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BOSELLO HIGH TECHNOLOGY Srl - Gallarate
Il fulmine imprigionato in una... valigia!
Si contano sulle dita di una mano sola le imprese che nel mondo sono in grado di progettare e realizzare impianti di radioscopia e radiologia industriale (mediante l’utilizzo dei raggi X) per il controllo estremo e non distruttivo della qualità e dell’integrità delle parti che compongono il motore di un’auto, il suo apparato di frenaggio, oppure per analizzare l’accuratezza di una saldatura della tubatura di una centrale nucleare.
 
Una di queste è la Bosello High Technology Srl di Gallarate. La tecnologia sviluppata dall’azienda gallaratese è equiparabile ad una specie di ultra-vista alla Superman che, proprio come avviene per le radiografie di un qualunque paziente, è in grado di scoprire difetti, anche minimi, oppure fratture.

Poco meno di 50 addetti occupati, un volume d’affari di diversi milioni di euro e un’incidenza dell’export che supera il 70%.
“La nicchia che occupiamo è altamente specializzata, i parametri tradizionali, come ad esempio il fatturato, per noi hanno poco significato: in tutto il mondo - spiega Fabio Bosello, 38 anni, figlio del fondatore dell’azienda, Aldo, che di anni ne ha più di 70 - saranno 150, al massimo 200, le macchine specializzate nella radioscopia industriale. Costruire un impianto in più o in meno può quindi fare una differenza consistente”.

“Personalmente, ho sempre avuto il bernoccolo dell’automazione - interviene Aldo Bosello - ho cominciato nel 1962, a 27 anni, occupandomi dello smistamento automatico dei carrelli di fonderia per un’impresa elettromeccanica di Gallarate. Coniugare l’automazione con l’elettronica è sempre stato il mio pallino. Nel 1982/83, insieme ad un ingegnere e ad un programmatore di software, ho messo in piedi una piccola azienda specializzata in elettronica industriale.

Il salto di qualità c’è stato agli inizi degli anni ’90, quando ho fondato la Bosello High Technology: se io devo esaminare una ruota d’auto in alluminio e devo essere sicuro al 100% che non abbia difetti interni di struttura - prosegue Aldo Bosello - soltanto l’analisi radiogena può darmi una simile garanzia: attraverso la radioscopia (immagine televisiva), oppure la radiografia (immagine grafica)”.

La sede principale della Bosello High Technology, all’interno della quale vengono progettate e costruite le apparecchiature più sofisticate, si trova a Gallarate, mentre nello stabilimento di Cassano Magnago - “Quello dove passo la maggior parte del mio tempo - osserva Aldo Bosello - dato che ormai mio figlio Fabio è diventato il principale responsabile della progettazione e della produzione, mentre mia figlia Antonella si occupa della parte amministrativa” - vengono realizzati gli impianti più ‘tradizionali’, vale a dire quelli che trovano sbocco in campo medico, aeroportuale (l’analisi a raggi X dei bagagli dei passeggeri prima dell’imbarco), alimentare.

“Le aree di intervento della tecnologia a raggi X sono molteplici: si può bloccare la germinazione delle patate o delle cipolle - precisa Aldo Bosello - così come si possono sterilizzare i contenitori per cibi o medicine”.

I raggi X sono delle onde elettromagnetiche ad energia talmente alta da consentirci di vedere “attraverso” la materia. La fonte di energia è quindi una parte importante dell’impianto nel suo complesso...
“Certo. Infatti siamo in grado di realizzare anche la fonte radiogena vera e propria: una sorta di cassa speciale al cui interno vengono prodotte tensioni altissime che a loro volta alimentano il cosiddetto tubo radiogeno dal quale, infine, vengono emessi i raggi X. Proprio di recente, a dimostrazione del fatto che nella nostra particolarissima nicchia di mercato non ci si può fermare mai e, anzi, si deve sempre inventare qualche cosa di nuovo, ho registrato un brevetto per un nuovo tipo di applicazione dei raggi X ad altissima potenza: qualche cosa come 320.000 volt, come chiudere un fulmine in una valigia per intenderci!
Servirà per il controllo dei container e per le TAC industriali, esattamente come la Tomografia Assiale Computerizzata che è l’esame più accurato a cui vengono sottoposti i pazienti che ne hanno bisogno”.
Dal 1999 la Bosello è diventata la fornitrice ufficiale della Ferrari per gli impianti di verifica delle componenti meccaniche dei motori della rossa di Maranello. “Alenia Spazio è nostra cliente abituale, per la verifica estrema della sua produzione missilistica, così come Toyota, insieme a tante altre case automobilistiche - si inserisce Fabio Bosello - soprattutto per il controllo dell’integrità del telaio delle ruote in alluminio”.

Si può dire che voi occupiate una nicchia... nella nicchia di mercato. Quale è l’intensità della concorrenza nel vostro settore così particolare? Anche per voi la “concorrenza impossibile” proveniente dalla Cina è un problema?
“Delle 5 aziende presenti sul mercato mondiale, la nostra, sia per la tradizione che la caratterizza, sia per la costante cura attribuita alla ricerca e all’innovazione, è senza dubbio al vertice. Noi dettiamo la tendenza! L’importante è mantenere una mentalità aperta al nuovo e, soprattutto, sforzarsi costantemente di fare qualche cosa che non è mai stato fatto prima.
Dopo tanti anni di impegno, continuo a dire che la nostra attività - risponde Aldo Bosello - è definibile come... artigianato ad alta tecnologia. Non esiste il prodotto standardizzato.
Ogni impianto è costruito per soddisfare le esigenze specifiche del cliente specifico. In merito alla Cina, devo dire che per noi... non è vicina! Ai cinesi interessano le grandi produzioni di serie, a loro le nicchie non importano. Almeno per ora.
Noi in Cina vendiamo, così come nel resto del mondo”.

Si sostiene che i principali motivi del cosiddetto “declino” industriale italiano siano da ricercarsi nell’eccessiva “piccolezza” dell’apparato produttivo nazionale e nella sua scarsa propensione alla ricerca: il vostro esempio smentisce in pieno ambedue queste critiche.
“Qualche tempo fa l’esponente di un’azienda nostra concorrente tedesca, che attualmente è passata di mano ed è diventata proprietà di una multinazionale americana, mi disse che loro si sentivano la Mercedes e che noi potevamo considerarci la Fiat. Replicai dicendogli che semmai noi eravamo la Ferrari del mercato, vale a dire un’autentica fuori-serie!
È chiaro che è sempre più impegnativo mantenere una simile posizione di primato.
Fra i nostri dipendenti, ben 5 si occupano esclusivamente della progettazione del software degli impianti e, più in generale, al nostro interno sono nettamente prevalenti le figure professionali adibite allo studio di nuove soluzioni, all’applicazione originale delle tecnologie maggiormente innovative, rispetto a chi svolge una funzione applicativa. La nostra, ovviamente, viste le dimensioni ridotte dell’azienda, è una ricerca applicata che fa tesoro dell’esperienza accumulata in tutti questi anni di attività e che cerca sempre di valorizzarla con applicazioni innovative.
I nostri dipendenti - continua Fabio Bosello - sono giovanissimi, l’età media supera di poco i trent’anni: mio padre è un’assoluta... eccezione! Al di là della battuta, si tratta di un aspetto importante per la vita e l’evoluzione dell’impresa.
Quello che conta è l’esperienza e la voglia costante di imparare, nessuno è depositario della saggezza nella nostra azienda: tutti insieme cresciamo e contribuiamo al successo dell’impresa, in maniera tale che la stessa impresa non è ‘dipendente’ da qualcuno, ma si avvale al massimo del contributo della squadra nel suo complesso”.

Da questi primi mesi del 2006 sembrano emergere dei segnali incoraggianti in merito all’andamento dell’economia, siete d’accordo?
“Ho già spiegato - risponde Fabio Bosello - che, viste le particolari caratteristiche del nostro settore, diventa difficile giudicare quale sia lo stato di salute del sistema economico. Con questo limite di fondo, mi sento di affermare che tendenzialmente non ci possiamo lamentare.
Il mercato delle ruote in questi ultimissimi anni è andato molto bene”. “Il biennio appena trascorso - rincara la dose Aldo Bosello - per la nostra azienda è stato fra i migliori in assoluto e le premesse per il futuro sono senza dubbio incoraggianti”.
Due fra le principali aziende concorrenti della Bosello High Technology - le tedesche Seifert e Yxlon, entrambe finite nelle mani degli americani: la prima acquisita dalla General Electric e la seconda dalla InVision Techonology - stavano per essere controllate ambedue dalla stessa multinazionale (la General Electric). L’operazione è finita nel mirino della Federal Trade Commission statunitense (un’organizzazione del governo americano che vigila sul mercato degli Stati Uniti affinché non prevalgano all’interno dello stesso le cosiddette “posizioni predominanti”) che ha chiesto ufficialmente un parere in proposito all’intera vicenda alla Bosello di Gallarate, in quanto “azienda competitiva del settore”.
“La richiesta di parere che ci è pervenuta dalla Federal Trade Commission - spiega con un pizzico di legittimo orgoglio Aldo Bosello, tirando fuori dal cassetto della sua scrivania l’e-mail ricevuta dalla Commissione Federale per gli Affari di Washington - costituisce il miglior certificato di qualità che potessimo sperare di ottenere”.
Difficile dargli torto.
 
l’Inform@zione n. 19 del 12 maggio 2006


 
Luciano Landoni
pubblicato il: 24/07/2014

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