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OMAS SpA - Oggiona Santo Stefano
L’arte di... affettare!
La forza della tradizione e il coraggio di guardare al futuro con fiducia, nonostante tutto.
“Nonostante una crisi che si protrae ormai dal 2008 e che non sembra destinata a finire tanto presto.
 
Nel 2009 abbiamo ampliato la nostra sede produttiva. Una decisione presa più con... il cuore che con la testa!”.

Walter Rabolli, 69 anni, figlio di Carlo che nel 1949 fondò le Officine Meccaniche Affettatrici Santo Stefano (OMAS), da imprenditore di razza qual è, fornisce l’ennesimo esempio concreto di quanto l’ottimismo della volontà possa superare il pessimismo della ragione.

“Si, è vero - rincara la dose - bisogna sempre crederci e bisogna farlo magari con un pizzico di follia creativa. Attenzione, però, a rimanere con i piedi, almeno uno, per terra!”.

La OMAS è un’impresa leader nel segmento particolare del food machinery e ogni anno produce più di 10.000 esemplari di tritacarne, segaossa e tagliaverdure. “Prima dell’esplosione della Grande Crisi occupavamo oltre 100 persone, compreso lo stabilimento di Golasecca, e fatturavamo circa 9 milioni di Euro nell’arco dei 12 mesi. Fra il 2008 e il 2009 - precisa Walter Rabolli - siamo stati costretti a ridimensionarci, ora diamo lavoro a 90 persone, tutte concentrate nella sede di Oggiona, e fatturiamo 7 milioni e mezzo di Euro.

L’export incide per il 90% e i nostri mercati di sbocco vanno dal Venezuela al Sud Africa all’Australia, senza dimenticare l’Europa, gli Stati Uniti e pure la Cina. Teniamo duro, ma è sempre più difficile. Soprattutto a causa di una concorrenza sempre più agguerrita e decisamente asimmetrica”.

Allude alla... “solita” Cina che è sempre più vicina?
“Macché. Parlo dei Paesi che fanno parte dell’Unione Europea. Un’Unione che è tale sono di nome e non di fatto. Penso alla Germania. Ci vogliamo rendere conto che gli imprenditori tedeschi possono contare, nello svolgimento della loro attività, sul supporto di un autentico sistema Paese? Mentre noi... Noi abbiamo sofferto in particolare l’introduzione dell’euro, soprattutto per il fatto che la moneta unica è stata inserita in un contesto politico-economico profondamente diverso al suo interno, altro che Unione Europea! Per non parlare, poi, dei problemi monetari innescati dal rapporto euro/dollaro.
Le sembra che vi sia un’omogeneità in merito al funzionamento della macchina statale fra Italia e Germania?
La verità è che in Italia le imprese industriali possono contare solo su se stesse. Burocrazia, tasse, sistema di controlli sempre più complicato: è questa la ‘nostra’ realtà quotidiana!”.

Qual è la vera “arma” nelle mani delle imprese italiane?
“Ce n’è solo una: la qualità! Realizzare prodotti nuovi, includendovi il valore aggiunto di prestazioni sempre migliori. Faccio un esempio: per le macchine affettatrici un problema è quello della pulizia.
Uno degli ultimi modelli che abbiamo creato, l’affettatrice S9, lo risolve in misura praticamente integrale”.
“Puntiamo molto - si inserisce la figlia Claudia, 35 anni, laureata in lingue, responsabile dell’area comunicazione dell’azienda - anche sull’impiego di nuovi materiali, sui rivestimenti particolari in teflon e ceramica per facilitare, come ha appena detto mio padre, la pulizia della macchina, per ottimizzarne il peso e la funzionalità.
L’internazionalizzazione dell’azienda passa attraverso la partecipazione a fiere internazionali - è imminente l’edizione 2013 di Host che si svolgerà al nuovo centro fieristico di Milano-Rho - il potenziamento del sito Internet e la predisposizione di una comunicazione strategica.
Essere concorrenziali significa comporre un mosaico fatto di molti tasselli. Certo, le difficoltà innescate dalla Grande Crisi sono numerose e tutte molto complesse.
L’importante - prosegue Claudia Rabolli - è individuare le vere priorità e concentrarsi su di esse. Solo così sarà possibile ‘gestire’ la grande confusione in cui il mondo sembra essere piombato!”.
Dalla vecchia posteria-salumeria di qualche decennio fa alle gastronomie sofisticate ed eleganti (qualcuno è addirittura arrivato a chiamarle le “boutique del cibo”), fino ai centri commerciali che ormai hanno quasi completamente soppiantato i piccoli negozi, la clientela si evolve in continuazione.

La tradizione mantiene però intatto il proprio valore: non a caso, all’interno del “museo delle affettatrici” che si può visitare nella sede OMAS di Oggiona Santo Stefano, accanto ai modelli più recenti, è possibile ammirare la F300 VO a volano: un’affettatrice di colore rosso brillante per salumi, tanto bella quanto funzionale (può essere azionata a mano, senza l’utilizzo dell’energia elettrica); vederla in movimento rappresenta un piacere per gli occhi e rievoca nella mente di chi non è più giovanissimo la vecchia salumeria di fiducia dove, oltre ai cibi buoni, trovavi anche tanto calore umano e (ri)scoprivi il piacere di stare insieme alle persone, senza mai sentirti solo.

“Siamo inseriti nel cosiddetto mercato globale - chiosa Walter Rabolli - ed è giusto cercare di rispondere efficacemente alle nuove richieste della clientela, questo però non vuol dire smarrire le proprie radici e nemmeno disperdere le nostre peculiarità”.
 
Semplice e chiaro: il locale nel globale, partendo dal primo per... conquistare il secondo!

l’Inform@zioneonline - 19 giugno 2013



 
Luciano Landoni
pubblicato il: 22/07/2014

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