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TECHNOSPRINGS Srl - Besnate
Caricate la molla e... fate girare il mondo!
L’ultima indagine congiunturale della Federlombarda, relativa al quarto trimestre 2004, ha individuato una leggera crescita della produzione (+0,6%) del sistema industriale lombardo rispetto allo stesso periodo del 2003.

Quasi contemporaneamente alla diffusione dei contenuti dello studio citato prima, sono state rese note le conclusioni di un sondaggio realizzato dalla Bbc a livello mondiale secondo le quali noi italiani saremmo la popolazione più “pessimista” del pianeta in merito all’andamento del 2005.

Sempre di recente, il sistema industriale locale è stato scosso positivamente dalla notizia del successo del “made in Varese” sui mercati internazionali in virtù della fornitura che l’Agusta di Samarate - azienda del gruppo Finmeccanica leader nel settore aeronautico - garantirà alla Marina statunitense di 23 elicotteri US101, fra cui quello su cui volerà il Presidente degli Stati Uniti Bush.

Che cosa pensare, alla fine? Il bicchiere è mezzo vuoto, oppure mezzo pieno?
L’ottimismo della volontà “rischia” di prevalere sul pessimismo della ragione sì o no?

Domande difficili, alle quali dobbiamo però sforzarci di rispondere, anche perché è proprio da queste ultime che può (e deve) partire la “riscossa” del nostro sistema industriale, per troppo tempo diviso e sostanzialmente bloccato fra il partito del declino strisciante e quello della ripresa imminente. Domande che giriamo agli imprenditori della nostra provincia, da sempre fra le più industrializzate di tutto il “sistema Paese”.
 
Cominciamo con Romano Gualandris, Presidente della Technosprings Italia Srl: una piccola industria di 30 dipendenti di Besnate, specializzata nella costruzione di molle di ogni genere e tipo e con un fatturato di circa 3 milioni di Euro, l’export incide per circa il 20% e si indirizza prevalentemente verso la Svizzera, la Svezia, la Danimarca e la Francia.

Romano Gualandris, 66 anni, è affiancato nella conduzione aziendale dai figli Roberto e Stefano: il primo, 38 anni, si occupa dell’area commerciale e amministrativa e il secondo, 27 anni, è il responsabile della gestione produttiva.

Proprio quest’anno la Technosprings Italia celebra i 20 anni di attività. Le molle prodotte dall’azienda di Besnate spaziano da quelle piccolissime, un diametro del filo di 0,10 millimetri, a quelle di dimensione decisamente più rilevante con un diametro pari a 14 millimetri.

I campi di applicazione sono i più svariati e interessano praticamente tutti i settori: dall’aeronautico, all’automobilistico, al medicale. La Technosprings Italia è stato il primo mollificio italiano ad inaugurare, se così si può dire, una collaborazione diretta e costante con i centri di ricerca eccellenti, in particolare il Politecnico e il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche).
 
Lo scopo è stato ed è tuttora quello di accentuare al massimo il livello qualitativo del prodotto, tanto è vero che uno dei punti di forza dell’impresa sono i materiali a “memoria di forma”: capaci cioè di recuperare la forma preimpostata, dopo averla modificata a causa di sollecitazioni esterne di natura termica o elettrica. Una specie di “molla intelligente” che “sa” che cosa fare a seconda degli stimoli ricevuti.

Allora, signor Gualandris, lei come vede il bicchiere: mezzo pieno o mezzo vuoto?
“Personalmente lo vedo mezzo vuoto. Inutile giocare con le parole: a mio parere la cosiddetta globalizzazione rende ricchi i pochi e impoverisce i molti. Anche i recenti successi che si sono riscontrati nella nostra provincia, pur essendo fatti ovviamente più che positivi, riguardano una singola grossa azienda, mentre le tantissime piccole e medie continuano a soffrire. I grossi volumi produttivi, d’altra parte, ce li dobbiamo scordare e dobbiamo puntare sulle produzioni di nicchia, molto sofisticate e qualitativamente all’avanguardia”.

Che è proprio quello che fate voi, come avete chiuso il 2004?
“Abbiamo avuto un incremento di circa il 10% rispetto all’anno precedente. Non ci possiamo lamentare - si inserisce il figlio maggiore Roberto - e se posso contraddire mio padre, devo dire che io il bicchiere lo vedo mezzo pieno.
Ma, al di là di queste distinzioni, devo però aggiungere che i margini di guadagno di sono notevolmente ridotti.
Si è diffuso a livello mondiale il cosiddetto just in time: niente magazzino e niente programmazione, capacità quasi immediata di rispondere alle domande del cliente, anche per ciò che concerne dei quantitativi limitati. Noi dobbiamo essere pronti sempre e comunque”.

Come fate a fronteggiare la concorrenza dell’Estremo Oriente, Cina in testa?
“Puntando al massimo sulla qualità e sull’innovazione - rispondono quasi all’unisono sia Romano Gualandris che i figli Roberto e Stefano - competere sul fronte dei prezzi è assolutamente impossibile. Ci dobbiamo distinguere, dobbiamo realizzare qualche cosa di unico. Le nostre molle a compressione per i meccanismi di rilevazione di fuga e blocco del gas, per fare un esempio, sono prodotti di alta qualità che entrano nei meccanismi di funzionamento delle caldaie e che devono superare rigorosi esami di affidabilità”.
“Qualche anno fa - aggiunge Roberto Gualandris - abbiamo realizzato delle molle a spirale di Archimede che sono diventate delle componenti importanti di un satellite per le telecomunicazioni costruito in Europa.
In altre parole: il nostro vantaggio competitivo è rappresentato dal connubio ideale fra competenze tecniche elevate, flessibilità produttiva e rapporto diretto e continuo con il cliente. Per esempio, solo noi siamo in grado di garantire la fornitura, in quantitativi ridotti e con qualità assoluta, ad una multinazionale francese del settore biomedicale”.

La Technosprings Italia produce una decina di milioni di molle all’anno, delle dimensioni più disparate, utilizzando, di volta in volta, acciaio al carbonio, acciaio inox, piuttosto che bronzo e ottone.
“Il problema del rincaro pesante delle materie prime, sto parlando di qualche cosa come un incremento del 70% all’anno - osserva Romano Gualandris - è una delle tante e pesanti palle al piede che siamo costretti a tirarci dietro, aggiungiamoci l’esosità di una tassa come l’Irap, la mancanza di agevolazioni degne di questo nome, sia a livello nazionale che regionale, e avremo un quadro sufficientemente attendibile delle difficoltà reali che ogni giorno le piccole industrie devono affrontare per andare avanti”.

La parola d’ordine è qualità esasperata e poi ancora qualità?
“Esattamente. Noi abbiamo puntato sulla collaborazione con i centri di ricerca e abbiamo investito fortemente sui materiali a memoria di forma - risponde Roberto Gualandris - proprio perché abbiamo sempre creduto e naturalmente continuiamo a credere che solo puntando sulle produzioni eccellenti potremo rimanere competitivi.
I materiali a memoria di forma si prestano alle più svariate applicazioni ed in generale ovunque si debba effettuare una determinata operazione e sia necessario miniaturizzare l’esecutore, se così posso dire, della stessa, oppure sostituire gli esecutori tradizionali come i motorini elettrici, i selenoidi, gli attuatori pneumatici.
Le molle a memoria di forma è come se sapessero che cosa fare e, sollecitate da fattori esterni come il calore piuttosto che l’elettricità, lo facessero al momento giusto e nel modo giusto”.

Technosprings Italia nel 2003 ha ottenuto il conseguimento della certificazione ISO 9001 Ed. 2000, estesa all’attività di progettazione e, precedentemente, nel 1994, si era potuta fregiare - fra le prime aziende in Italia - della Certificazione
ISO 9002 inerente il sistema di qualità aziendale.
Una sorta di consuetudine all’eccellenza, quindi.

Signor Gualandris, lei, oltre ad essere responsabile con i suoi figli della Technosprings Italia, è anche presidente del settore metalmeccanico dell’Associazione delle Piccole e Medie Industrie della provincia di Varese e rappresentante degli imprenditori privati in seno al Consiglio d’amministrazione del Polo Scientifico Tecnologico Lombardo. Cosa vede nella sua personale sfera di cristallo? Che cosa c’è dietro l’angolo?
“Mi piacerebbe veramente saperlo. Battute a parte, devo dire che i dipendenti delle piccole e medie aziende hanno ragione a chiedere un aumento delle loro retribuzioni e, nello stesso tempo, però, le imprese non possono ignorare le condizioni poste loro da una concorrenza sempre più globalizzata e sempre più esasperata.
Come si può uscire da un simile cerchio vizioso? Riformando, per esempio, la struttura del costo del lavoro che in Italia è semplicemente assurda, con quella specie di cuneo fiscale che penalizza sia le aziende che i loro dipendenti e che soddisfa solo il cosiddetto socio occulto, cioè il fisco.
In relazione alle politiche di ricerca e di innovazione, la piccola industria, a cui le idee non mancano, ha bisogno di qualcuno che le dia una mano per renderle concrete, in questo senso il ruolo e la funzione di un ente come il Polo Scientifico Tecnologico sono indubbiamente fattori importanti”.
“Vorrei completare la risposta di mio padre - interviene Roberto Gualandris - ricordando un problema particolarmente grave per la nostra provincia: la pressoché inesistente disponibilità di aree industriali.
Noi stessi, se avessimo lo spazio adeguato, potremmo ingrandirci e assumere altro personale.
La verità è che non esiste una politica di insediamenti industriali nel sud della provincia di Varese, guarda caso l’area più densamente industrializzata di tutta la provincia stessa”.

Tanti problemi sul tappeto e tutti di difficile soluzione, alcuni di portata globale e altri di natura locale, un’unica determinazione: puntare sull’eccellenza produttiva e accettare, sempre e comunque, le sfide esterne, nonostante tutto e nonostante tutti. Insomma, una piccola impresa abituata a pensare in grande.
 
l’Inform@zione n. 6 dell’11 febbraio 2005



 
Luciano Landoni
pubblicato il: 23/07/2014

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