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Forgiatura Marcora srl - Olgiate Olona
Lavorare l’acciaio e vedere la... vie en rose!
La Grande Crisi è una brutta bestia che da cinque anni a questa parte sta mordendo e lacerando il tessuto sociale ed economico dei sistemi più industrializzati del mondo.
Gli effetti sono sotto gli occhi di tutti: recessione e disoccupazione dilaganti.
Soprattutto nell’Eurozona e in particolare in Italia, dove la crescita è asfittica e il numero dei senza lavoro continua ad aumentare.
“Per quanto ci riguarda, il 2012 sarà l’anno più roseo in assoluto dei sessanta di vita aziendale!”.
Dice proprio così Michele Marcora, giovane imprenditore di quarant’anni, dal 2007 Presidente della Forgiatura Marcora di Olgiate Olona, azienda fondata nel 1952 dal nonno Giancarlo.

“Il nostro fatturato a fine 2012 - precisa - sarà di circa 25 milioni di Euro con una marginalità di profitto di tutto rispetto che ci consente di guardare al futuro con ragionevole ottimismo”. Il core business dell’impresa di Olgiate, 60 dipendenti (“In questi ultimi diciotto mesi - sostiene Michele Marcora - abbiamo incrementato l’occupazione di una decina di unità”), è costituito dalla produzione di pezzi fucinati per la meccanica in generale e, più nel dettaglio, per il settore oil-gas (impianti di perforazioni petrolifere, piattaforme off shore).

Oltre il 70% del fatturato (più di 10.000 tonnellate di acciaio lavorate all’anno) finisce sui mercati internazionali: Francia, Germania, Finlandia, Inghilterra, Spagna, Singapore, Malesia, Stati Uniti, Brasile, Cina.
“Tutto è cominciato in un prato di Olgiate nel 1952. Mio padre Giancarlo - racconta Roberto Marcora, 67 anni, imprenditore di seconda generazione - iniziò la sua attività imprenditoriale con una manciata di collaboratori. Nel 1964, a 53 anni, una leucemia fulminante se lo portò via.

Ci siamo così trovati, io e mio fratello Enrico e la mamma Maria Rosa, a dover mandare avanti la baracca. Per oltre quarant’anni ho diviso la gestione aziendale con mio fratello e poi, nel 2005, ho rilevato le sue quote societarie e con i miei due figli, Michele e Roberta, ho proseguito nell’attività imprenditoriale iniziata da mio padre”.

Il “passaggio generazionale” è avvenuto nel 2007, allorché la presidenza è passata dalle mani di Roberto a quelle di Michele: imprenditore di terza generazione. “Michele - aggiunge Roberto Marcora - si occupa della produzione e delle vendite, mentre mia figlia Roberta è responsabile dell’area amministrativa e finanziaria. Sono entrambi laureati e sono più che sicuro che nelle loro mani l’azienda progredirà ulteriormente”.

Un orgoglio paterno che viene pienamente confermato dai fatti: l’azienda non solo ha saputo affrontare efficacemente i venti tempestosi della Grande Crisi, ma addirittura, proprio in virtù della spietata selezione naturale che la stessa crisi ha innescato, ha consolidato e rafforzato la propria leadership di mercato.
“In effetti, è assolutamente vero quello che si dice: quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare! Prenda il disastro ecologico di qualche anno fa nel golfo del Messico, provocato dagli scarsi sistemi di sicurezza adottati nelle perforazioni petrolifere sottomarine.

Un evento che ha obbligato le multinazionali del petrolio ad adottare standard qualitativi di alto livello nella realizzazione degli impianti di estrazione. Questo innalzamento della qualità ha selezionato il mercato e ha premiato le eccellenze produttive.
Ecco perché - spiega Michele Marcora - la nostra azienda ha potuto imporsi e ha vinto la battaglia competitiva con la concorrenza. I nostri prodotti vanno nelle acque profonde e garantiscono, soprattutto per quanto riguarda la sicurezza, performance eccellenti”.

Una vera e propria riaffermazione della forza del “made in Italy” nel mercato globale?
“Certo. Teniamo presente che l’intero comparto della fucinatura, vale a dire la lavorazione a caldo dell’acciaio fino a 1200 gradi, è una delle punte di diamante delle eccellenze produttive italiane. Si tratta di un dato poco noto, ma le assicuro che è assolutamente vero!
Le capacità produttive del settore manifatturiero - risponde Roberto Marcora - sono la principale fonte di ricchezza dell’intero Sistema Paese. Dobbiamo sostenerle e valorizzarle. Nessuna economia può crescere solo con i servizi”.

Le vostre produzioni sono parti integranti di impianti tecnologicamente molto avanzati.
Qual è la “ricetta” per raggiungere la “vetta” della qualità?

“Essenzialmente - replica Michele Marcora - il nostro punto di forza è riuscire a fornire al cliente il servizio migliore possibile.
Noi lavoriamo su commessa e la nostra costante ricerca della qualità è basata sull’esperienza e sull’interpretazione il più possibile attenta ed efficace di quelle che sono le richieste provenienti dal mercato. In questo senso, la professionalità dei nostri collaboratori è una garanzia di successo.
Sto parlando di persone giovani e fortemente motivate. L’età media dei nostri dipendenti - continua Michele Marcora - si aggira intorno ai 35 anni.
Ma abbiamo tecnici di 23-25 anni che occupano posizioni molto importanti all’interno del processo produttivo aziendale.
Puntiamo molto sulla valorizzazione dei giovani e sulla formazione interna. Diplomati provenienti dagli Istituti Tecnici del territorio e ingegneri responsabili dell’area qualità e di quella produttiva sono elementi vincenti della nostra azienda. Accanto, naturalmente, al personale di maggiore anzianità che incarna la forza della tradizione”.

Si fa un gran parlare di “crescita”, cosa si deve fare concretamente per favorirla?
“Penso che la leva principale sia la defiscalizzazione del costo del lavoro.
Il cuneo fiscale è un freno allo sviluppo aziendale. Noi siamo ben posizionati e andiamo avanti, però le aziende in generale non possono continuare a sopportare un simile carico di tasse.
Troppe tasse - sottolinea Michele Marcora - inibiscono la crescita e impediscono anche di premiare come si dovrebbe il merito individuale.
Se un dipendente chiede di monetizzare le proprie ferie per avere più quattrini a disposizione, è necessario poterlo assecondare garantendogli l’importo pieno senza alcun gravame di tasse”.
“Un altro problema che bisogna risolvere una volta per tutte - chiosa Roberto Marcora - è quello dell’eccesso abnorme di burocrazia. Le aziende, per rimanere competitive in un mercato sempre più agguerrito che si muove a velocità
supersonica, non possono sottostare ai tempi biblici della burocrazia italiana. Gli investimenti non possono aspettare, altrimenti perdono di efficacia”.

Meno tasse e meno burocrazia, cosa manca alla lista delle cose da fare alla svelta per disincagliare il sistema-Paese dalle secche della “crescita zero”?
“La prima che mi viene in mente è un miglioramento consistente delle politiche formative e anche di quelle informative. I giovani devono sapere con chiarezza - afferma Michele Marcora - che andare a fare il tornitore è certamente più gratificante che finire in un call center.
Naturalmente bisogna aiutarli con dei programmi di formazione professionale adeguati e magari pensati e progettati con l’ausilio delle imprese industriali”.
“È fondamentale - rincara la dose Roberto Marcora - adottare una politica industriale che salvaguardi il comparto manifatturiero.
Evitando, tanto per fare un esempio, che le industrie italiane debbano continuare a sopportare un costo dell’energia che è mediamente superiore del 30% rispetto alla media delle tariffe energetiche che vengono applicate nell’Eurozona.
Noi consumiamo oltre 2 milioni di metri cubi di gas metano all’anno, è mai possibile che ogni anno la bolletta energetica cresca del 10%?”.

Cosa c’è dietro l’angolo?
“L’ho detto e lo ripeto: per noi la realtà è... rosa! L’obiettivo - replica con decisione e altrettanta convinzione Michele Marcora - è migliorarla ulteriormente, in attesa della ripresa prossima ventura”.
“Un’attesa che deve essere impiegata - si inserisce Roberto Marcora - nella difesa e nel rafforzamento delle imprese manifatturiere. Si tratta del mio chiodo fisso, ma credo che chiunque dotato di un quoziente di intelligenza medio
possa e debba capire quanto sia importante mantenere intatta e consolidare la principale base di ricchezza dell’intero Paese”.
“Mi pare giusto ricordare la collaborazione con le banche - conclude Roberta Marcora - che ci hanno sempre affiancato nelle politiche di sviluppo aziendale.
Facile farlo, peraltro, quando... splende il sole. È anche grazie a loro se abbiamo potuto investire nel miglioramento costante dell’organizzazione produttiva. Penso in particolare agli investimenti nell’informatizzazione dell’impresa e a quelli finalizzati ad aumentarne la sicurezza”.
 
l’Inform@zione n. 11 del 9 novembre 2012



 
Luciano Landoni
pubblicato il: 18/07/2014

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SOLBIATE ARNO – La Fabbrica Dipanatrici Solbiate (FADIS Spa) ha compiuto da poco i 56 anni di vita produttiva e appartiene a pieno titolo al club delle eccellenze industriali italiane. In FADIS si progettano e fabbricano roccatrici di precisione la cui funzione, all’interno della filiera del tessile-abbigliamento, è quella di “ripassare” i filati di cotone o di lycra.
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Nel 2006 la Fonderia Cremona (Focrem) di Magnago - specializzata nella produzione di ghise speciali e comuni - celebrerà il mezzo secolo di vita.
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OLGIATE OLONA – Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare e i migliori vincono pure la partita. Crisi o non crisi. È il caso di un’azienda del territorio, la Forgiatura Marcora Srl di Olgiate Olona. Oltre sessant’anni di storia industriale alle spalle e un avvenire di successo davanti a sé: “La nostra marginalità di profitto – dice il Presidente della società Michele Marcora – è di tutto rispetto e ci consente di guardare al domani con ragionevole ottimismo”.
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Dalle apparecchiature di refrigerazione a quelle per avviare gli aerei. Il business della Frigosystem Srl di Caronno Pertusella è racchiuso in un’area molto vasta, resa tale dalla genialità e dalla capacità innovativa di chi non smette nemmeno per un attimo di escogitare soluzioni nuove.
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