clienti sono stati sospesi - sottolinea Giuseppe Ferrario - e, in qualche caso, gli ordini sono stati cancellati. Insomma, sul settore nel suo complesso è sceso... l’inverno.
E non mi riferisco, purtroppo, solo al fattore climatico. Prevediamo quindi un 2009 difficile e un 2010 anch’esso problematico. Più in là nel tempo non avrebbe senso avventurarsi”.
 
Come si può reagire al gelo incombente?
“Innanzi tutto, amministrando con saggezza il nostro portafoglio ordini.
Poi, cercando di azzerare eventuali inefficienze e sprechi e ponendo la massima attenzione ai costi.
Altra strada che sarà percorsa sarà quella - rimarca Ferrario - dello sviluppo delle attività post-vendita: quando gli investimenti in nuovi impianti sono sospesi, la manutenzione di quelli già funzionanti si incrementa.
L’area service diventerà sempre più cruciale. Un’altra linea strategica punterà a incrementare la nostra presenza e attività nei cosiddetti Paesi focus, cioè laddove la crescita prosegue, sia pure con qualche rallentamento: Cina, India, Russia, Brasile. Inoltre, nonostante la pesante crisi in atto, il mondo avrà sempre bisogno di grandi infrastrutture; anzi, proprio perché c’è la crisi, gli investimenti infrastrutturali diventeranno un vero e proprio volano di ripresa.
Da questo punto di vista, risulterà senz’altro valorizzata la politica industriale espressamente voluta e lanciata da Siemens VAI di Marnate: potenziare la nostra produzione di impianti di laminazione per le grandi travi, le rotaie, le sezioni pesanti.
Tutte componenti indispensabili per le grandi infrastrutture, tipo vie di comunicazione, ponti, strade e ferrovie”.
 
L’ottimismo della volontà finirà per sconfiggere il pessimismo della ragione?
“È obbligatorio rispondere affermativamente. Bisognerà però, in tempi brevi, risolvere una volta per tutte il problema delle carenze infrastrutturali.
Penso in particolare alla zona nella quale ci troviamo: la sua dotazione di infrastrutture, soprattutto in rapporto alla circolazione delle persone e delle merci, non è assolutamente all’altezza delle esigenze espresse dalle imprese produttive esistenti.
Simili mancanze - incalza Ferrario - si ripercuotono anche sulla percezione generale del territorio, fornendo dello stesso un’immagine di arretratezza e di decadenza. Tutto ciò può provocare un vero e proprio rigetto psicologico a investire qui! Non mi sembra proprio il modo migliore per affrontare una situazione di mercato già così complicata di per sé”.
 
Annuario 2008
 
 
L’articolo è riprodotto nella rubrica Imprese & Lavoro (Aziende Eccellenti)

 
Luciano Landoni
pubblicato il: 29/09/2014

SAFE BAG SpA - Gallarate
E' un figlio d’arte, nel senso che ha respirato l’aria degli aeroporti sin da giovane. “Non poteva essere altrimenti, visto che mio padre Giuseppe, con Lupo Rattazzi, nel 1989 ha fondato la compagnia area Air Europe” ci dice Rudolph Gentile, nel suo ufficio al 3° piano di una delle Torri di Gallarate. Da allora ad oggi il giovane Rudolph, che adesso di anni ne ha 41, di strada ne ha fatta decisamente tanta.
SAMIC SPA - Lonate Ceppino
LONATE CEPPINO – Il mantra aziendale è racchiuso in una formula (ovviamente in inglese) di due parole: go beyond (andare oltre). Indubbiamente, la Samic Spa di Lonate Ceppino (acronimo di Saporiti montaggi impianti carpenteria, impresa industriale fondata da Giuseppe Saporiti nel 1964) è abituata a ragionare in termini di mercato globale...
SANOFI Spa - Origgio
ORIGGIO – La struttura è quella di una multinazionale ma la filosofia operativa di ciascuno dei 6 siti produttivi presenti in Italia (per un totale di 1.400 dipendenti) affonda le sue radici nel territorio e ne trae sostanza e stimolo. Lo stabilimento Sanofidi Origgio è la punta di diamante della multinazionale farmaceutica francese per la produzione della Enterogermina (il farmaco che protegge e rigenera la flora batterica intestinale).
SANPLAST - Busto Arsizio
Una storia di... ordinaria straordinarietà quella di Raimondo Santoro, classe 1956, piccolo imprenditore con il “genio della plastica” nel proprio dna. Suo padre Giovanni, per trovare lavoro, è costretto ad abbandonare la Sicilia e ad andarsene in Francia, dove diventa minatore per mantenere se stesso e la propria famiglia; nel frattempo Raimondo cresce e studia con passione, scoprendosi amante della meccanica.
SAPI SRL – San Vittore Olona
SAN VITTORE OLONA - Piccoli produttori di materiali da stampa informatica che sono però diventati l’azienda numero 1 in Italia e fra le prime dieci in Europa. La piccola industria fondata ventidue anni fa da Franco Ferreri e da sua moglie in quel di San Vittore Olona si chiama Sapi, occupa 50 dipendenti, fattura dai 9 ai 10 milioni di euro l’anno...
SAPORITI ITALIA SpA - Besnate
L’evoluzione della specie nel caso della Saporiti Italia SpA di Besnate, storica azienda locale specializzata nella fabbricazione di mobili, si sintetizza in due parole: design management.
SAVINELLI SpA - Barasso
Tradizione, qualche volta, fa rima con innovazione: le “radici” del passato e la “visione” del futuro. Difficile, ma non impossibile. Da 136 anni la famiglia Savinelli fa affari con il... fumo. Sì, proprio così: il fumo delle pipe! A partire dal fondatore della “premiata ditta” Achille Savinelli che nel 1876 aprì il suo negozio in via Orefici a Milano, proprio davanti al Duomo.
SBC CONSULTING Srl - Legnano
Professione: levatrice... d’impresa! In un periodo in cui le aziende chiudono (oltre 70.000 negli ultimi sei anni), Luisa Bamonte si preoccupa di farle nascere. E, nel farlo, ha avuto un certo successo: circa 100 dal 2007, con punte di 30/35 all’anno nel biennio 2010-2011, per un totale di circa 5 milioni di Euro di ricchezza aggiuntiva prodotta e riversata nel sistema economico. Mica male, nel tempo della Grande Crisi!
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LEGNANO – Un caso raro di “comunicazione aziendale” in netto anticipo sui tempi e con il contributo straordinario delle belle lettere e della pittura. Per la prima, addirittura il “Manifesto tecnico della letteratura futurista” (laddove si inneggia alla “bellezza della velocità”, punto 4) e per la seconda, un quadro dell’ “aeropittore futurista” bustocco Ivanhoe Gambini...
Sebigas (divisione Exergy Spa) - Olgiate Olona
OLGIATE OLONA – Aveva proprio ragione il poeta: dai diamanti non nasce niente, ma dai rifiuti nascono i fiori e, nel caso di Sebigas, divisione di Exergy Spa del Gruppo Industriale Maccaferri, anche tanta energia. Energia pulita.
SECONDO MONA SpA - Somma Lombardo
Il 1° agosto 1903 a Somma Lombardo il giovane Secondo Mona, “Con il bernoccolo della meccanica” precisa il nipote Roberto, apre un’officina meccanica specializzata nella fabbricazione di biciclette: la ditta Mona Secondo.
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“A 11 anni mi svegliavo alle 4 del mattino per mungere le mucche. Ricordo che stavo seduto su uno sgabello con una gamba sola, così era impossibile addormentarsi. Quando succedeva mi aggrappavo istintivamente alle mammelle della mucca per non cadere. Non era la vita ideale per me. Volevo fare altro. Volevo diventare un bravo meccanico!”.
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TAVERNERIO – Quando la passione per l’arte si riversa nell’attività imprenditoriale quest’ultima acquista un valore tutto particolare che si trasforma in una vera e propria “competitività creativa” capace di fare la differenza. Soprattutto sui mercati internazionali...
SICAD SpA - Uboldo
“Toglietemi tutto - diceva Oscar Wilde - tranne il superfluo!”. Per capire fino in fondo la filosofia di lavoro e di vita di Ivano Zucchiatti, presidente della SICAD SpA di Uboldo (una “piccola multinazionale” composta da 7 società industriali, in Italia e all’estero, 830 dipendenti complessivi e un fatturato “italiano” di oltre 250 milioni di Euro annui, l’80% del quale finisce nel mondo), basta capovolgere concettualmente la battuta dello scrittore inglese.
SICES AUTOMAZIONE Srl - Jerago con Orago
Se la città “magica” di Venezia, uno dei più preziosi patrimoni dell’umanità, potrà essere salvata dalle micidiali “acque alte” che da tempo immemorabile ne minano la salute e la sopravvivenza, lo si dovrà in gran parte alla genialità e alla capacità inventiva della Sices Automazione di Jerago con Orago.
SICES GROUP SpA - Lonate Ceppino
Alberto Ribolla, classe 1957, Ceo di Sices Group di Lonate Ceppino, presidente dell’Energy Cluster Lombardo, nonché presidente di Confindustria Lombardia, è abituato ad andare subito al nocciolo del problema, senza tanti giri di parole.
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“Per far bene le cose ci vogliono tre P!”. Che cosa ci vuole? “Lo ripeto, le tre P, cioè: professionalità, passione e... pazzia! Questi gli ingredienti indispensabili. Poi c’è un’altra componente che ha la sua importanza”.
SMARTCOM SpA - Lainate
LAINATE - Integrare i servizi innovativi con la produzione fisica dei beni significa, in buona sostanza, favorire il salto di qualità...
SOLIANI EMC SRL - Como
COMO – E’ solo per ragioni di natura… anagrafica che è impossibile all’Ingegner Ivano Soliani, settant’anni dinamicamente portati, stringere la mano e complimentarsi con il fisico britannico Michael Faraday (nato nel 1791 e scomparso nel 1867), altrimenti l’avrebbe fatto con immenso piacere. Ce l’ha assicurato più di una volta, nel corso dell’intervista che ci ha concesso dal quartier generale della Soliani Emc Srl di Como, l’azienda che ha fondato agli inizi degli anni ’80...
SPASCIANI SpA - Origgio
Quando si dice la capacità di precorrere i tempi. Una caratteristica di molti imprenditori, non di tutti. Fra questi, Riccardo Spasciani addirittura nel 1892 - centovent’anni fa! - ebbe l’idea di occuparsi di sicurezza e di prevenzione degli infortuni sul lavoro. Agli albori della 1° rivoluzione industriale, nell’Italia giolittiana sconquassata dallo scandalo politico-finanziario della Banca Romana, oltre al Partito Socialista Italiano nasce anche la “premiata ditta Spasciani”: specializzata nella produzione di accessori per la protezione dei lavoratori (dagli occhiali alle maschere anti gas e anti polvere, agli indumenti ignifughi).
STAMPERIA OLONIA Sas - Gorla Minore
Informatizzazione fa rima con innovazione e con sviluppo eco-compatibile. Alla Stamperia Olonia Sas di Gorla Minore - azienda di 80 dipendenti, 10 milioni di fatturato all’anno, specializzata nella stampa e finissaggio per conto terzi dei tessuti per arredamento e per la biancheria della casa, con una produzione annua di 30 milioni di metri quadrati di tessuto - ne sono talmente convinti che i personal computer impiegati sono 65 e il 97% dei dipendenti li utilizza quotidianamente per svolgere le proprie mansioni.
STAMPERIA OLONIA SRL - Gorla Minore
GORLA MINORE – E’ l’anno 1969 allorché Alfonso Miele decide di diventare imprenditore e fonda la Stamperia Olonia. Dall’immaginazione al potere del ‘68, alla… nobilitazione intelligente dell’anno successivo. E’ praticamente certo, infatti, che se il neo imprenditore avesse dovuto scegliere uno slogan mediante il quale identificare la propria attività avrebbe optato proprio per quello dell’intelligenza alla produzione. Insomma, un vero e proprio pioniere della digitalizzazione produttiva.
STUDIO VOLPI - Carnago
“Gli italiani? Dei buoni a nulla capaci di tutto!”. Lo diceva Leo Longanesi che se ne intendeva sia dei pregi che dei difetti nostrani. La nostra fantasia, la nostra genialità, la nostra capacità di risolvere brillantemente problemi complessi continuano a stupire il mondo intero, prima ancora di noi stessi.
SYNCRO SRL - Busto Arsizio
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