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MAR-ITA Snc - Busto Arsizio
Assembliamo le “intelligenze artificiali”!
La Grande Crisi continua a mordere e i segnali di ripresa continuano ad essere troppo deboli per innescare una vera e propria inversione di tendenza.
 
“Siamo abituati alle difficoltà. Ci abbiamo fatto il callo. In Italia si lavora la metà del tempo per fronteggiare gli svantaggi del sistema-Paese e l’altra metà per produrre reddito e mandare avanti l’azienda.
 
Nonostante questo, è proprio nei periodi di crisi che bisogna dimostrare coraggio e investire!”.

Una strategia operativa molto chiara e straordinariamente difficile quella espressa da Italo Mansi, classe 1940, fondatore nel 1984 della Mar-Ita Snc di Busto Arsizio: una piccola azienda hi-tech che ha cominciato producendo cablaggi elettromeccanici e specializzandosi successivamente nell’assemblaggio conto terzi di schede elettroniche.

“Me ne rendo conto, però con questa filosofia di lavoro sono sempre riuscito a coniugare passione, efficienza e qualità. Quando ho deciso di mettermi in proprio l’ho fatto perché lavorare come dipendente non mi bastava più.

Sentivo il bisogno di creare qualche cosa di mio. Ho cominciato con un socio, il mio amico Marino, poi, all’inizio del 1986, ho proseguito da solo e dal 1988 sono affiancato nella conduzione aziendale da mio figlio Michele che è diventato il responsabile di tutta l’area produttiva. Alla fine di quest’anno inaugureremo un’altra tappa importante della vita della nostra azienda”.

Quale?
“Ci trasferiremo nella nuova sede, sempre a Busto Arsizio. Un grosso investimento che abbiamo deciso di fare perché crediamo fermamente nel futuro della nostra attività e perché, detto molto francamente, il vecchio capannone di via del Chisso è ormai inadeguato da tutti i punti di vista rispetto ai programmi di sviluppo che abbiamo immaginato”.

Una scelta coraggiosa, quasi azzardata visti i tempi.
“L’ho detto prima e lo ripeto: è nei momenti di crisi che bisogna scommettere sul futuro. Così, quando la tempesta sarà passata, noi ci troveremo in pole position e potremo scattare in testa a tutto il gruppo”.

La concorrenza è sempre più esasperata, bastano lievi differenze di prezzo per perdere l’ordine: la qualità è necessaria, anzi indispensabile, ma è sufficiente per “fidelizzare” il cliente?
“Abbiamo sempre puntato - risponde Michele Mansi, giovane imprenditore poco più che quarantenne - su piccoli numeri e alta qualità.
Un cliente per settore merceologico! Per evitare ogni genere di concorrenza fra gli stessi clienti. Dai computer industriali al comparto elettromedicale, dalle automazioni industriali alla strumentazione per le misurazioni, dall’automotive agli antifurti satellitari, dal settore aeronautico alla domotica, dai ponti radio al fotovoltaico, senza dimenticare la grande area delle telecomunicazioni: le nostre schede elettroniche sono letteralmente trasversali e costituiscono il ‘cervello’ di tutte le principali innovazioni tecnologiche.
Con i nostri clienti - prosegue Michele Mansi - sviluppiamo un rapporto di partnership che arricchisce la collaborazione e contribuisce a migliorare notevolmente il prodotto o, per meglio dire, il prodotto-servizio”.

Mar-Ita occupa una ventina di dipendenti (“Con la nuova sede, che significa anche spazi più ampi e una logistica nettamente migliore rispetto all’attuale, prevediamo di incrementare l’occupazione” precisa Michele Mansi), fattura un paio di milioni l’anno e produce mediamente 500.000 schede elettroniche nell’arco dei dodici mesi con un livello di efficienza-efficacia che sfiora la perfezione: 20 pezzi scartati per milione! “Anche noi abbiamo risentito degli effetti della crisi tuttora in corso.

Nel 2008 abbiamo comunque raggiunto la nostra vetta di produzione: 1 milione di schede elettroniche! Nel 2009 abbiamo accusato una pesante diminuzione di fatturato - spiega Italo Mansi - ora siamo in fase di recupero. Bisogna stringere i denti e impegnarsi al massimo”.

Se da un lato Mar-Ita assomiglia alla tipica azienda a conduzione familiare (nell’attività imprenditoriale sono direttamente impegnate sia la moglie di Italo, Gabriella, che quella di Michele, Nicoletta), dall’altro in essa la componente manageriale è ben presente, soprattutto per ciò che riguarda la mentalità operativa: “In azienda - sottolinea Michele Mansi - non ci sono padre e figlio, ma soci e colleghi di lavoro.
Ognuno di noi ha ruoli e compiti ben definiti e obiettivi da raggiungere. E ognuno di noi si deve impegnare al massimo per ottenere il meglio, senza nessun alibi e senza sconti particolari derivanti dal legame sentimentale”.

“Sono sostanzialmente d’accordo con Michele - replica Italo - anche se a mio parere in una piccola impresa la suddivisione dei ruoli non può essere troppo rigida.
È vero, io mi occupo della parte commerciale e dei rapporti con le banche, mentre mio figlio, pardon: il mio socio - si corregge e sorride, guardando Michele quasi con soggezione - sovraintende a tutto il processo produttivo.
Però, nella sostanza, c’è e vorrei che aumentasse ulteriormente una specie di intercambiabilità fra le rispettive competenze. Poi, quando l’azienda crescerà... vedremo”.

Il livello qualitativo della vostra produzione deve necessariamente puntare all’eccellenza, il che significa investire in tecnologia e professionalità delle maestranze. Un doppio onere particolarmente gravoso in tempi di vacche magre.
“Gravoso o non gravoso - replica Michele Mansi - è un impegno preciso al quale non ci possiamo sottrarre. Già a partire dagli anni ’90 abbiamo scelto di distinguerci, utilizzando tecnologie produttive all’avanguardia. Col passare degli anni questa scelta è diventata una costante dell’azienda: ogni anno il 15-20% del fatturato è assorbito da investimenti in innovazione di processo e in formazione.
Nell’assemblaggio delle schede, per esempio, le operazioni di saldatura sono effettuate mediante una tecnologia laser che rappresenta il top del settore. Per il futuro prevediamo di inaugurare linee produttive tutte nostre che si aggiungeranno alla produzione conto terzi, oltre a sviluppare l’area tecnico-gestionale.
I nostri dipendenti sono tutti diplomati in elettronica e, nella speranza che il mercato riprenda a crescere, assumeremo altro personale di elevata professionalità”.
All’interno dei reparti di Mar-Ita sono installati degli schermi elettronici dai quali minuto per minuto si può “leggere” l’andamento delle diverse linee produttive, così da individuare immediatamente eventuali problemi e, con altrettanta rapidità, risolverli: “Il monitoraggio in tempo reale della produzione - commenta Italo Mansi - è di fondamentale importanza per il controllo qualità. Ci siamo creati un nostro specifico software proprio per rilevare ogni fattore, anche minimo, di difettosità”. “Le continue e crescenti esigenze dei mercati - incalza il figlio Michele - inasprite ulteriormente dalle battaglie sui prezzi, poggiano sulla base acquisita e consolidata della qualità. Il valore aggiunto è rappresentato dal servizio al cliente con il quale abbiamo un rapporto interattivo e bidirezionale”.

Non a caso all’interno dell’azienda sono letteralmente disseminati dei cartelli sui quali si possono leggere frasi del tipo: “La qualità è la soddisfazione del nostro cliente”, “La qualità è zero difetti” e altre affermazioni-esortazioni consimili che definiscono un vero e proprio “codice di condotta” per chiunque lavori in Mar-Ita.

Il bicchiere continua ad essere mezzo vuoto, oppure comincia ad essere mezzo pieno?
“Come ho già osservato prima siamo in fase di recupero rispetto a un 2009 veramente difficoltoso. Mi sento moderatamente ottimista - risponde Italo Mansi - però stiamo ancora pedalando in salita. La mia sensazione, inoltre, è che ci sia una componente speculativa in questa fase della crisi.
Prendiamo l’andamento della nostra particolare materia prima, vale a dire il circuito integrato. Non se ne trovano più. Come mai? La mia idea è che ci siano, ma non vengano immessi sul mercato. Si aspetta che i prezzi salgano. Nel frattempo, però, si accentuano le difficoltà delle aziende”.
“Credo che il peggio sia passato - aggiunge Michele Mansi - e, nello stesso tempo, ho qualche preoccupazione in più.
Pur di sopravvivere c’è chi lavora chiaramente sotto costo, causando dei problemi alle imprese più serie tipo la nostra. Gli stessi clienti, con la storia della crisi, pretendono più servizi, più qualità e costi inferiori.
Peggio della classica e impossibile quadratura del cerchio. Insomma, stiamo attraversando un periodo di grande confusione con tutti gli annessi e connessi”.

Come se ne esce?
“La ricetta assoluta non ce l’ha nessuno. Posso rivelare gli ingredienti della nostra - replica Italo Mansi, con accanto il figlio-socio Michele che annuisce vistosamente - qualità, flessibilità, competenza, competitività. Non si può inventare tutti i giorni l’acqua calda, l’importante è cercare di migliorare costantemente ciò che si è capaci di fare bene!”.
 
l’Inform@zione n. 33 del 24 settembre 2010







 
Luciano Landoni
pubblicato il: 24/07/2014

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