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LINEA DORI Srl - Solbiate Olona
Il tessile-abbigliamento del futuro si chiama bamboo!
Il vice-Presidente della Commissione Europea e responsabile della Direzione generale per l’impresa e l’industria, il tedesco Guenter Verheugen, di recente, presentando un memorandum in merito alle principali necessità del settore industriale di Eurolandia, ha sottolineato più volte come: “innovazione, ricerca e nuove specializzazioni sono la chiave della competitività del tessile e dell’abbigliamento europeo”, ha inoltre aggiunto che: “Le piccole e medie imprese costituiscono una componente chiave nella compagine dell’industria tessile e dell’abbigliamento”.
 
Un po’ la scoperta... dell’acqua calda? “Beh, forse sì, però non c’è dubbio che le osservazioni sono giuste. L’industria europea non può competere con i produttori a basso costo di mano d’opera.
 
L’innovazione e la conoscenza sono le nostre ‘armi’. Però non sono di facile uso. Il mercato soffre e le piccole e medie industrie della nostra provincia, che è stata una delle culle del tessile abbigliamento italiano e non solo, sono in difficoltà. Prima era sufficiente investire nel miglioramento dei processi produttivi, oggi è indispensabile individuare nuovi prodotti, cercare nuovi sbocchi di mercato e fornire nuovi stimoli al consumatore”.

Carlo Gallazzi, alla guida di Linea Dori Srl (azienda di Solbiate Olona con una trentina di dipendenti, specializzata nella produzione di abbigliamento intimo uomo/donna e fortemente proiettata sui mercati esteri, soprattutto quelli dell’Est europeo) e Presidente del Provex (il consorzio import/export dell’Unione degli Industriali della provincia di Varese) è perfettamente consapevole delle insidie presenti all’interno del cosiddetto mercato globale.

“La piccola industria - precisa - prima si è dovuta preoccupare di... sopravvivere e adesso, con una congiuntura particolarmente difficile, basti pensare alla svalutazione del dollaro e alla iper-valutazione dell’euro, per non parlare del terremoto finanziario con cui conviviamo ormai da diversi mesi, deve ripensare integralmente le proprie strategie operative. Non ci sono alternative. Bisogna andare avanti. O si esce dalla scena!”.

C’è una ricetta molto gettonata: ricerca e innovazione per migliorare la competitività. Come si fa a passare dalla formula alla pratica quotidiana?
“Le strade sono ovviamente diverse da azienda ad azienda. La mia si chiama fibra di bamboo. Per la sua struttura cava offre un’eccellente traspirazione e conservazione di calore, creando una sensazione di freschezza e relax. Questa particolare fibra, inoltre, è salutare alla pelle umana e può offrire una buona protezione contro i raggi ultra-violetti, per non parlare delle caratteristiche relative all’antibattericità e al fatto che il bamboo è una specie di deodorante naturale.
La fibra di bamboo è biodegradabile ed ecologicamente interessante: la pianta cresce senza l’utilizzo di pesticidi. Grazie al programma ‘Competere’, finanziato dalla Camera di Commercio e assistito tecnicamente dal Centro Tessile Cotoniero di Busto Arsizio, nonché promosso dall’amministrazione comunale di Busto, siamo riusciti a costituire un pool di imprese, la mia insieme alla tintoria C. Sandroni & C. e al Calzificio Rede, e insieme abbiamo deciso di realizzare degli articoli sportivi di alta qualità sfruttando la fibra di bamboo”.

Ricerca applicata e gioco di squadra: un binomio che non si realizza spesso, qual è stata la molla scatenante?
“L’ho già detto: la necessità di esplorare terreni nuovi. La proverbiale ‘nasometria’ che molto spesso guida noi piccoli imprenditori ha fatto il resto. Intendiamoci, c’è ancora molto da fare. In Italia il consumatore medio acquista un prodotto solo se gli piace. Sembra un’ovvietà, ma non lo è”.

Vale a dire?
“All’estero c’è una sensibilità maggiore alle caratteristiche meno appariscenti, cioè, tanto per fare degli esempi, i fattori legati alla salubrità, all’ecologia. Ecco allora che bisogna scatenare la curiosità del consumatore”.

Come si fa?
“La fibra di bamboo tramette sensazioni all’uso che non sempre il cotone è in grado di dare. Inoltre, offre la possibilità di vestire in modo diverso: l’attuale mercato è ormai saturo di proposte che vanno dalla moda più stravagante ai marchi più strani”.

Lanciare un nuovo prodotto in una fase congiunturale così problematica come è quella attuale non è un rischio eccessivo?
“Certo che lo è. Anche perché le piccole e medie industrie subiscono, e non determinano, le condizioni di mercato. Però, quale alternativa ci rimane?
L’ho detto e lo ripeto: bisogna individuare strade nuove e solo la ricerca può aiutarci ad individuarle. Occorre poi adottare delle strategie di marketing particolarmente aggressive, puntando su dei testimoni eccellenti. Nel caso specifico, sfruttando le esigenze espresse dal mondo dello sport”.

Ossia?
“Nel settembre/ottobre 2005 abbiamo testato per la prima volta le possibilità commerciali della fibra di bamboo. I risultati sono stati discreti. Da quell’esperimento siamo andati avanti. Indagini di mercato particolarmente sofisticate le piccole imprese non se le possono permettere.
Bisogna sfruttare le personali intuizioni e crederci fino in fondo. Era ed è necessario creare l’aspettativa, la curiosità. Altro aspetto importante è la preparazione di tutta la filiera produttiva, nel senso che il produttore deve essere sicuro che il venditore sia consapevole della novità e la possa quindi trasmettere al consumatore.
Nel 2007, attraverso il progetto ‘Competere’, si è deciso di puntare sul mondo dello sport. In particolare, il pitch & putt: una disciplina del golf.
Durante i campionati europei a squadre svoltisi dal 17 al 21 ottobre 2007 al Chia Laguna Resort, in Sardegna, i giocatori della squadra Azzurra e quelli di San Marino, così come le giocatrici dei team Europa e Italia, hanno indossato polo, calze e capi di abbigliamento in fibra di bamboo.
Si è trattato di un evento estremamente importante, organizzato dalla Federazione Italiana Pitch&Putt e con il patrocinio della Commissione Europea, della regione autonoma Sardegna, della presidenza della Provincia di Cagliari, del comune di Domus de Maria e del Panathlon International”.

Un buon inizio e il futuro?
“A partire dalla seconda metà dell’anno in corso la fibra di bamboo sarà applicata a nuovi modelli sia da uomo che da donna.
Si partirà dalle linee di abbigliamento più tradizionali per poi arrivare a quelle con uno stile più aggressivo o di tendenza. In relazione alle caratteristiche della fibra di bamboo (mano leggera e fresca, proprietà antibatteriche e antiodoranti, protezione dai raggi ultravioletti, traspirazione elevata), la creazione di capi d’abbigliamento intimo per uomo e donna è certamente appropriata, senza contare l’abbigliamento esterno di base: maglie a dolce vita o lupetti da utilizzare come sottogiacca per ambo i sessi”.

Qual è stata la dimensione dell’investimento in ricerca?
“Almeno 50.000 euro solo per l’analisi delle caratteristiche specifiche e delle prospettive commerciali della fibra di bamboo”.

Come si è chiuso il 2007 e come sarà il 2008?
“Lo scorso anno si è chiuso... quasi bene. Per il 2008 le prospettive ci sono, certo è che la condizione generale dei mercati non è di sicuro fra le migliori possibili. Le incognite sono numerose e tutte complesse, soprattutto per le imprese del settore tessile/abbigliamento”.

Fra otto giorni andremo alle urne per le elezioni politiche anticipate, dal loro esito che cosa è ragionevole attendersi?
“Mi auguro un’iniezione di fiducia! Soprattutto per chi è abituato a lavorare contando sulle proprie forze e sulle proprie risorse”.
 
Auspicio un po’ general-generico, più in concreto cosa significa?
“Glielo spiego subito: gli italiani che mandano avanti la baracca, vale a dire gli operai e gli imprenditori principalmente, vogliono finalmente e concretamente poter constatare una reale e consistente riduzione dei costi della politica! Solo così sarà possibile tirarsi su le maniche e lavorare, tutti e non solo alcuni! Basta con le caste privilegiate! Basta con gli sprechi e con le non-decisioni che costano un sacco di soldi per l’intera collettività”.

Cosa ne pensa delle candidature “eccellenti” da parte di imprenditori famosi come Massimo Calearo, ex-Presidente di Federmeccanica, e Matteo Colaninno, ex-Presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria, nelle fila del Partito Democratico di Veltroni?
“Mi sembrano delle opportunità... per loro”.

Risposta polemica?
“Ognuno è ovviamente responsabile delle proprie azioni. Personalmente, qualche perplessità ce l’ho”.
 
l’Inform@zione n. 13 del 4 aprile 2008



 
Luciano Landoni
pubblicato il: 25/07/2014

LA TERMOPLASTIC F.B.M. Srl - Arsago Seprio
La genialità dell’innovazione, l’eleganza del design, il valore della funzionalità pratica, il coraggio della ricerca, la capacità di guardare sempre e comunque al di là del proprio naso (magari un attimo prima della concorrenza) rappresentano altrettanti tasselli di un mosaico ideale, una volta composto il quale si ha come risultato finale il successo dell’impresa.
LASI Srl - Gallarate
Quelli che... le provano tutte, ma proprio tutte, per rimanere competitivi. I fratelli Boggio - Fabio, Marco e Giuseppe - imprenditori di 2a generazione, continuano a crederci e continuano a investire nella LASI Srl - Lavorazione Sistemi.
LATI SpA - Vedano Olona
Il punto di partenza, anzi, il... granulo di partenza possiede le caratteristiche chimico-fisiche tipiche e tradizionali della plastica, mentre quello di... arrivo le stravolge e le valorizza.
LEM Srl - Galliate Lombardo
Quelli che... prima gli americani ci sono, poi se ne vanno e vogliono liquidare tutto, ma loro non ci stanno e rilanciano investendo e rischiando di brutto.
LEONARDO SOLUTIONS Srl - Legnano
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LINEA BLU ITALIA Srl - Gorla Maggiore
Nel dna dell’azienda c’è sempre stata la qualità, anzi: la costante ricerca finalizzata ad incrementarne il livello.
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GORLA MAGGIORE - Da oltre cinquant’anni fabbricano scatole che poi vengono regolarmente… rotte. Ѐ il destino inevitabile del packaging dei prodotti alimentari, qualcosa di “superfluo” che riveste però una funzione fondamentale per incentivare le vendite...
LOUISE - Positano
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LTC SpA – San Giorgio su Legnano
SAN GIORGIO su LEGNANO - Due sono le caratteristiche principali del “fare impresa” italiano: la piccola dimensione delle aziende e la loro conduzione familiare. “Noi apparteniamo al 3%… virtuoso!”, dice Aurelio Bertelli, 50 anni, presidente della Legnano Teknoelectric Company Spadi San Giorgio su Legnano, 400 dipendenti (300 in Italia e 100 nella sede di Jebel Ali a Dubai), 160 milioni di euro di fatturato annuo consolidato e una leadership mondiale nella produzione di nuclei magnetici per trasformatori elettrici.
 



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