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JOINTEK Srl - Somma Lombardo
╚ da una vita che facciamo... un tubo!
L’esperienza è antica, lo spirito moderno. Con l’aggiunta di una verve ironica che non guasta mai: “Abbiamo fatto... un tubo per tutta la vita!”. Luciano Roncaglia, 61 anni, Presidente e marketing manager della Jointek Srl di Somma Lombardo, lo dice ridendo e, nello stesso tempo, ricordando le proprie origini professionali.
“Sia io che i miei tre soci, Flavio Forchin, Fabio Vecchio e Claudio Zarini, proveniamo dalla vecchia Itala Pirelli: un’azienda del gruppo Pirelli, operativa fino a 25-30 anni fa qui a Somma Lombardo, specializzata nella produzione di tubi flessibili. Forti della nostra esperienza, abbiamo deciso di metterla a frutto”.

È nata così, nel 1991, Jointek Srl che tre anni dopo, attraverso un accordo con la multinazionale americana Parker Hannifin Stratoflex Division, ha fatto ufficialmente il suo ingresso nel settore aerospaziale. “Il nostro è un ‘tiro a quattro’ - sostiene Fabio Vecchio, il socio più giovane, 54 anni,  responsabile delle vendite e dell’area edp - che ha cercato di valorizzare al massimo i rispettivi bagagli professionali, mettendoli insieme!”. La stessa ragione sociale dell’azienda non è stata scelta a caso, ma sottende una precisa filosofia di lavoro e di vita: “È esattamente così. Per noi è stata una gioia mettere insieme le nostre esperienze, le nostre aspirazioni. Joint significa proprio congiunto, unito, combinato. Noi - spiega Luciano Roncaglia - ci siamo messi insieme e mettiamo insieme anche le tecnologie più avanzate”. “Potremmo essere definiti - precisa Fabio Vecchio - degli assemblatori di alta qualità!”.

La stessa che è indispensabile per poter competere all’interno di un settore ultracompetitivo come quello aerospaziale. Il core business della società di Somma Lombardo - 18 dipendenti e un fatturato di 9 milioni di Euro l’anno - è l’assemblaggio e la commercializzazione dei prodotti Parker, in particolare tubi flessibili in teflon, che finiscono all’interno degli apparati idraulici degli aerei. “Il comparto aerospaziale rappresenta per noi il principale punto di riferimento - osserva Roncaglia, reduce dalla Fiera Internazionale dell’aeronautica di Le Bourget in Francia - ma non è il solo: abbiamo lavorato anche per la Formula 1, con la Ferrari. Ci siamo occupati della qualifica integrale del sistema idraulico del caccia europeo EF 2000 Typhoon, così come siamo fornitori di Agusta. Ogni anno realizziamo 20.000 tubi flessibili. Abbiamo lavorato anche per l’International Space Station, la stazione orbitante voluta e realizzata dalla Comunità Aeronautica Internazionale”.

“La qualità, per noi, è una vera e propria ragione di vita. Le componenti che assembliamo - precisa Fabio Vecchio - devono essere semplicemente perfette, così come la loro unione. Il margine d’errore sostanzialmente non può e non deve esistere.
È chiaro che per raggiungere, e mantenere, simili livelli operativi deve essere curata al massimo tutta la parte progettuale.
In questo senso, ci tengo a dire che la tecnologia e soprattutto le competenze professionali ‘made in Italy’ sono al top! Molto spesso la multinazionale americana con cui lavoriamo chiede a noi delle consulenze strategiche”.

Qual è, anzi quale sarà la frontiera del futuro per il settore aerospaziale?
“A rischio di sconfinare nella fantascienza - risponde Fabio Vecchio - dico il viaggio andata-ritorno Terra/Marte, con base di partenza collocata sulla Luna. Con le tecnologie attuali, penso soprattutto ai sistemi di propulsione, un simile viaggio durerebbe la bellezza di 4 anni!”. “Il futuro - si inserisce Luciano Roncaglia - sta tutto nei... fotoni, le particelle che compongono la luce. Solo avvicinandoci alla velocità della luce (300 mila Km al secondo, ndr) potremo sperare di affrontare le distanze siderali. Discorsi un po’... fantascientifici. D’altra parte, se si vuole andare avanti si deve anche avere il coraggio di... sognare. Soprattutto nel nostro settore. Certo è che il ‘sogno’ dovrebbe essere almeno condiviso. Dovrebbe diventare l’obiettivo comune di un sistema. Le forze del singolo, per quanto bravo e motivato, non sono sufficienti”.

Cosa vuole dire esattamente?
“Che è indispensabile la presenza del ‘sistema Paese’. Nel settore aerospaziale ci vogliono investimenti, occorre investire in ricerca e sviluppo. In Italia, invece, la ricerca continua a rimanere una cenerentola. Tutti dicono che è fondamentale, però all’atto pratico... I talenti ci sono, eccome. Peccato che, anziché sostenerli, sembra quasi che si faccia di tutto per mandarli via. Poi, quando se ne sono effettivamente andati, ci strappiamo le vesti - denuncia Luciano Roncaglia - piangendoci addosso e parlando della fuga dei cervelli e magari anche spendendo un sacco di quattrini per comprare all’estero quello che potremmo produrre in Italia o almeno nell’Unione Europa”. L’allusione alla recente vicenda degli F35 non è del tutto casuale.

Passiamo dal “futuro fantascientifico” a quello di Jointek.
“Beh, innanzi tutto noi crediamo fermamente nel nostro domani. Una prova concreta è stata l’inaugurazione ufficiale, il 18 giugno 2011, della nostra nuova e bella sede. Inoltre, mantenendo sempre la nostra specializzazione, allungheremo ancora di più il nostro raggio d’azione nell’ambito del mercato civile”. Luciano Roncaglia, come tutti gli imprenditori abituati a produrre fatti e non solo parole, è troppo modesto. La sede di Jointek non è solo “bella”,  è un vero e proprio esempio di architettura avveniristica coniugata alle esigenze di eleganza funzionale di un’azienda del III Millennio: una palazzina di vetro, acciaio e legno inserita armonicamente nel Parco del Ticino dalla forma che richiama alla mente l’immagine di un vascello spaziale pronto al decollo. “Gli americani, che naturalmente abbiamo invitato, sono rimasti letteralmente entusiasti - afferma con un pizzico di giustificato orgoglio Fabio Vecchio - e non la finivano più di farci i complimenti!”.
“Devo dire grazie a mio fratello - conclude Luciano Roncaglia - che è stato l’architetto autore del... capolavoro”.

l’Inform@zione n. 9 del 13 settembre 2013


 

 
Luciano Landoni
pubblicato il: 22/07/2014

 



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