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PANGBORN EUROPE Srl - Caronno Pertusella
Da mezzo secolo l’impresa di... fare impresa!
La Grande Crisi, la peggiore degli ultimi ottant’anni, da ormai cinque anni deprime il sistema economico-finanziario mondiale e erode la base occupazionale. Attrezzarsi per affrontarla significa sopravvivere.

Lo sanno bene le imprese industriali private, lo sanno meno bene gli apparati statali. Soprattutto quello italiano.

Tasse elevate (anzi stratosferiche), servizi da terzo mondo, burocrazia oppressiva e opprimente (in Italia per costruire un capannone occorrono in media 258 giorni, negli Stati Uniti 26, in Germania 97).

Eppure, nonostante tutto e tutti, gli uomini e le donne che hanno fatto e continuano a “fare l’impresa” ci sono e sono convinti della loro mission: “Anche in un periodo di difficoltà, vorrei lanciare un messaggio di fiducia verso il futuro. Occorre lavorare, lavorare duro senza scoraggiarsi perché le leve ci sono: i nostri dipendenti, la voglia di fare, l’innovazione, le idee”.

È così che l’Ingegner Renzo Boarino, Direttore generale della Pangborn Europe di Caronno Pertusella, ha celebrato, lo scorso 17 settembre, i “primi” cinquant’anni di attività dell’azienda. Fondata nel 1962, oggi Pangborn Europe è il centro tecnologico della multinazionale americana Pangborn (di cui fa parte dal 2009) per tutta l’impiantistica del comparto siderurgico e metallurgico.

Il core business dell’industria di Caronno (60 dipendenti occupati e un fatturato annuo di circa 18 milioni di Euro) è costituito dalla progettazione e dalla fornitura di linee complete, incluso ogni tipo di sistema di movimentazione dei pezzi da trattare, per i processi produttivi che abbisognano di granigliatura e pallinatura, vale a dire il trattamento dei metalli.

“Grazie ai propri impianti tecnologicamente innovativi e sviluppati su richiesta dei clienti - ha precisato l’Amministratore delegato del Gruppo Pangborn, Henrik Jensen, davanti al pubblico selezionato che lunedì 17 settembre 2012 ha partecipato al cinquantenario dell’azienda di Caronno - Panborn Europe è la punta di diamante del nostro gruppo. Di recente proprio qui è stata sviluppata un’ampia piattaforma di impianti innovativi che hanno conquistato letteralmente il mercato mondiale. In questi ultimi anni siamo cresciuti nell’area BRIC (Brasile, Russia, India e Cina), in particolare in Cina. Gli obiettivi - ha aggiunto il CEO del Gruppo - sono quelli di una crescita ulteriore!”.

Innovazione, internazionalizzazione, incentivazione: il teorema delle “tre I” all’interno della Pangborn Europe è la regola quotidiana.

L’80% del fatturato è indirizzato verso i mercati esteri (42 Paesi) e lo stesso fatturato crescerà quest’anno del 10-15% rispetto al 2011. “C’è da precisare - osserva Boarino - che dal 2010 al 2011 abbiamo raddoppiato le vendite!”.

Uno sviluppo continuo in un periodo durante il quale, viceversa, di continuo sembra esserci soltanto l’incremento delle ore di cassa integrazione e quello del numero di disoccupati.
“Per quanto ci riguarda - commenta sempre Boarino - la risorsa umana è la più importante di tutte. La nostra base occupazionale è solida ed è cresciuta in questi ultimi anni. Quest’anno abbiamo aderito con entusiasmo al progetto Generazione Industria, promosso da Univa e dal Provveditorato agli studi della provincia di Varese, finalizzato all’inserimento dei giovani studenti nel mondo del lavoro. Lo stagista che abbiamo ospitato lo avremmo volentieri assunto, se non avesse dovuto terminare il proprio ciclo di studi. Siamo sempre a disposizione dei giovani preparati, volenterosi e pronti a imparare!”.

“Non posso che confermare le parole dell’Ingegner Boarino - ha rincarato la dose Antonio Calamello, da oltre trent’anni in Pangborn, e rappresentante delle maestranze dell’azienda di Caronno -, qui da noi le porte sono sempre aperte per i giovani e per tutti quelli che hanno voglia di lavorare e di farlo con impegno e passione!”.

Mi sono occupato - racconta Paolo Bricalli, studente dell’ITIS “Giulio Riva” di Saronno e stagista in Pangborn Europe nell’ambito del progetto Generazione Industria - della copia dei componenti in 3d ed ho creato il loro assieme. Questa esperienza mi ha dimostrato che quello che studio serve a qualcosa. Questo mi ha dato fiducia per il mio futuro perché per me è importante sapere che le aziende credono in noi e investono su di noi. Proseguirò con impegno nei miei studi - assicura - perché ho visto che il mondo, quello vero delle aziende e del lavoro, richiede la... perfezione”.
Fare incontrare domanda e offerta di lavoro, quindi, è possibile: basta la volontà reciproca di farlo.

“Noi siamo abituati a questo genere di progetti - precisa Renzo Boarino - la nostra azienda da tempo si rivolge ai giovani per potenziare le loro capacità di ingresso nel mondo del lavoro. Facciamo fatica a trovare personale tecnico specializzato. La lacuna più vistosa degli studenti è senz’altro la parte pratica. Il ragazzo che è stato da noi in stage ad esempio non sapeva certamente tutto, ma ci ha messo un grande impegno.
E con l’impegno - prosegue il direttore generale dell’azienda di Caronno Pertusella - è arrivato a dei risultati che si sono visti, anche senza una preparazione tecnica e pratica che è nostro compito dare. La scuola deve dare le basi e soprattutto la motivazione a impegnarsi”.

Recita un antico proverbio cinese, ripreso guarda caso dai documenti strategici dell’Unione Europea sulle politiche giovanili: “Quando fai piani per un anno, semina grano; se fai piani per un decennio pianta alberi; se fai piani per la vita, forma ed educa le persone”.
“Si tratta di una filosofia di lavoro - chiosa Boarino - certamente condivisibile. È da cinquant’anni che cerchiamo di applicarla. Continueremo a farlo!”.

Lo slogan che ha fatto da filo conduttore nel corso dell’intera cerimonia dedicata al mezzo secolo di attività industriale ha condensato in sette parole la mission aziendale: passione e innovazione al servizio del futuro.

“La passione è quella spinta che ogni giorno ha sempre animato chi ha creduto nell’azienda e con abnegazione ha cercato di dare sempre il massimo. A partire dal suo fondatore l’Ingegner Guglielmo Farnesi che iniziò con una piccola società commerciale a Milano e nel 1962 fondò la Fondermatica diventata poi Pangborn Fondermatica con un capitale sociale di 15 milioni di lire, oggi diventate 4 milioni di Euro. Passione - ha detto Renzo Boarino - vuol dire tante cose. Vuol dire lavorare insieme con un unico obiettivo da raggiungere senza preoccuparsi troppo dell’orario di lavoro, passione significa che il problema si affronta e non si molla finché non è risolto. Passione vuol dire anche a volte non dormirci di notte”.
Il “cuore” è necessario, ma non può essere sufficiente. Ci vuole anche la “mente”.

“Più che mai - ha aggiunto il Direttore generale di Panborn Europe - in questo momento di difficilissima congiuntura economica l’innovazione è una leva fondamentale.
Solo seguendo le richieste del mercato, ovunque esso sia, è possibile riuscire a sopravvivere e crescere. Nel 2009 abbiamo installato in Francia una delle più performanti linee al mondo per la produzione di serbatoi d’acqua smaltati. Nel 2011 abbiamo fornito alla Brembo, nei suoi due nuovi stabilimenti in Polonia e in Cina, i due più grandi impianti continui al mondo per la produzione di dischi di freno con la straordinaria capacità di 32 tonnellate all’ora, equivalenti a circa 2.000 dischi/ora compresi i canali delle fusioni.

Quest’anno - ha proseguito Boarino - abbiamo firmato in Cina il contratto per la più grande linea al mondo di trattamento dei coils (lamiere avvolte in un cilindro, ndr.) di acciaio inossidabile, capace di una produzione di un milione di tonnellate all’anno. Il che permette al cliente di diventare il principale produttore mondiale di acciaio inossidabile con 4 milioni di tonnellate/anno. Una commessa del valore di 6 milioni di Euro”.
Il “cuore” e la “mente” rappresentano la punta di un iceberg: quello della ricerca continua.
“Proprio in questi giorni - ha spiegato Boarino - sono iniziati i test definitivi per un nuovo processo di pallinatura di molle per sospensioni automobilistiche le cui caratteristiche, che non posso rivelare per obblighi di riservatezza verso il cliente, sono veramente rivoluzionarie”.
Il “cuore”, la “mente”, la “ricerca”: un vero e proprio tris vincente a cui si aggiunge la quarta componente che trasforma il tris in un poker di successo: la risorsa umana.

“Le aziende sono fatte di persone - ha sottolineato con forza Boarino - e questo è particolarmente vero qui da noi. La Pangborn Europe sarebbe una scatola vuota se non fosse riempita dalle persone che ci lavorano, nel rispetto dei ruoli e delle rispettive responsabilità. Persone che sono state fedeli all’azienda per anni, anzi per decenni, e le testimonianze sono tantissime. Una su tutte: il nostro direttore amministrativo, la signora Pierangela Ceriani che si ritirerà dopo 43 anni di lavoro vissuti intensamente in Pangborn Europe. Mi auguro sinceramente che anche le nuove leve, i nuovi assunti, sappiano cogliere lo stesso spirito e lo stesso impegno che è stato vincente per tanti anni e che ne raccolgano il testimone.
Visti i cambiamenti radicali nel sistema di lavoro, nelle tecnologie, nei rapporti sociali - ha concluso - e nelle tecniche di gestione, è chiaro che la passione da sola non basta se dietro non è supportata dalla professionalità, dall’approfondimento dei dettagli e dal rifiuto della superficialità”.

Ingegnere, da quanto tempo lavora in Pangborn Europe?
“La passione, come si dice, è la miglior medicina per mantenersi giovani. Speriamo bene! Anche perché il sottoscritto lavora in Pangborn da “soli” 25 anni. Sono profondamente convinto che la passione sia il terreno di coltura ideale per favorire l’innovazione. Ne abbiamo già parlato diffusamente, però ritengo importante sottolineare il concetto.
L’innovazione può manifestarsi in tanti modi. Nella capacità di osservare il mondo che ci circonda con attenzione e di riuscire a cogliere aspetti, dettagli, soluzioni che magari in un primo momento sembrano non legati al proprio lavoro; nella curiosità di apprendere, di conoscere nuove tecnologie, di essere al corrente di cosa succede nel mondo, di tenersi al passo con le dinamiche economiche e sociali; nel capire e soprattutto interpretare quello che il cliente e il mercato richiedono, sforzandosi nel dare soluzioni innovative e personalizzate; nell’investire in ricerca e sviluppo, con nuove progettazioni, nuovi test, nuove tecnologie; nella ricerca del miglioramento continuo, imparando dagli errori e dalle esperienze sul campo”.

Il mercato, quindi, deve essere visto, anche nei momenti di crisi, come una fonte di stimoli per migliorare e non come un insieme di problemi sempre più difficili da risolvere?
“Certo. Sembrano dei giochi di parole. Credo invece che i due approcci possano fare la differenza per il futuro di un’azienda. È la stessa mentalità di chi vede sempre il bicchiere mezzo pieno, senza nemmeno prendere in considerazione il fatto che sia mezzo vuoto. Mi spiego meglio.
I clienti sono la nostra risorsa fondamentale e sono loro che ci portano il lavoro. Ma i clienti vanno cercati dove sono. Purtroppo oggi i grandi investimenti industriali in Europa e in particolare in Italia sono rari e quindi il cliente va cercato in Cina, in Brasile, in Russia, in India, in Messico e nelle altre parti del mondo. Ciò significa sacrificio, molto tempo passato sugli aerei.
Ma se si rafforza il mercato con l’approccio giusto, con l’innovazione, con la flessibilità, con la preparazione tecnica, con la conquista della fiducia da parte dei clienti, apparentemente così lontani per cultura e modi di pensare, le soddisfazioni arrivano.
Un esempio per tutti: in Cina, dove per varie ragioni fino al 2009 eravamo scarsamente presenti, nel 2012 fattureremo circa 8 milioni di Euro di impianti consegnati. In quel Paese i nostri impianti a pinze per blocchi motore e teste e le nostre macchine continue per fonderia costituiscono il punto di riferimento del mercato”.
Una storia aziendale, quella della Pangborn Europe, che sembra essere di un altro mondo, considerate le condizioni del sistema economico-occupazionale fuori dai cancelli dell’industria di Caronno Pertusella: il prodotto interno
lordo per abitante è ai minimi dal 1997, il che, secondo le conclusioni dell’ultima elaborazione del Centro Studi di Confindustria (settembre 2012) sull’andamento congiunturale, equivale a dire che mettendo insieme gli anni della bassa crescita con quelli del brusco arretramento siamo fermi da 16 anni.
 
l’Inform@zioneonline - 24 ottobre 2012




 
Luciano Landoni
pubblicato il: 22/07/2014

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