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SECONDO MONA SpA - Somma Lombardo
Un’avventura cominciata pedalando e proseguita... volando!
Il 1° agosto 1903 a Somma Lombardo il giovane Secondo Mona, “Con il bernoccolo della meccanica” precisa il nipote Roberto, apre un’officina meccanica specializzata nella fabbricazione di biciclette: la ditta Mona Secondo.

Qualche mese dopo, sempre durante lo stesso anno, esattamente il 17 dicembre, sulle pendici di una collina della Carolina, negli Stati Uniti, i fratelli Wilbur e Orville Wright riescono a far volare un trabiccolo denominato “Flier” (volatore) - con Orville a bordo - per la bellezza di... 12 secondi e per una percorrenza di... 36 metri!

Nel primo caso nulla di nuovo, nel secondo un avvenimento epocale: la nascita ufficiale dell’aeroplano. Fra i due avvenimenti, tuttavia, esiste una sorta di legame indiretto che si rivelerà indissolubile nell’anno di grazia 1910.

Quello stesso anno, infatti, in località Malpensa, fra Somma Lombardo e Gallarate, un giovane ingegnere trentino, tale Gianni Caproni, realizza quella che probabilmente è una delle primissime aviorimesse italiane: un hangar al cui interno alloggiare un biplano interamente costruito a mano e in legno.
 
I curiosi sono molti, fra questi, però, Secondo Mona si distingue nettamente per l’interesse nei riguardi della “macchina volante” la cui meccanica esercita su di lui una specie di fascino arcano.

“A partire dal 1913 - spiega Roberto Mona, Presidente e Amministratore Delegato della Secondo Mona SpA - mio nonno inserì completamente l’azienda da lui fondata nel settore aeronautico”.

Il filo invisibile che, a partire dal 1903, legava idealmente quella piccola fabbrica di biciclette con il rudimentale aeroplano costruito dai fratelli Wright, dieci anni dopo si trasforma nella mission produttiva di Secondo Mona e dei suoi eredi.
Nel 2003 la Secondo Mona SpA ha celebrato i cent’anni di storia, consolidando ulteriormente una posizione di eccellenza all’interno del polo aeronautico varesino, storicamente all’avanguardia nella progettazione e nella costruzione di aeroplani ed elicotteri.

Attualmente l’azienda di Somma Lombardo occupa 200 dipendenti, fattura oltre 25 milioni di euro all’anno (nel 2002 il fatturato era pari a 17 milioni), esporta circa il 50% della produzione (Spagna, Germania, Francia, Inghilterra, India e Stati Uniti i principali mercati di sbocco) ed è specializzata nella progettazione e costruzione di sistemi carburante sia per velivoli che per veicoli militari terrestri (autoblindo, carriarmati), oltre che nella realizzazione di singoli elementi per l’industria aeronautica (aerei ed elicotteri).

“Siamo produttori - interviene Roberto Mona, 68 anni, la 3ª generazione imprenditoriale impegnata nell’azienda di famiglia, accanto al fratello Renato, Vice Presidente e Amministratore Delegato - di equipaggiamenti meccanici ed elettromeccanici per impianti carburanti, idraulici e d’azionamento. In India, per esempio, partecipiamo direttamente, come fornitori di sistemi, a importanti programmi governativi per il trasporto aereo: l’impianto    carburante dell’aereo civile ‘Saras’ è realizzato da noi. In Italia, per Aermacchi, ci occupiamo del sistema carburante del caccia addestratore M346”.

I clienti dell’azienda di Somma Lombardo appartengono al gotha dell’aeronautica mondiale: dalla già citata Aermacchi alla Agusta Westland, dalla Oto Melara alla Sikorsky, dalla Eurofighter alla Hindustan Aeronautics Limited.

Nel settore all’interno del quale operate la sofisticazione produttiva raggiunge livelli estremamente elevati. Per mantenerli e svilupparli che ruolo gioca la ricerca?
“Un ruolo fondamentale. Non a caso - risponde Roberto Mona - siamo impegnati in diversi programmi di ricerca europei: da quello relativo all’aereo all’idrogeno allo studio per un sistema carburante particolarmente avanzato. Partecipiamo poi al programma convertiplano”.

Dalla ricerca all’attenzione verso il mercato internazionale: si sente spesso dire che il sistema industriale italiano, soprattutto nella sua componente principale, vale a dire le piccole e medie imprese, sarebbe poco “aperto” verso l’estero. Vero o falso?
“Le generalizzazioni sono sempre pericolose, oltre che inesatte. Per quanto ci riguarda, la proiezione verso il cosiddetto mercato globale è indubbia, da sempre. Sono reduce dal Salone aerospaziale di Singapore.
È la terza esposizione del settore a livello mondiale per importanza, prima ci sono solo Farnborough in Inghilterra e Le Bourget in Francia. Da 12 anni abbiamo uno stand a Singapore e non manchiamo mai neppure agli altri 2 appuntamenti. Le aziende private, sia pure fra mille difficoltà, il loro dovere si sforzano di farlo. È a livello statale che si dovrebbe fare di più”.

In che senso?
“Nel settore aeronautico, sia civile che militare, i programmi operativi sono influenzati dalle politiche governative. Da questo punto di vista, se guardiamo a quello che è successo in Italia, dobbiamo constatare che non c’è stata e sostanzialmente continua a non esserci una vera politica del settore. La spinta propulsiva di fonte governativa è molto scarsa, soprattutto in campo civile.
A parte l’ATR, un progetto italo-francese che ha permesso la costruzione di circa 700 velivoli, e il programma P180 della Piaggio non c’è altro. La partecipazione italiana al progetto europeo Airbus, a cui hanno preso parte massicciamente Germania e Francia e, in misura minore, Inghilterra e Spagna, è stata molto ridotta. Non è possibile non constatare una grossa carenza del nostro Paese”.

Fra poche settimane andremo a votare per le consultazioni politiche. Cosa si aspetta come cittadino-imprenditore?
“Il comparto aeronautico è uno dei pochi al cui interno il patrimonio tecnologico è veramente avanzato. Quello che spero è che se ne tenga conto e che si adotti una politica seria in merito.
Per adesso, se devo giudicare dalla campagna elettorale in corso, a parte i cazzotti che maggioranza e opposizione si assestano vicendevolmente, le indicazioni serie sono veramente poche. È come se l’elettore avesse davanti... il vuoto. L’attuale ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, non ha mai mostrato una particolare attenzione per il settore.
Idem per quanto riguarda il ministro per le Attività Produttive, Scajola. Se a questo si aggiunge il fatto che dobbiamo scontare, a livello statale, una grave carenza finanziaria il quadro finale non è certo dei migliori”.

In tempi di vacche magre le risorse sono scarse, per tutti...
“Me ne rendo perfettamente conto. Però, c’è un problema aggiuntivo. Nel settore aeronautico non ci si può permettere il lusso di tirare il freno a mano, di fermarsi, per riprendere quando i tempi saranno migliori. In questo contesto il tempo perduto non si recupera più. Non è possibile interrompere il ciclo e riprenderlo successivamente”.

Torniamo a parlare di ricerca: l’inadeguatezza dei fondi destinati alla stessa è una delle chiavi di lettura per meglio capire il cosiddetto “declino industriale” italiano?
“Non è la sola. Bisogna anche tenere conto della scarsa collaborazione fra università e industria e anche della scarsa attenzione agli sbocchi pratici della ricerca. In Europa sono tanti i Paesi più attivi del nostro: Francia, Inghilterra, Spagna e anche Grecia, Portogallo, Repubbliche Baltiche. In Italia il Centro Italiano Ricerca Aerospaziale di Capua si occupa di cose marginali”.

Di recente sono state rese note le analisi di Eurostat e Istat in merito rispettivamente all’andamento dei sistemi economici europei e di quello nazionale. Due fonti diverse e un’unica conclusione: l’economia italiana cresce poco, anzi pochissimo.
“È vero. Mentre le economie dei nostri partner europei hanno ripreso vigore, penso ad esempio alla Germania, qui da noi continua ad essere difficile vedere un autentico sistema Paese e una determinazione per migliorare la nostra posizione”.
Lei appartiene alla terza generazione imprenditoriale della sua famiglia.

È entrato in azienda per dovere o per... amore?
“Sinceramente, più per il primo che per il secondo. Ho cominciato a lavorare nell’azienda fondata da mio nonno nel 1963. La mia estrazione culturale è classica. Diciamo che mi sono convertito alla dimensione tecnico-scientifica. In ogni modo, anche la 4ª generazione è assicurata: in azienda sono già entrati Claudia e Riccardo, i figli di mio fratello Renato”.

La storia della Secondo Mona continua, dopo aver superato il traguardo del secolo di vita.
 
“Come nelle grandi ere geologiche - ha scritto Riccardo Prando, coautore insieme a Gianni Spartà del libro intitolato ‘L’officina del cielo-Secondo Mona, dal 1903 una storia...’ dedicato al centenario dell’azienda sommese - chi sa adattarsi alle novità del ‘clima’ riesce a sopravvivere.
Gli altri, inevitabilmente, soccombono. Secondo Mona, l’intraprendente fondatore, il capitano d’industria, il ‘self made man’ che, partito da un paio di pesanti pedivelle, s’è trovato a volare leggero nell’aria, può fare da storico maestro in tal senso. La sua risolutezza, la sua voglia di conoscere e rinnovare, rappresentano ancora le molle giuste per spiccare il volo, oltre la brughiera. Nel ricordo dell’uomo che distinse le nuvole”.
 
l’Inform@zione n. 10 del 10 marzo 2006

 
Luciano Landoni
pubblicato il: 24/07/2014

SAFE BAG SpA - Gallarate
E' un figlio d’arte, nel senso che ha respirato l’aria degli aeroporti sin da giovane. “Non poteva essere altrimenti, visto che mio padre Giuseppe, con Lupo Rattazzi, nel 1989 ha fondato la compagnia area Air Europe” ci dice Rudolph Gentile, nel suo ufficio al 3° piano di una delle Torri di Gallarate. Da allora ad oggi il giovane Rudolph, che adesso di anni ne ha 41, di strada ne ha fatta decisamente tanta.
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LONATE CEPPINO – Il mantra aziendale è racchiuso in una formula (ovviamente in inglese) di due parole: go beyond (andare oltre). Indubbiamente, la Samic Spa di Lonate Ceppino (acronimo di Saporiti montaggi impianti carpenteria, impresa industriale fondata da Giuseppe Saporiti nel 1964) è abituata a ragionare in termini di mercato globale...
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ORIGGIO – La struttura è quella di una multinazionale ma la filosofia operativa di ciascuno dei 6 siti produttivi presenti in Italia (per un totale di 1.400 dipendenti) affonda le sue radici nel territorio e ne trae sostanza e stimolo. Lo stabilimento Sanofidi Origgio è la punta di diamante della multinazionale farmaceutica francese per la produzione della Enterogermina (il farmaco che protegge e rigenera la flora batterica intestinale).
SANPLAST - Busto Arsizio
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SAN VITTORE OLONA - Piccoli produttori di materiali da stampa informatica che sono però diventati l’azienda numero 1 in Italia e fra le prime dieci in Europa. La piccola industria fondata ventidue anni fa da Franco Ferreri e da sua moglie in quel di San Vittore Olona si chiama Sapi, occupa 50 dipendenti, fattura dai 9 ai 10 milioni di euro l’anno...
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L’evoluzione della specie nel caso della Saporiti Italia SpA di Besnate, storica azienda locale specializzata nella fabbricazione di mobili, si sintetizza in due parole: design management.
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“A 11 anni mi svegliavo alle 4 del mattino per mungere le mucche. Ricordo che stavo seduto su uno sgabello con una gamba sola, così era impossibile addormentarsi. Quando succedeva mi aggrappavo istintivamente alle mammelle della mucca per non cadere. Non era la vita ideale per me. Volevo fare altro. Volevo diventare un bravo meccanico!”.
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“Toglietemi tutto - diceva Oscar Wilde - tranne il superfluo!”. Per capire fino in fondo la filosofia di lavoro e di vita di Ivano Zucchiatti, presidente della SICAD SpA di Uboldo (una “piccola multinazionale” composta da 7 società industriali, in Italia e all’estero, 830 dipendenti complessivi e un fatturato “italiano” di oltre 250 milioni di Euro annui, l’80% del quale finisce nel mondo), basta capovolgere concettualmente la battuta dello scrittore inglese.
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Se la città “magica” di Venezia, uno dei più preziosi patrimoni dell’umanità, potrà essere salvata dalle micidiali “acque alte” che da tempo immemorabile ne minano la salute e la sopravvivenza, lo si dovrà in gran parte alla genialità e alla capacità inventiva della Sices Automazione di Jerago con Orago.
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Alberto Ribolla, classe 1957, Ceo di Sices Group di Lonate Ceppino, presidente dell’Energy Cluster Lombardo, nonché presidente di Confindustria Lombardia, è abituato ad andare subito al nocciolo del problema, senza tanti giri di parole.
SIEMENS VAI METALS TECHNOLOGIES Srl - Marnate
Il mondo, diceva Sant’Agostino, resta degli ottimisti: perché i pessimisti non sono altro che spettatori. Allora, nonostante la recessione in corso, i mercati finanziari in fibrillazione e tutto il resto, non resta che rimboccarsi le maniche e affrontare il 2009 con rinnovato ottimismo.
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PARABIAGO – Sono ormai tanti (troppi) anni che il sistema Italia cresce a ritmi da... prefisso telefonico: zero virgola qualcosa. Cosa ci vuole per favorire la crescita? Lo “sblocca Italia”, per usare le parole del premier Matteo Renzi, da dove deve cominciare? Giordano Covini, 57 anni, fondatore e amministratore della Sinthesi Engineering Sas di Parabiago, è per la riscoperta dei “fondamentali”.
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“Per far bene le cose ci vogliono tre P!”. Che cosa ci vuole? “Lo ripeto, le tre P, cioè: professionalità, passione e... pazzia! Questi gli ingredienti indispensabili. Poi c’è un’altra componente che ha la sua importanza”.
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LAINATE - Integrare i servizi innovativi con la produzione fisica dei beni significa, in buona sostanza, favorire il salto di qualità...
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COMO – E’ solo per ragioni di natura… anagrafica che è impossibile all’Ingegner Ivano Soliani, settant’anni dinamicamente portati, stringere la mano e complimentarsi con il fisico britannico Michael Faraday (nato nel 1791 e scomparso nel 1867), altrimenti l’avrebbe fatto con immenso piacere. Ce l’ha assicurato più di una volta, nel corso dell’intervista che ci ha concesso dal quartier generale della Soliani Emc Srl di Como, l’azienda che ha fondato agli inizi degli anni ’80...
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Quando si dice la capacità di precorrere i tempi. Una caratteristica di molti imprenditori, non di tutti. Fra questi, Riccardo Spasciani addirittura nel 1892 - centovent’anni fa! - ebbe l’idea di occuparsi di sicurezza e di prevenzione degli infortuni sul lavoro. Agli albori della 1° rivoluzione industriale, nell’Italia giolittiana sconquassata dallo scandalo politico-finanziario della Banca Romana, oltre al Partito Socialista Italiano nasce anche la “premiata ditta Spasciani”: specializzata nella produzione di accessori per la protezione dei lavoratori (dagli occhiali alle maschere anti gas e anti polvere, agli indumenti ignifughi).
STAMPERIA OLONIA Sas - Gorla Minore
Informatizzazione fa rima con innovazione e con sviluppo eco-compatibile. Alla Stamperia Olonia Sas di Gorla Minore - azienda di 80 dipendenti, 10 milioni di fatturato all’anno, specializzata nella stampa e finissaggio per conto terzi dei tessuti per arredamento e per la biancheria della casa, con una produzione annua di 30 milioni di metri quadrati di tessuto - ne sono talmente convinti che i personal computer impiegati sono 65 e il 97% dei dipendenti li utilizza quotidianamente per svolgere le proprie mansioni.
STAMPERIA OLONIA SRL - Gorla Minore
GORLA MINORE – E’ l’anno 1969 allorché Alfonso Miele decide di diventare imprenditore e fonda la Stamperia Olonia. Dall’immaginazione al potere del ‘68, alla… nobilitazione intelligente dell’anno successivo. E’ praticamente certo, infatti, che se il neo imprenditore avesse dovuto scegliere uno slogan mediante il quale identificare la propria attività avrebbe optato proprio per quello dell’intelligenza alla produzione. Insomma, un vero e proprio pioniere della digitalizzazione produttiva.
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