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VIBA SpA - Tradate
Troppe polemiche e troppo poche decisioni!
Il 2008, economicamente parlando, rischia di essere un anno difficile. Il barile di petrolio che ha sfondato la soglia dei 100 dollari, il terremoto finanziario innescato dalla crisi dei mutui subprime, l’iper-valutazione dell’euro rispetto al dollaro e, in aggiunta, una crescita economica dell’Italia al rallentatore.

Gli ultimi dati della Banca d’Italia parlano di un Pil (prodotto interno lordo) che quest’anno aumenterà dell’1%, contro l’1,7% stimato lo scorso luglio.
 
Se a tutto questo aggiungiamo le numerose emergenze che, un giorno sì e l’altro pure, al punto da trasformarsi quasi in... regole, caratterizzano e affliggono il (non)sistema-Paese (dallo sciopero dei Tir all’immondizia di Napoli, dall’occupazione di strade e autostrade da parte di questa o di quella corporazione sociale al dramma dell’insicurezza sul posto di lavoro), allora la misura rischia di essere colma.

“In Italia succedono cose ai limiti dell’incredibile. L’emergenza della spazzatura a Napoli, in Spagna sarebbe semplicemente inconcepibile. Mi pare che si sia perso il senso della misura. Però, e questo non cessa di meravigliarmi, è come se voi italiani aveste perso la capacità di indignarvi, siete rassegnati e sopportate tutto”.

Josep Campasol, 48 anni, spagnolo di Barcellona, Amministratore Delegato della Viba SpA, azienda chimica specializzata nella produzione di masterbatch per la colorazione e additivazione di tutti i polimeri e tecnopolimeri termoplastici, con insediamenti produttivi in Spagna, Francia e Ungheria, dalla sede centrale di Tradate, esprime in tutta chiarezza il proprio stupore di manager e di “cittadino europeo”.

Spagna e Italia sono due Paesi latini con indubbie affinità culturali e comportamentali, persino i Governi, entrambi di sinistra, si sono insediati con programmi fra loro simili. Di recente, però, il premier Zapatero ha rivendicato per la Spagna un primato economico che Romano Prodi ha contestato. Cosa pensa in proposito il manager spagnolo al vertice di un’azienda italiana?
“La differenza principale sta nella classe politica. In teoria i due governi sono di sinistra. In pratica, quello spagnolo, dal punto di vista della gestione economica, è come se fosse di destra. Nel senso che adotta delle politiche a favore dello sviluppo delle imprese”.

Vale a dire?
“In Spagna le tasse per le attività produttive sono diminuite del 5%: una riduzione reale! In Italia, invece, un conto sono le dichiarazioni d’intenti e un altro è la realtà concreta. In Spagna, inoltre, c’è stato un miglioramento nel funzionamento del mercato del lavoro, anche se si potrebbe fare di più. In ogni caso, in Spagna non ci si è limitati a fare proclami di buone intenzioni, sono state prese delle decisioni operative”.

Mentre in Italia?
“Molte, moltissime polemiche e poche, pochissime misure concrete. Ogni cosa, ogni decisione, ogni progetto finisce sempre per bloccarsi da qualche parte”. “Prendiamo il discorso delle tasse - rincara la dose Vittorio Veneziani, Operations manager della Viba - è inutile ridurre le aliquote se poi si aumenta la base imponibile, vale a dire quello che è successo con la recentissima riforma dell’Ires, l’Imposta sul reddito delle società”.

In sintesi, dove è più facile “fare impresa”?
“Senza dubbio in Spagna! Basterebbe considerare il versante dei costi e quello della burocrazia”.

Ossia?
“Il costo del chilowattora industriale in Spagna è inferiore del 25% rispetto all’Italia. La nostra è un’azienda chimica e per noi i costi energetici rappresentano una voce importante del bilancio. Così come quella del costo del personale che in Italia è fra i più alti. Il nostro gruppo ha stabilimenti in Italia, Spagna, Francia e Ungheria.
Gli occupati più numerosi, 200, sono quelli italiani. Nel 1994 abbiamo investito in Ungheria, l’anno successivo in Spagna dove lavorano 41 persone. Se potessimo tornare indietro non c’è dubbio che aumenteremmo il nostro impegno in Spagna”.

Veniamo al vero e proprio spauracchio delle imprese italiane: la burocrazia soffocante che ostacola la vita e il lavoro di ciascuno di noi. In Spagna il problema è meno grave?
“In Spagna è sufficiente esibire la propria carta d’identità per fare tutto. Siamo membri dell’Unione Europea, come lo è l’Italia, di cos’altro c’è bisogno? In Italia c’è una vera e propria mentalità burocratica che sembra voler alimentare se stessa. Se non hai il codice fiscale non puoi avere il conto in banca, è impossibile avere il permesso di residenza. Quando ti rivolgi ad un ente pubblico, dal comune in su, puoi solo sperare di non perdere troppo tempo”.

Come si è chiuso il 2007 e cosa vi aspettate dal 2008?
”Il 2007 si è rivelato un anno ottimo: 90 milioni di euro di fatturato complessivo, più della metà del quale collocata sui mercati internazionali, con un incremento del 10% rispetto al 2006 che, a sua volta, aveva fatto registrare un progresso del +20% sul 2005. Quest’anno ci accontenteremmo di mantenere sostanzialmente le posizioni acquisite e di crescere del 2%.
Il 2008 si presenta con tre grosse incognite: la crisi finanziaria americana dei mutui subprime, il prezzo del petrolio e delle materie prime derivate e il cambio euro/dollaro che penalizza l’export delle aziende europee. Per quanto ci riguarda, tutto il mercato sud-americano diventerà certamente più difficile da conquistare”.

Che ne dice della “solita” ricetta: più ricerca, più innovazione, più qualità, la formula dei “tre più”?
“Sì, la conosco. Noi investiamo circa 3 milioni di euro all’anno in ricerca. In ogni sito produttivo realizziamo annualmente più di 1.000 nuovi prodotti e di questi una media del 30-35% ha uno sbocco commerciale. In Spagna, per esempio, il costo della ricerca in laboratorio è sostanzialmente pari a quello dello sviluppo. Puntiamo sulle produzione specializzate, di nicchia”.

In Italia, fra i tanti problemi, c’è anche quello relativo alle difficoltà di reperimento sul mercato del lavoro delle figure professionali idonee. In Spagna come vanno le cose da questo punto di vista?
“Anche in Spagna è difficile trovare mano d’opera qualificata. Il livello della formazione professionale si è abbassato”.

Le aziende, per essere competitive sul mercato allargato, hanno bisogno delle infrastrutture adeguate. In provincia di Varese, vale a dire una delle aree più industrializzate dell’intera Europa, il sistema viabilistico è perennemente sull’orlo del collasso. Più in generale, il “sistema Italia”, sotto il profilo infrastrutturale, assomiglia sempre di più ad un “non sistema”. Come giudica in questo senso il confronto Spagna/Italia?
“In Spagna la viabilità è migliorata parecchio in questi ultimi anni. Ci sono stati massicci investimenti e ogni paese, in pratica, ha la sua piccola tangenziale. In Italia gli spazi sono ridotti e la popolazione è più numerosa, quindi le difficoltà sono maggiori.
Però il collasso della viabilità è francamente esagerato. Quando vivevo a Varese e dovevo raggiungere la sede di Tradate della Viba, un percorso di 17 chilometri, impiegavo più di un’ora!”.

Barcellona si trova in Catalogna: una delle regioni spagnole in cui viene rivendicata da sempre una maggiore autonomia rispetto al governo centrale di Madrid. Proviamo a confrontare il federalismo spagnolo con quello italiano.
“Personalmente, sono senz’altro favorevole al federalismo, soprattutto quello fiscale. È giusto che le regioni più ricche aiutino quelle più povere, però questi aiuti non possono essere eterni, ci deve essere una precisa scadenza temporale.
La Catalogna è una regione autonoma, anche se il livello di autonomia potrebbe aumentare ulteriormente. Ogni nazione ha il suo Sud, per noi è l’Andalusia. Lo ripeto: la solidarietà va bene, tuttavia deve avere una... data di scadenza. Altrimenti diventa un’altra cosa e degenera nel parassitismo”.

Torniamo al nodo delle infrastrutture e parliamo della “questione Malpensa”: il depotenziamento dell’aeroporto vi creerebbe problemi particolari?
“Ci sarebbero certamente dei problemi. Non particolarmente gravi per le nostre esigenze particolari. Credo però che l’intera Lombardia ne uscirebbe penalizzata. In Spagna la compagnia aerea nazionale, l’Iberia, ha attraversato momenti molto difficili, però è stata risanata ed è rimasta spagnola e adesso funziona bene”.
 
l’Inform@zione n. 31 del 10 settembre 2010


 
Luciano Landoni
pubblicato il: 25/07/2014

VAGO SpA - Busto Arsizio
Quasi sessant’anni di storia e la vocazione imprenditoriale nel dna familiare. “L’azienda è stata fondata nel 1952 da nostro padre Cesare e da suo fratello Giuseppe, a Busto Arsizio. Entrambi decisero di tingere i filati e non i tessuti per evitare di far concorrenza ai cugini Cerana”.
VENANZIEFFE Srl – Parabiago
PARABIAGO – Parafrasando una delle più note composizioni-canzoni del cantautore Fabrizio De André (Via Del Campo) si potrebbe dire che se dai diamanti non nasce niente, dai rifiuti possono nascere i… fiori. A patto, però, che questi vengano raccolti, immagazzinati e trattati secondo criteri operativi improntati alla competenza tecnica e al rispetto dell’ambiente. Esattamente gli stessi che ispirano da oltre cinquant’anni l’attività della Venanzieffe Srl.
VENERUZ FABIO - Castellanza
La sua vocazione è sempre stata la vendita, valorizzata da una duplice sensibilità umana e artistica fuori dal comune, arricchita da un’umiltà sincera e non di facciata.
VHT Srl - Bodio Lomnago
“Io sono un vecchio repubblicano e il progetto imprenditoriale su cui si basa VHT Srl, acronimo che sta per Varese hoisting technology, è lo stesso delle cooperative mazziniane all’interno delle quali, come sosteneva Garibaldi, non ci devono essere né padroni né schiavi!”.
VILLAGGIO AMICO Srl - Gerenzano
“Per lavorare qui non è sufficiente dimostrare di avere professionalità e senso di responsabilità, ci vuole anche il sorriso!”. Dice proprio così Massimo Riboldi, giovane manager di 46 anni, consigliere delegato di Villaggio Amico Srl di Gerenzano. Una struttura medica, specializzata nella cura e nella gestione delle problematiche legate alla terza età. “Il solidarismo intelligente è la bussola che guida il nostro lavoro”.
VITO RIMOLDI SpA - Legnano
Il passaggio di testimone da una generazione all’altra, all’interno di un’azienda, è sempre una fase complessa e delicata, che va gestita con cura.
VOLTA ROBOTS - Gerenzano
GERENZANO – Cominciamo con un po’ di filosofia platonica di base: l’importate è il concetto che, una volta compreso e assimilato, diventa indistruttibile e ti consente di affrontare e gestire la realtà. Il concetto di “sentiero” è stato “compresso” nella “rete neurale” di BASE 1 che, attraverso una telecamera, è in grado di vedere la realtà circostante e muoversi al suo interno in maniera “intelligente”.
 



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