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CASON SpA - Mornago
Si riparte con il “teorema delle 3 I”!
Inventare, innovare, internazionalizzare: si potrebbe battezzarlo il “teorema delle 3 I”. Una ricetta semplice (si fa per dire) con cui confezionare una strategia aziendale efficiente ed efficace mediante la quale contrastare la Grande Crisi.

Alla Cason SpA di Montonate di Mornago ne sono talmente convinti che dalla fondazione, avvenuta nel 1956 ad opera di Angelo Cason (nato nel 1919 e scomparso nel 2000), cercano giorno dopo giorno di migliorare ingredienti, dosi e tecniche di applicazione.

“La nostra è una tipica impresa familiare - spiega Ambrogio Cason, amministratore delegato, nato esattamente un anno prima della fondazione societaria - io e mio fratello Giacomo l’abbiamo ereditata da nostro padre Angelo, un piccolo genio della meccanica, con il pallino di inventare sempre nuove macchine, e abbiamo capito che l’innovazione di processo e di prodotto deve essere una costante, senza però dimenticare la necessità di migliorare anche le tecniche gestionali. Tanto è vero - prosegue Ambrogio Cason - che proprio di recente abbiamo deciso di puntare sulla conduzione manageriale”.

La Cason Spa ha cominciato costruendo conto terzi macchine da laboratorio per l’industria tessile. Oggi, dopo oltre mezzo secolo di attività, ha concentrato il proprio core business sulla progettazione e realizzazione di apparecchiature per il taglio di bobine in film plastico, così da adattarne le dimensioni per il confezionamento di prodotti alimentari, profumi, cosmetici.
Altro punto di forza dell’azienda è la costruzione di sistemi automatizzati fascia pallet per l’avvolgimento delle bottiglie di acqua minerale.

“Abbiamo sfruttato le nostre competenze e le nostre conoscenze tecniche - spiega Giacomo Cason, classe 1947, presidente della società - nel settore della filatura e tessitura tessile, applicandole all’estrusione del filo sintetico in polipropilene. Un processo di riadattamento e di innovazione continua determinato dal fatto che a partire dal 2000 l’intero comparto tessile ha subìto una crisi talmente rapida e intensa da sfuggire a qualsiasi capacità previsionale. Era necessario riconvertirsi per sopravvivere!”.

Una trasformazione che è passata attraverso diverse fasi: “I nostri principali clienti - sottolinea Ambrogio Cason - leader nella produzione di calze da donna, hanno delocalizzato in Cina, per sfruttarne i bassissimi costi del lavoro. Fino al 2000 abbiamo vissuto degli anni d’oro. Dopo è cambiato il mondo. Dapprima ci siamo indirizzati, come ha già detto mio fratello, verso l’estrusione delle materie plastiche, successivamente abbiamo puntato sulla costruzione di macchinari per circuiti stampati, contando su una joint venture con un’azienda americana.

Peccato che, sempre a cavallo degli anni 2000, anche il comparto elettronico abbia deciso di trasmigrare in Cina. Avevamo fra le mani una tecnologia molto avanzata e molto sofisticata, che ci era costata investimenti nell’ordine di 2 miliardi di vecchie lire, peccato fosse fuori mercato”. L’ennesimo cambio di rotta è avvenuto nel 2006: “In quell’anno decidemmo di rivoluzionare ancora una volta il nostro business.

Una fase ancora in corso d’opera. Le taglierine ribobinatrici e i fascia pallet sono prodotti eccellenti, per qualità e innovazione, ne siamo assolutamente certi. Adesso c’è bisogno di migliorare ulteriormente le tecniche di gestione. Da azienda a conduzione familiare - argomenta Ambrogio Cason - stiamo diventando un’impresa manageriale”.

I due fratelli Cason sono infatti affiancati dal direttore generale Fausto Benzi, un manager di recentissima assunzione con un compito ben preciso: ottimizzare la navigazione della Cason Spa nelle acque tempestose (ma anche estremamente... pescose) del cosiddetto mercato globale.

“Sono qui da poche settimane - commenta Fausto Benzi - e mi sto ancora orientando. Posso però già dire di avere trovato delle autentiche eccellenze professionali, delle straordinarie individualità. Il mio compito sarà quello di sviluppare al massimo il gioco di squadra. Ottimizzare i tempi, migliorare ulteriormente la qualità, tenere sotto controllo i costi. Queste sono le tre sfide che ci attendono e che non intendiamo in alcun modo mancare!

Dobbiamo essere in grado - prosegue Benzi - di misurare le nostre performance per sapere chi siamo esattamente, dove ci troviamo e dove abbiamo intenzione di andare”. “Benzi ha ragione - chiosa Ambrogio Cason - si vince tutti insieme!”.

La Cason Spa in cifre vuole dire un fatturato di oltre 5,5 milioni di Euro annui, con un export che incide per il 60% e che si indirizza prevalentemente sul mercato europeo, 34 dipendenti (età media quarant’anni) e 300.000 Euro/anno di investimenti in ricerca e sviluppo.

Per un’impresa come la vostra è importante “riformare” l’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori?
“Ma per favore! I problemi sono altri. Continuare a sprecare tempo e fiato con l’art. 18 - commentano i fratelli Cason - significa solo fare della demagogia, anzi dell’idiozia!”.

Bene, passiamo oltre. Il problema dei problemi per il “sistema Italia” è la bassa produttività e la crescita anemica. Come se ne può uscire?
“Per crescere - risponde Ambrogio Cason - ci vuole un sistema Paese credibile. Continua a non esserci. Mentre i nostri concorrenti, e penso ai tedeschi ai francesi e agli inglesi, ce l’hanno. Non pretendo la luna.
A me basterebbe che il rischio d’impresa fosse, almeno in parte, condiviso.
Gli imprenditori tedeschi possono contare su uno Stato sempre presente, che finanzia addirittura i loro clienti. In Europa le tasse sono più basse rispetto all’Italia e i servizi pubblici sono di qualità nettamente superiore.
Perché noi continuiamo a pagare di più, parlo ovviamente di chi le tasse le paga!, e abbiamo sempre di meno?”.
“Basterebbe smetterla di buttare via le risorse - rincara la dose Fausto Benzi - e bisognerebbe abbassare i costi del sistema Paese. Si continua a parlare di semplificazione, però nessuno la vede. Men che meno le aziende industriali.
È semplicemente incredibile che solo ora si parli della necessità di arrivare al pareggio di bilancio. Ci voleva proprio la Grande Crisi per... scoprirlo?”.

l’Inform@zioneonline - 10 marzo 2012


 
Luciano Landoni
pubblicato il: 22/07/2014

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