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GERARDI SpA - Lonate Pozzolo
La testa in Italia e le braccia all’estero!
Secondo le elaborazioni del Centro Studi Ucimu-Sistemi per produrre su dati Istat (consuntivi 2004 e previsioni per l’anno successivo), l’andamento produttivo 2005 per i costruttori di macchine utensili sembra essere confortante, con un’accentuazione della propensione verso l’export.

Con la recente (timida) rivalutazione dello yuan cinese le cose dovrebbero migliorare ulteriormente. Insomma, qualche luce comincia ad intravedersi in fondo al tunnel. Il bicchiere, in altre parole, da mezzo vuoto comincia ad apparire mezzo pieno.
 
La prudenza, come sempre si dice in questi casi, è d’obbligo, così come l’eccesso di pessimismo rischia di essere fuori luogo.
Il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi dice che bisogna sconfiggere la “retorica del declino”, evitando di parlarne troppo e di fare... troppo poco.

“Personalmente, non mi lamento. Di crisi ne ho viste e ne ho passate tante. Anche questa passerà. Abbiamo investito massicciamente e non abbiamo mai perso il gusto di rischiare, di osare e di fare scelte di frontiera, come ad esempio quella di aggredire la concorrenza cinese da protagonisti”.

Ivano Gerardi, 70 anni ben portati, ha le idee chiare e le esprime con un piglio e una grinta che contraddicono la carta d’identità e che testimoniano una volontà di guardare avanti, sempre e comunque.

Dall’ufficio di Lonate Pozzolo, dove si trova l’omonima azienda - fondata nel 1971 - leader mondiale nella produzione di morse modulari di precisione per macchine utensili, Ivano Gerardi ripercorre velocemente le tappe salienti della sua “carriera” imprenditoriale: ”Ho trascorso quasi 15 anni in Canada, dove mi sono fatto una bella esperienza professionale e dove sono nati anche i miei due figli Ivano junior e Federica, ho girato in lungo e in largo anche gli Stati Uniti e, agli inizi degli anni ’70, sono tornato in Italia e ho fondato l’azienda che porta il mio nome.

Ho cominciato costruendo, conto terzi, frese e rettifiche. Poi, quando si è interrotta la collaborazione con il mio principale committente, ho deciso di puntare sulla produzione di morse di precisione.

Nel 1973/74 - aggiunge Ivano Gerardi - abbiamo inventato la morsa modulare: spesso la precisione di posizionamento e la rapidità di installazione del pezzo da lavorare sulla determinata macchina possono risultare incompatibili.
Ma con il nostro sistema modulare si possono allestire soluzioni speciali in grado di risolvere i problemi più complessi”.

Un’idea “semplice” per sciogliere nodi intricati?
“So solo che oggi come oggi le nostre morse sono le più copiate al mondo”.

Anche dai cinesi?
“Tutti copiano, mica solo i cinesi. Subito dopo la guerra, nel ’48, cosa crede che facessimo noi italiani? Abbiamo copiato le soluzioni degli altri, ci abbiamo aggiunto qualche cosa di nostro e abbiamo dato il via al cosiddetto boom economico. La storia, anche se a latitudini diverse, si ripete. Sono andato in Cina la prima volta nel 1988, a Pechino non c’era niente.
Inizialmente ho stretto rapporti commerciali con l’Ente aerospaziale cinese, poi sono nate due joint ventures: una già operativa per la produzione sia di accessori standard sia di parti per attrezzature, la seconda, in fase di costituzione, finalizzata alla fornitura di parti e moduli per le macchine rettificatrici. Da questi accordi è nata una realtà produttiva di circa 120 dipendenti che ci consente di essere presenti, da protagonisti, all’interno dell’enorme mercato cinese”.
La Gerardi SpA a Lonate Pozzolo occupa una trentina di dipendenti, fattura circa 7 milioni di euro annui ed esporta più del 50% del proprio fatturato verso i mercati dell’Unione Europea, degli Stati Uniti e, naturalmente, della Cina.
Dal 1986, caso più unico che raro di una collaborazione concreta fra piccole industrie, l’azienda di Lonate Pozzolo commercializza in esclusiva mondiale le teste angolari per macchine utensili, mediante le quali realizzare fresature e forature di precisione, prodotte dalla Alberti di Saronno.
“Con la nostra immagine ormai consolidata sui mercati - spiega Ivano Gerardi - e sfruttando i nostri canali di vendita, insieme ad un’azione di marketing mirata, abbiamo portato la produzione di queste attrezzature da poche unità a parecchie centinaia. Ho sempre pensato che la collaborazione fosse alla base del successo.
L’individualismo esasperato, così diffuso in Italia, viceversa, diventa un limite, soprattutto oggi.
In questo, lo ammetto, sono stato favorito dall’esperienza che ho maturato lavorando in Canada e negli Stati Uniti. In quegli anni mi sono formato una mentalità nuova”.

Perché è così difficile “fare squadra” in casa nostra?
“Dalle nostre parti c’è un proverbio: tan cò, tan suchi!
Che vuol dire: tante teste, tanti pareri e... l’impossibilità oggettiva di trovare una soluzione comune.
Più di una volta ho provato a ‘fare sistema’, come si dice adesso, con altri colleghi imprenditori, alla fine ho dovuto lasciar perdere. Per fortuna c’è l’eccezione positiva della collaborazione con la ditta Alberti di Saronno”.

Lei in Cina c’è dal 1988, cosa ne pensa della polemica dazi sì, dazi no?
“In Italia è sempre così: quando le cose vanno male, oppure vanno meno bene, tutti si affannano a trovare il... colpevole, il capro espiatorio. Senza mai fare un onesto esame di coscienza. Il mercato cinese è così grande che rimane, nonostante tutto, una opportunità da sfruttare. Il nostro futuro è là: la nostra alta tecnologia unita ai loro bassi costi di produzione”.

Già, ma così facendo, dicono molti suoi colleghi imprenditori, noi stessi diamo ai cinesi la corda con la quale... verremo impiccati!
“Ragionamenti retrogradi. Il mondo si sviluppa, si allarga sempre di più. Nel mondo non ci sono segreti. L’ho già detto e lo ripeto: anche noi abbiamo copiato come copiano i cinesi! Siamo in presenza di una tendenza inarrestabile. La diffusione dell’innovazione tecnologica, alla fine, va a beneficio della collettività. Lo diceva Ford, sono perfettamente d’accordo con lui”.

Una delle “debolezze” del modello di sviluppo italiano, fondato principalmente sulle piccole industrie, è identificata nella scarsa ricerca che le imprese italiane fanno: poca ricerca, investimenti ridotti e... declino dietro l’angolo. Condivide questa “diagnosi”?
“Solo parzialmente. Le piccole imprese fanno ricerca informale, fondata sull’esperienza. Le faccio un esempio riferito alla mia azienda: alla fine degli anni ’80, data la necessità di ottimizzare il processo produttivo che evidenziava una vera e propria strozzatura nell’area della rettifica, abbiamo sviluppato un concetto totalmente nuovo di rettificatrice, sradicando una serie di tabù che fino ad allora sussistevano in merito alla costruzione delle rettifiche.
Si è trattato di una ‘scoperta’ derivata dall’esperienza lavorativa quotidiana. Si tratta di ‘ricerca’ oppure no?
Francamente, la risposta mi interessa poco, quello che conta sono i risultati”.

Quali sono i progetti futuri?
“La novità più recente, per quanto ci riguarda, consiste in un progetto di penetrazione commerciale di Stati Uniti e Canada. Abbiamo costituito e avviato una filiale commerciale a Huntley, vicino a Chicago, dotata di un magazzino fornitissimo, in maniera tale da garantire consegne rapide e un servizio adeguato. Apriremo altre filiali commerciali anche in Europa”.

La “continuità generazionale” all’interno dell’azienda di Lonate Pozzolo è garantita dall’impegno diretto dei due figli di Ivano Gerardi: Ivano junior, che si occupa dell’area commerciale e Federica, responsabile del settore acquisti e dell’organizzazione interna.

Cosa c’è dietro l’angolo?
“In Italia, per tutta una serie di motivi, dai costi molto alti alla normativa assurdamente complicata, è e sarà sempre più difficile produrre, costruire. Vedo solo una strada percorribile: progettare qui e far produrre all’estero. Il nostro futuro sta nel marketing e nella commercializzazione”.

La delocalizzazione produttiva diventa allora una scelta obbligata?
“Certo si tratta di una scelta difficile. Non è stato agevole andare in Cina e adattarsi a quel mondo: là c’è ancora il Partito Unico, parli con un dirigente e concordi una certa linea operativa; poi, se quel dirigente cade in disgrazia e viene rimosso, devi ricominciare tutto dall’inizio e ricostruire l’intero percorso. D’altra parte, come ho già detto, le prospettive di crescita di quel mercato sono tali che i vantaggi superano comunque le difficoltà”.

Diceva quel tale: ”Fermate il mondo! Corre troppo. Voglio scendere!”.
Forse sarebbe bello... forse, di certo è impossibile. Tanto vale adattarsi.
 
l’Inform@zione n. 34 del 30 settembre 2005


 
Luciano Landoni
pubblicato il: 24/07/2014

G & G PAGLINI – RENAULT - Castellanza
“Perché le cose accadano ci vuole un luogo dove la tua storia incontra il tuo futuro”. Sono le parole che si possono leggere sulle pareti del nuovissima sede della concessionaria G & G PAGLINI-RENAULT di Castellanza (inaugurazione ufficiale giovedì prossimo).
G & G PAGLINI - RENAULT - Castellanza
CASTELLANZA - Giovedì 18 settembre, l’inaugurazione della nuovissima sede a Castellanza della Concessionaria Renault Paglini è stata l’occasione per ribadire, nei fatti, quanto la passione, il lavoro e l’impegno possano rappresentare gli “strumenti” migliori e più efficaci per fronteggiare e sconfiggere la Grande Crisi. Giorgio Paglini e le sue due figlie Elena e Laura hanno accolto i numerosissimi invitati all’inaugurazione ufficiale del Paglini Renault Store trasmettendo loro dosi massicce di “ottimismo della volontà”, a suggello di cinquant’anni di attività.
GALDABINI SpA - Cardano al Campo
La caduta libera si è interrotta (era ora!), abbiamo toccato il fondo (era ora!), adesso confidiamo ardentemente ci sia il “rimbalzo” verso l’alto. Tanto più che la diffusa “sfiducia ha compresso la domanda interna ben oltre quanto giustificato dalla situazione oggettiva dei bilanci familiari e aziendali”.
GASPAROLI SRL - Gallarate
GALLARATE – Si fa presto a dire “made in Italy”: tre parole che possono voler dire tutto e niente al tempo stesso...
GEMELLI SpA - Canegrate
L’imprenditore del 3° millennio assomiglia un po’ agli esploratori del passato: è impegnato a scoprire nuove nicchie di mercato, trasformando delle potenziali opportunità di crescita in reali prospettive di sviluppo. Una ricerca non facile, nel mare agitato della cosiddetta globalizzazione.
GEXNANO Srl - Gerenzano
Metti insieme le idee innovative, le conoscenze, i progetti di sviluppo, le visioni del futuro di due biologi molecolari, di un biologo genetista e di un laureato in economia e commercio con master in diritto delle biotecnologie e cosa ottieni?
GIORIA Spa – Lonate Pozzolo
LONATE POZZOLO – “La qualità paga sempre. Anche in tempo di crisi. Anzi, soprattutto in tempo di crisi!”. La strategia operativa di Dario Gioria, 53 anni, presidente della Gioria Spa di Lonate Pozzolo e del gruppo merceologico aziende metallurgiche-siderurgiche dell’Unione degli Industriali della provincia di Varese, è estremamente chiara e pure semplice. A patto, ovviamente, che alle parole seguano i fatti.
GIOVANNI CLERICI & FIGLI SPA - Gallarate
GALLARATE – Fra meno di tre anni, esattamente nel 2019, la Giovanni Clerici & Figli Spa di Gallarate compirà 150 di vita produttiva. Fondata nel 1869 da Giovanni Clerici, l’azienda, oggi, si estende su un’area di circa 25.000 metri quadrati...
GIUSEPPE BELLORA SpA - Fagnano Olona
Centotrent’anni di vita aziendale sulle spalle ti permettono di guardare con un certo distacco i problemi di oggi e di affrontare quelli di domani con il ragionevole ottimismo di chi ne ha viste “di cotte e di crude”.
GIUSEPPE GIANA SpA – Magnago
MAGNAGO – L’avventura imprenditoriale dei fratelli Giuseppe, Paolo, Pierino e Arturo Giana comincia negli anni del “miracolo economico” italiano e prosegue negli anni fino a quando il sodalizio si scioglie e Giuseppe, classe 1943, nel 1990 con la moglie Carmen fonda la Giuseppe Giana Spa.
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DAVERIO – Nonostante l’esito del recente referendum popolare inglese – universalmente noto come Brexit – abbia contribuito non poco ad innalzare il livello di caos mondiale, è necessario ricorrere proprio allo slogan coniato dal governo britannico nel 1939 “Keep Calm and Carry On”...
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Una delle capitali mondiali del lusso si trova a Gallarate: in fondo a via Costa, c’è un portoncino di legno dipinto con il classico british racing green, aperto il quale si accede alla Golf Brothers-Selleria italiana.
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