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NOVELLO Srl - Oggiona Santo Stefano
Dal legno e dal sole parte la green economy!
La congiuntura economica continua ad essere difficoltosa. Però, anziché perdere tempo in inutili e sterili lamentazioni, qualcuno ha deciso di sfruttare la situazione di crisi in cui si sta dibattendo il sistema produttivo come spinta per andare avanti, puntando su nuovi progetti.
 
È la coraggiosa strategia scelta dalla Novello, impresa specializzata nella realizzazione di imballaggi in legno, e dal suo titolare, Moreno Novello.

L’imprenditore ha investito oltre 16 milioni di Euro per la costruzione di un nuovo stabilimento a cavallo tra Jerago con Orago e Oggiona Santo Stefano, dove l’azienda si trasferirà nei prossimi mesi, lasciando l’attuale sede di Albizzate. Stiamo parlando di una delle costruzioni industriali più grandi d’Europa. Nonché una delle più innovative, soprattutto dal punto di vista dell’assoluto rispetto dell’ambiente.
 
“Per la progettazione e la costruzione abbiamo seguito il criterio della totale ecosostenibilità - spiega con orgoglio Moreno Novello, che da circa sette anni sta studiando soluzioni per realizzare progetti edilizi nel totale rispetto dell’ambiente - Il capannone, lungo 175 metri, largo 140, alto 15 e sorretto da 87 pilastri, è interamente realizzato in legno d’abete. In tutto verranno impiegati cinquemila metri cubi di materia prima, del peso di cinque quintali l’uno, provenienti dalle foreste coltivate della Germania e dell’Austria”.

L’utilizzo di queste aree verdi, create appositamente per fornire legname alle costruzioni civili e industriali, è regolamentato da accordi internazionali che garantiscono il rispetto dell’equilibrio naturale. Inoltre l’edificio sarà energeticamente autosufficiente, grazie all’installazione sul tetto di oltre 10mila metri quadrati di pannelli solari (che forniranno una potenza complessiva di un megawatt di elettricità) e al principio della conservazione della quantità di calore.

“Il legno garantisce un ottimo isolamento, favorendo il contenimento energetico - continua l’imprenditore - mentre l’impianto fotovoltaico è basato su una tecnologia che prevede l’utilizzo di pannelli solari composti da un film sottile nel quale non è presente il silicio, ma un composto di cadmio, iridio e selenio: una combinazione che garantisce un livello molto elevato di efficienza ed efficacia, unitamente a un impatto ambientale minimo”.

La superficie coperta dallo stabilimento è di circa 17.000 metri quadrati. “Se avessi scelto di riscaldarlo tramite gas avrei speso dai quattromila ai seimila euro l’anno - sottolinea il titolare della Novello - ho optato invece per una soluzione del tutto alternativa che mi permetterà di eliminare ogni fonte di spesa energetica tradizionale, trasformando l’edificio in una sorta di banca di anidride carbonica (nelle fasi costruttive sono state risparmiate ben 7.000 tonnellate di anidride carbonica e la struttura lignea dell’edificio ne ‘imprigiona’ altre 5.000). Daremo quindi un segnale significativo sul piano della lotta al riscaldamento globale”.

La nuova sede dell’impresa di Novello sarà all’avanguardia anche dal punto di vista della conservazione delle risorse idriche: è stato infatti predisposto un sistema di drenaggio del terreno intorno al capannone, che permette di recuperare l’acqua piovana, raccogliendola poi in tre vasche dalla capacità di 150 metri cubi ciascuna.

“Così anche per il consumo di acqua dipenderemo in misura minima dall’esterno - continua l’imprenditore, che di recente ha affiancato all’attività di produzione di imballaggi quella di costruzione di innovative abitazioni in legno - Il nostro progetto è uno dei primi esempi concreti di quello che si può ottenere seguendo i principi dell’edilizia ecosostenibile”.

Un’altra sfida nella quale l’imprenditore si sta cimentando è quella di produrre fortepiani (il fortepiano, per chi non lo sapesse, è l’antenato del pianoforte) che siano copie perfette di quelli realizzati a Vienna nel ’700 a prezzi abbordabili.
“Con il trasferimento a Jerago con Orago/Oggiona Santo Stefano - dice Moreno Novello - lasceremo tutta la vecchia sede alla fabbrica dei fortepiani.

Io e il mio amico e socio Guido Bizzi, che è il primo produttore al mondo di clavicembali, saremo gli unici a livello internazionale in grado di produrre questa tipologia di strumenti musicali su larga scala, abbattendo i costi.

L’obiettivo - aggiunge Moreno Novello - è quello di realizzare qualche decina di esemplari all’anno, facendoli pagare circa 14 mila euro. Attualmente i piccoli laboratori degli artigiani che ancora si dedicano a questa professione sono in grado di sfornarne tre o quattro all’anno, con un prezzo che oscilla tra i 30 mila e i 45 mila Euro”.

Per garantire economicità e perfezione artigianale, i due imprenditori si sono fatti affiancare da un “consulente” d’eccezione: Alessandro Levanti. Albanese di nascita e lombardo d’adozione, 47enne restauratore di strumenti antichi, è il “tecnologo” che sovrintende a tutte le fasi di costruzione dei fortepiani che nascono ad Albizzate.

“Sono specializzato - racconta Alessandro Levanti - nella cura degli strumenti a tastiera e conosco bene Fernanda Giulini, proprietaria di una delle collezioni di clavicembali e fortepiani più grandi del mondo, quella di Villa Medici, a Briosco.
Quando le ho parlato del progetto di Bizzi e Novello, ci ha subito concesso l’autorizzazione per copiare gli strumenti della sua collezione. Questo ci dà un enorme vantaggio rispetto a qualunque concorrente: un conto è realizzare i fortepiani basandosi su fotografie di quelli esposti nei musei e un altro è avere sotto mano gli esemplari originali”.

Crisi o non crisi, alla fantasia imprenditoriale non è possibile porre freno.

Venerdì 2 luglio 2010 il mega capannone industriale, alla presenza degli addetti ai lavori (ingegneri, architetti, operatori economici), è stato ufficialmente presentato al pubblico - per la sua piena operatività occorrerà aspettare ancora qualche mese - mediante un convegno tecnico i cui principali relatori sono stati lo stesso Moreno Novello, Guenther Baumgartner, direttore commerciale della Holzbau SpA di Bressanone, l’impresa costruttrice dell’edificio, e l’architetto Luca Compri che ha progettato l’intera struttura.
 
Integrazione articoli pubblicati su:
BellimBusto 2010
l’Inform@zione n. 27 del 9 luglio 2010


 
Luciano Landoni
pubblicato il: 25/07/2014

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