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COLMEC GROUP SpA - Busto Arsizio
“È nei momenti di crisi che bisogna investire!”
“È proprio durante i periodi di crisi che bisogna cercare di mantenere il ritmo, anzi la cosa migliore è accelerare!”.
Ubaldo Colombo, classe 1957, ha le idee chiare e le mette in pratica.
Imprenditore di seconda generazione, alla guida del Gruppo Colmec (la Colombo Meccanica, Colmec, venne fondata dal padre Giannino nel 1973), 160 dipendenti (110 in Italia), 38 milioni di fatturato, l’80% del quale destinato verso i mercati internazionali, una leadership consolidata nella progettazione e realizzazione di impianti per il settore della gomma e nella fabbricazione di tubi e manufatti in materie plastiche per l’intero settore industriale.
“In questi ultimi quindici anni - sostiene Ubaldo Colombo - abbiamo adottato una strategia espansiva e abbiamo puntato sull’innovazione tecnologica spinta: è così che siamo stati in grado di parare i colpi della Grande Crisi esplosa nell’estate del 2008 e tutt’altro che conclusa”.
Attualmente il Gruppo comprende la Colmec e la Trb entrambe ubicate nell’area industriale di Busto Arsizio, la Tima di Ravenna (“produce macchinari solo per Colmec”) e la Nti in Thailandia.
“Quest’ultima azienda - precisa Ubaldo Colombo - è il frutto di una joint venture al 50% che ho siglato nel 2001 con un partner thailandese e che rientra in una precisa strategia di internazionalizzazione aziendale che il mio Gruppo persegue da sempre e che proprio di recente si è ulteriormente rafforzata”.

Ossia?
“Nel luglio di quest’anno abbiamo costituito negli Stati Uniti la Colmec-Connecticut che diventerà la nostra testa di ponte per l’intero mercato americano, compreso il Sud America”.

Una decisione indubbiamente coraggiosa visti i tempi, forse addirittura un vero e proprio azzardo?
“L’ho detto e lo ripeto: è nei momenti di crisi che occorre guardare avanti e investire! La nuova geopolitica del mondo è basata su tre pilastri fondamentali: Nord e Sud America, Europa che guarda verso l’Africa a sud e verso i Paesi Arabi e la Russia a est, Cina. I nostri macchinari hanno un alto contenuto tecnologico, c’è sembrato quindi logico puntare alla ‘conquista’ di un’area di mercato in cui la componente qualitativa è da sempre un requisito fondamentale. Una scelta che privilegia la qualità, rispetto alle produzioni di grossi volumi destinati a mercati, tipo quello cinese, di bassa affidabilità. Migliorare costantemente la tecnologia è e sarà il nostro asso nella manica. A maggior ragione in momenti di crisi”.

Un investimento parecchio costoso. Quanto?
“La Colmec Italia fattura circa 20 milioni di Euro l’anno, almeno il 10% viene destinato alla ricerca e all’innovazione. Ci avvaliamo di un Technology Center, laboratorio-prove di 3.000 metri quadrati, al cui interno vengono testate le linee produttive di nuova progettazione. Sono almeno 5 le persone che lavorano nel laboratorio”.

Molte imprese industriali soffrono della carenza di “menti d’opera”, anche voi?
“Anche in merito alle politiche occupazionali non abbiamo mai abbassato il nostro livello di attenzione in relazione alla valorizzazione delle risorse umane. La creazione di un Centro Ricerche ne è la prova più evidente. Negli anni più difficili della Grande Crisi, il biennio 2008-2009, abbiamo dovuto sopportare un calo del fatturato nell’ordine del 20-25%. L’occupazione è sempre rimasta stabile. Detto questo, è doveroso aggiungere che la costante e indispensabile ricerca di ottimizzazione del ciclo produttivo, tenendo sotto controllo i costi e cercando di eliminare ogni tipo di spreco, renderà più difficile trovare lavoro. Questo è un problema che i Governi dovranno cercare di risolvere. Come distribuire il benessere in diminuzione? È una domanda alla quale la politica dovrà dare una risposta”.
Ubaldo Colombo si è laureato in ingegneria meccanica nel 1981 ed è entrato nell’azienda paterna subito dopo il servizio militare nel 1983: “L’ho fatto in base ad una scelta autonoma. La mia prima preoccupazione - dice - è stata quella di allargare la visione aziendale oltre i confini nazionali. La tecnologia tedesca era il mio punto di riferimento.
Oggi, prove alla mano, posso dire che la nostra qualità non è seconda a nessuno, anzi... Mio figlio Giovanni porterà avanti la tradizione imprenditoriale di famiglia. Proprio quest’anno si è laureato in ingegneria meccanica e ha deciso di seguire gli interessi del nostro gruppo industriale. L’esempio di mio padre, che è purtroppo scomparso nel 2010, per me è stato fondamentale, spero lo sia il mio per mio figlio. La decisione di mio figlio di affiancarmi mi inorgoglisce e mi dà uno stimolo in più!”.

Il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto?
“Per il mondo industriale è sempre mezzo pieno, per definizione! Certo, guardando a quello che è la nostra classe politica risulta evidente il distacco fra chi lavora tutti i giorni e chi pensa di essere in una posizione importante per il Paese. Ma quando non si decide, perché non si è in grado di farlo o perché non si è capaci di farlo, pur ricoprendo un ruolo che impone di farlo, beh allora... un conto sono le belle dichiarazioni e un altro la realtà fattuale.
Ormai siamo... costretti a sperare in un Governo Europeo che emani direttive cogenti per tutti gli Stati membri”.

Il “propellente” dello sviluppo industriale è rappresentato dai finanziamenti bancari.
Come sono i vostri rapporti con il sistema del credito?

“Le aziende sono costrette a lavorare con i propri soldi! Questo fatto ci costringe a rimanere ‘piccoli’. Non siamo in grado di fare... passi da gigante.
In una simile condizione come è possibile immaginare il sistema creditizio partner di quello industriale? La risposta mi sembra scontata: è sostanzialmente impossibile immaginarlo!”.
 
l’Inform@zione n. 10 del 14 ottobre 2011


 
Luciano Landoni
pubblicato il: 15/07/2014

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Ubaldo Colombo, classe 1957, imprenditore di seconda generazione, alla guida del Gruppo Colmec (la Colombo Meccanica, Colmec, è stata fondata da suo padre Giannino nel 1973). Al suo fianco Giovanni Colombo, classe 1987, laurea in ingegneria meccanica al Politecnico di Milano, entrato nell’azienda di famiglia nel 2011.
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