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CONFEZIONI ANDREA-COVER CAR - Varese
Sotto il “vestito” tutto!
“Ci occupiamo delle automobili dalla... culla all’altare, dove notoriamente si indossa l’abito più bello!”.
Si esprime così il fondatore delle Confezioni Andrea di Varese, Bruno Tavelli, una piccola impresa tessile che è passata dalla produzione di pigiami per bambini a quella di teli per la copertura di auto, moto e camper.

Una riconversione produttiva tanto radicale quanto efficace: i marchi Cover Car (automobili), Qubike (motociclette) e Campvancover sono ormai diventati sinonimo, in Italia e nel resto del mondo, di “sartoria” di alta classe per tutto ciò che si muove su strada.

Sì, perché i teloni disegnati e realizzati nei laboratori delle Confezioni Andrea non si limitano a “coprire” le auto, ma le “vestono” nel senso pieno del termine, il più delle volte è come se rappresentassero una vera e propria “pelle” per le vetture.

Un’esagerazione da ufficio marketing?
“Beh, quando dagli uffici stile e marketing della Fiat - risponde con innata modestia Bruno Tavelli, 68 anni ben portati e la voglia costante di cimentarsi in sfide nuove - ci hanno convocati per il lancio della ‘nuova’ 500, in occasione del cinquantesimo anniversario dell’utilitaria più famosa d’Italia, un vero e proprio pezzo di storia del costume del nostro Paese, ci hanno chiesto qualche cosa di speciale, qualche cosa che desse l’idea precisa dell’evoluzione avvenuta dal modello di 500 del 1957 a quello del 2007.
Bisognava sottolineare come, nonostante fossero trascorsi cinquant’anni, la ‘nuova’ 500 fosse legata a quella di mezzo secolo prima. Così, attraverso tecniche di stampa assolutamente innovative e una cura maniacale delle procedure di taglio e cucitura dei tessuti, ci siamo inventati un telo copri-auto in grado di riprodurre, con un effetto tridimensionale veramente suggestivo, direi quasi cinematografico, l’immagine della 500 del 1957 al di sotto della quale stava, pronto per essere svelata e affascinare il cliente, il ‘volto’ della 500 dei nostri giorni”.

Un “effetto cinematografico”, per usare la stessa espressione di Bruno Tavelli, che ha contribuito allo straordinario successo della nuova versione dell’utilitaria Fiat e che ha fatto diventare Confezioni Andrea-Cover Car la sartoria ufficiale del gruppo automobilistico di Torino.

“Il lavoro svolto per la nuova 500 ha riaffermato il nostro impegno nel settore: siamo stati in grado di utilizzare la cosiddetta stampa sublimatica, la stessa impiegata nell’alta moda. Abbiamo realizzato qualche cosa come 40 chilometri di tessuto per il lancio della 500!”.

Il primato conquistato in casa Fiat non è l’unico nel palmares dell’azienda tessile varesina: Confezioni Andrea, una trentina di dipendenti tutti ultra-specializzati e un export che incide per quasi il 70% sul fatturato complessivo, con il proprio brand Cover Car, lavora per Bmw, Mercedes, Audi, Porsche.

Dove c’è un’auto di lusso si può star sicuri che c’è pure un... “vestito” Cover-Car.
“La nostra particolare specializzazione - precisa Bruno Tavelli - ci ha portato a progettare e realizzare soluzioni innovative per tutto il ciclo di vita dell’automobile: dalla catena di montaggio, al trasporto verso i punti vendita, all’acquisto da parte del cliente”.

Un vero e proprio tris di interventi?
“Esattamente. Durante la fase uno, lungo la catena di montaggio, i modelli molto spesso, con percentuali fino al 20%, potevano subire dei danneggiamenti: graffi e ammaccature. Tutto questo comportava la rimessa in sesto del modello danneggiato, con inevitabili costi e perdite di tempo.
Per ovviare a questi inconvenienti abbiamo progettato e realizzato delle vere e proprie gualdrappe che avvolgono letteralmente la vettura e la proteggono. C’è poi la fase del trasporto. Anche in questo caso abbiamo proposto una soluzione innovativa. Prima, per proteggere l’auto, l’intera carrozzeria veniva incerata.
Il che comportava un successivo lavaggio e il conseguente rischio di inquinamento.
Abbiamo ovviato a tutto questo predisponendo un particolare telone in grado di fornire una protezione sicura.
Infine, per la fase tre, quella dell’acquisto da parte del cliente, la vettura in generale e l’auto di lusso in particolare viene proposta con un... corredo di alta classe. Credo di aver pienamente legittimato la formula: dalla culla all’altare”.

Indubbiamente sì, con che risultati sul piano pratico?
“Le soluzioni tecniche che abbiamo inventato sono state
adottate, in particolare per la prima fase, da tutti gli stabilimenti italiani ed esteri di Fiat, così come da Lamborghini e da Audi. I teloni di protezione per il trasporto auto sono stati sperimentati inizialmente da Porsche, sono seguite poi Wolkwagen, Audi, Lamborghini e naturalmente Fiat.
In merito alla terza fase, infine, posso dire che ormai non esiste marca automobilistica, soprattutto per le vetture di lusso, che non utilizzi i nostri teloni di copertura.
Aggiungo che siamo presenti anche nel settore specifico delle competizioni, fornendo la Formula 1 e la Moto GP in merito alla protezione dell’equipaggiamento tecnico e dei pezzi speciali”.

Da piccolo imprenditore come giudica il dibattito scatenatosi in vista della prossima Legge Finanziaria e incentrato sul dilemma: meglio diminuire le tasse, oppure tagliare la spesa pubblica?
“Visto tutto quello che paghiamo e il poco, per non dire il niente, che riceviamo... Meglio, molto meglio diminuire subito le tasse che gravano sulle imprese in particolare.
Più in generale, una cosa è incontestabile: i costi continuano a salire e i benefici, sotto forma di servizi per il cittadino, diminuiscono. Un po’ il massimo... del minimo”.

Come se ne può uscire?
“Per rimanere competitivi sul mercato si deve innovare costantemente e, nello stesso tempo, si devono tenere sotto controllo i costi. La delocalizzazione produttiva può essere una risposta, soprattutto per le produzioni a basso costo, come ad esempio quelle relative alla realizzazione dei teloni per la protezione delle auto durante il trasporto verso i punti vendita. Anche per il decentramento della produzione, però, si deve stare attenti all’evoluzione dei mercati e dei costi.
Ne sappiamo qualche cosa noi che da cinque anni abbiamo uno stabilimento in Romania”.

Una soluzione che non vi soddisfa più?
“La Romania è entrata a far parte dell’Unione Europea e i costi produttivi non sono più così competitivi come lo erano un tempo. Faccio solo un esempio: il prezzo dell’energia elettrica è incrementato in brevissimo tempo addirittura del 30%. Stiamo valutando l’ipotesi di orientarci altrove, fuori dall’Europa”.

Dove, esattamente?
“Abbiamo avuto dei colloqui con il Console della Tunisia in Italia. Premesso che la progettazione e le produzioni di punta rimarranno ovviamente a Varese, le condizioni proposteci sono estremamente interessanti: terreno su cui edificare la fabbrica gratis, esenzione fiscale per 10 anni e la possibilità di attingere a personale locale qualificato. La Tunisia ha investito molto sull’istruzione professionale tessile”.

La concorrenza cinese nel settore specifico fa paura?
“I produttori tedeschi hanno fatto fare delle campionature in Cina. Questo è un fatto. Per ora, la qualità e i servizi rapidi che siamo in grado di garantire ci tutelano abbastanza. Per ora...”.

Come si chiuderà il 2007 e quali saranno le prospettive future?
“L’andamento di quest’anno lo giudico buono e sono fiducioso per il prossimo.
Mio figlio Andrea, 38 anni, ha concretizzato degli ottimi contatti con i produttori tedeschi soprattutto per la fornitura dei teli per la protezione delle auto durante il trasporto. Mia figlia Paola, 32 anni, è stata capace di stabilire un rapporto di collaborazione intensa con i centri stile delle principali case automobilistiche e, su tutti, compreso il sottoscritto, ‘vigila’ attenta mia moglie Pinuccia che da sempre sovraintende all’area amministrativa”.

E a lei... cosa rimane?
“Beh, sono proprio contento di poter dire che gli allievi ormai riescono a superare il maestro! In occasione della premiazione che abbiamo ricevuto dalla Camera di Commercio per i trent’anni di attività produttiva, non mi ricordo più chi disse che le aziende per continuare ad avere successo devono ogni giorno tirare fuori dal cilindro un coniglio.
Ecco, il sottoscritto ogni giorno si preoccupa proprio di cercare quel famoso coniglio!”.
 
l’Inform@zione n. 33 del 28 settembre 2007




 
Luciano Landoni
pubblicato il: 23/07/2014

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