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THOR SPECIALITIES Srl - Casale Litta
Il business vincente dell’acqua... conservata!
Investire qualche decina di milioni di Euro per realizzare la nuova sede (la cui struttura, per eleganza e funzionalità, è già finita sulle principali riviste di architettura di mezzo mondo) è già di per sé il segno più evidente di una assoluta fiducia nel futuro.

“Su questo non ci sono dubbi! Io, il futuro, lo vedo... in rosa. Intendiamoci, il mio è un ottimismo concreto, non di facciata. Con le persone giuste e motivate il risultato per forza di cose si ottiene.
 
All’estero vedono l’Italia molto meglio di quanto noi italiani immaginiamo. Nonostante tutto e tutti. Il nostro è un mercato molto importante. Il mondo non può fare a meno di noi!”.

Giuseppe De Lucia, 48 anni, milanese, managing director della sede italiana della multinazionale chimica inglese Thor Specialties Srl di Casale Litta, parla con una convinzione e una consapevolezza che la Grande Crisi ha ulteriormente rafforzato, anziché scalfito, e lo fa accanto alla bellissima piscina che circonda, alla stessa stregua di una cornice liquida, la nuovissima sede dell’azienda.

“Per noi - spiega - l’acqua è una costante. Ognuna delle 13 sedi che THOR ha nel mondo è caratterizzata dalla sua presenza. Il motivo è duplice: diventa un’importante riserva a cui attingere direttamente in rapporto a un eventuale intervento dei vigili del fuoco, e rappresenta la componente fondamentale di tutti quei prodotti industriali oggetto del nostro business.

THOR, infatti, realizza principalmente conservanti industriali che vengono impiegati nelle concerie, nelle cartiere, nel settore delle pitture e vernici, nelle industrie cosmetiche e della detergenza. Ovunque, insomma, vi sia la necessità di conservare il prodotto, preservandone qualità e funzioni d’uso.
Un’altra area di sbocco commerciale è quella dei cosiddetti ritardanti di fiamma per il comparto tessile e per quello delle materie plastiche”.

Una “nicchia di mercato” particolarmente... di nicchia?
“È uno dei nostri punti di forza. La nostra è una multinazionale “tascabile” con un migliaio di dipendenti e un fatturato annuo di 250 milioni di Euro. La nostra specializzazione estrema fa di noi dei leader di mercato.
Noi ci concentriamo sul nostro core business e ad esso destiniamo tutti i nostri sforzi. Gli utili sono integralmente reinvestiti in azienda. È sempre stata questa la filosofia di lavoro del nostro fondatore: Desmond Cowley, 84 anni d’età e una vitalità imprenditoriale ultra-giovanile, a partire dagli inizi nel 1959”.

La sede italiana che “numeri” esprime?
“In Italia, dove operiamo dal 1988, lavorano 34 persone, cinque delle quali assunte nel corso di quest’anno.
Direttamente da noi dipende poi il nucleo operativo in Turchia composto da altre 3 persone. Fatturiamo 34 milioni di Euro all’anno, il 55% destinato al mercato italiano e il restante all’estero.
La sede italiana è la terza, per importanza, dell’intero gruppo.
Sotto la mia diretta responsabilità ci sono i mercati del Medio Oriente, di Israele, di Egitto e Libia, dell’intera area Balcanica, di Grecia, Ungheria, Romania, Bulgaria, Turchia e Moldavia. Per noi la risorsa umana è la più importante in assoluto. Crediamo fermamente nella crescita professionale interna. Io stesso ne sono un esempio vivente”.

In che senso?
“Sono stato assunto nel 1999 come venditore. Nel 2010 sono stato nominato amministratore delegato della sede italiana. In THOR chiunque dimostri di avere capacità e entusiasmo viene premiato! Soprattutto i giovani sono al centro delle nostre attenzioni. Il nostro dipendente più... “anziano” ha da poco compiuto i 51 anni d’età. Proprio di recente ho promosso un giovane di laboratorio, nemmeno trent’anni, a responsabile delle vendite. Noi non abbiamo mai avuto il problema delle cosiddette “quote rosa”.
Da quando sono diventato amministratore delegato ho creato un secondo livello di responsabilità manageriale composto da 6 persone, tre di queste sono donne che si occupano rispettivamente dell’area finanza, dell’amministrazione e della ricerca tecnica di laboratorio”.

La Grande Crisi imperversa da cinque anni e ha fatto e sta facendo molte (troppe) vittime in campo industriale. Ne state risentendo?
“Inevitabilmente. Tuttavia, ci tengo a precisarlo, anche quest’anno chiuderemo in crescita rispetto al 2011 di un +4/5%. Certo, si fa una gran fatica. Però credo assolutamente nella capacità del nostro Paese di venirne fuori. Il nostro investimento nella costruzione della nuova sede, effettuato senza chiedere un soldo che uno alle banche, penso lo dimostri con chiarezza. La... scommessa, semmai, sarà quella di mantenere le posizioni”.

Si spieghi meglio.
“La competizione globale va oltre le singole imprese e coinvolge i sistemi-Paese. Da questo punto di vista, non si può fare a meno di osservare che in Italia le imprese fanno quello che fanno “nonostante” il sistema-Paese, anziché “grazie” al sistema-Paese. Una constatazione amara, ma vera. Detto questo, aggiungo subito che per quanto ci riguarda non possiamo non notare come la collaborazione con il comune di Casale Litta sia eccellente. Non bisogna mai generalizzare, anche in Italia ci sono strutture pubbliche efficienti.
Noi crediamo molto nel territorio, tanto è vero che vi destiniamo ogni anno l’1% degli utili d’azienda”.

Rimanendo all’analisi del sistema-Paese, qualcuno ha osservato che ormai l’integrità morale “made in Italy” è come l’ossigeno: più si va in alto e meno se ne trova. Che ne pensa?
“Che è inutile lamentarsi troppo. Meglio, molto meglio concentrarsi sul proprio lavoro e cercare di dare il massimo. Sempre e comunque. La nostra è una storia di successo. Lo dico senza presunzione.
Ci siamo impegnati con forza e continueremo a farlo. Vogliamo fare rete, al nostro stesso interno, e con la realtà che ci circonda. Ogni euro di utile viene reinvestito nell’azienda.
Fra i nostri punti di forza, oltre a quelli di cui abbiamo già parlato, aggiungo il servizio post-vendita. I nostri laboratori di micro-biologia sono a disposizione dei clienti per i quali organizziamo dei veri e propri corsi di formazione.
La collaborazione è alla base di ogni progetto vincente, soprattutto nel mondo globalizzato e complesso nel quale ci è toccato vivere e lavorare”.

l’Inform@zioneonline - 29 ottobre 2012



 
Luciano Landoni
pubblicato il: 23/07/2014

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