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FUTURA GROUP Srl - Gallarate
Le idee circolano in rete e pure i quattrini
La sua passione è sempre stata la divulgazione della cultura tecnico-scientifica.
Dopo il diploma all’Istituto Feltrinelli di Milano e la laurea in ingegneria elettronica al Politecnico, Arsenio Spadoni, 61 anni, continua a coltivare il piacere di diffondere conoscenza e lo fa gestendo Futura Group Srl.
Una piccola impresa hi-tech di Gallarate fulcro di un gruppo aziendale il cui core business è composto dalla progettazione e realizzazione di tecnologie innovative (stampanti 3D) e dalla pubblicazione di una collana di riviste incentrate sull’attualità scientifica e sulle novità tecnologiche.
 
“Le stampanti 3D sono ormai… vecchie. Circa 25 anni l’Università di Austin, nel Texas, ne progettò una basata sulla sinterizzazione laser. Vale a dire la fusione tramite laser di polveri metalliche finalizzata alla realizzazione di pezzi solidi aventi specifiche caratteristiche funzionali. Una tecnologia attualmente utilizzata in campo aeronautico. L’importante, quando si parla di tecnologia, è non rimanere troppo ingabbiati nei tecnicismi”.
 
Strano che lo dica proprio un ingegnere, non trova?
“Io mi ritengo uno spirito creativo. Qualche volta mi capita addirittura di pensare di avere fatto male a frequentare le scuole tecniche. Tenga conto che i personaggi che hanno cambiato il mondo con le nuove tecnologie, tipo Steve Jobs per intenderci, ad un certo punto della loro esperienza di vita professionale hanno sentito il bisogno di andare oltre gli studi tecnici per evitare il rischio di rimanere imprigionati in una specie di gabbia. Preferisco puntare sull’elettronica didattico-divulgativa.
Intendiamoci, questo non significa trascurare la progettazione e la conseguenza realizzazione/commercializzazione”.
 
Insomma, una realtà produttiva multiforme ed eclettica al punto giusto.
Talmente giusto da riuscire a creare un fatturato di 4 milioni di euro all’anno, con 18 dipendenti.
“Tutti regolarissimamente assunti con contratto a tempo indeterminato”, precisa Arsenio Spadoni.
Una puntualizzazione non di poco conto, con i tempi… occupazionali che corrono.
“Quest’anno chiudiamo il bilancio con una crescita del 5% rispetto al 2012. L’anno scorso siamo cresciuti del 10% sul 2011. La crisi, sa com’è …”
 
Come avete fatto e come fate a rintuzzare i colpi pesanti e continui della Grande Crisi che imperversa ormai dalla seconda metà del 2008?
“Semplice. Cavalcando le nuove tecnologie in continua evoluzione, tipo le stampanti 3D e investendo nella divulgazione. Fra i nostri principali clienti ci sono studenti e scuole a cui forniamo la strumentazione didattica. Futura Group, inoltre, edita numerose pubblicazioni scientifiche che hanno ormai acquisito una presenza autorevole sul mercato. La formula di base è quella dell’open source ed è molto semplice: mettere a disposizione tutti i dettagli delle nuove tecnologie a tutti, in maniera tale che ciascuno se ne possa dotare e, magari, possa apportatvi dei miglioramenti. La chiave è la rete, Internet”.
 
Come la mettiamo con i finanziamenti? Anche le idee più geniali hanno bisogno delle … gambe (quattrini) su cui camminare.
“Non c’è dubbio. Attenzione, però, a non nascondersi dietro difficoltà che sono sì oggettive, ma che non possono e non devono diventare dei comodi alibi con cui giustificarsi”.
 
Ossia?
“Le idee veramente buone, i progetti realmenti innovativi ed efficaci i finanziamenti li trovano tramite la rete. Con il meccanismo del crowdfunding (dall’inglese crowd: folla e funding: finanziamenti. Ndr) si capisce se la proposta è buona oppure no. Nel senso che chi si mette alla prova, salendo sul palcoscenico virtuale e presentandovi progetti e idee, riceve poi il … verdetto dalla rete. Se è positivo i quattrini arrivano, in qualche caso in misura nettamente superiore alle aspettative; se invece sei… bocciato capisci che c’è qualcosa che non va e ti dai da fare per risolvere il problema. È così che funziona. In maniera semplice e diretta. Inutile piangersi addosso e accusare gli altri dei tuoi fallimenti. Bisogna darsi da fare e attivare intelligenza e impegno. Negli Stati Uniti questa forma di finanziamento in rete è diffusissima. Anziché disperdere le risorse attraverso dei finanziamenti a pioggia, apriamo anche in Italia le porte al crowdfunding e creiamo i siti web destinati a questo scopo: divulgazione dell’idea, verifica della stessa e ottenimento dei finanziamenti”.
 
Voi come vi siete regolati?
“Per quanto ci riguarda abbiamo finanziato diversi progetti e finora non abbiamo chiesto finanziamenti alla rete. Nel 2010 abbiamo realizzato il nostro primo prototipo di stampante 3D e l’abbiamo migliorato giorno dopo giorno, studiando ed elaborando nuove soluzioni rispetto a quelle già in circolazione.  Ne produciamo dai 50 ai 100 pezzi per lotto. Dato che la meccanica non è il nostro pane quotidiano, abbiamo stipulato un accordo con un’impresa belga e attualmente la nostra stampante è prodotta in parte in Italia, in parte a Hong Kong e in parte a Taiwan; viene assemblata in Polonia e testata in Belgio. Noi curiamo direttamente la personalizzazione del prodotto per il mercato italiano. Ne vendiamo dalle 50 alle 100 al mese. Posso dirle che in un anno ne sono state commercializzate circa 7.000 in Europa, attraverso i grossi distributori”.
 
Quali sono i vostri progetti per il futuro?
“Nel campo delle stampanti 3D, stiamo lavorando sulla stereolitografia. Vale a dire la costruzione a strati di un oggetto con l’utilizzo di un liquido fotosensibile che, strato dopo strato, viene polimerizzato da un fascio di raggi laser. Si ottiene un netto miglioramento delle definizione complessiva. In campo elettronico, una delle scoperte che cambierà il nostro modo di vivere sarà certamente quella degli occhiali computerizzati. Non avremo più lo smart phone in tasca, ma lo smart wision davanti agli occhi. Con le mani libere. Particolare, quest’ultimo, importantissimo. Pensi solo all’operatore tecnologico che manipolando una determinata apparecchiatura la osserverà e con gli occhiali computerizzati potrà trasmettere immediatamente le informazioni visive acquisite e, di rimando, potrà ricevere quegli imput necessari all’intervento richiesto. Stessa cosa per un chirurgo impegnato in una delicata operazione. Come può capire, le possibilità sono molteplici”.
 
Il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto?
“Le tasse sono troppe. Il rischio è che si svuoti del tutto! Un’azienda, come la nostra, che opera correttamente paga più tasse dell’utile che riesce a produrre. Le sembra logico? In Italia c’è, fra le tante tasse, l’IRAP che è semplicemente pazzesca! O cambiamo registro, o non so proprio come andremo a finire…”.
 
Il problema è che lo sappiamo benissimo, ma facciamo finta di non saperlo.



 
Luciano Landoni
pubblicato il: 14/12/2013

FADIS Spa – Solbiate Arno
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La “tempesta perfetta” è passata, ma: “La situazione rimane difficile. Dopo un 2009 terribile, con perdite di fatturato intorno al -35%, quest’anno abbiamo recuperato e chiuderemo il bilancio in crescita.
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Nel 2006 la Fonderia Cremona (Focrem) di Magnago - specializzata nella produzione di ghise speciali e comuni - celebrerà il mezzo secolo di vita.
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OLGIATE OLONA – Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare e i migliori vincono pure la partita. Crisi o non crisi. È il caso di un’azienda del territorio, la Forgiatura Marcora Srl di Olgiate Olona. Oltre sessant’anni di storia industriale alle spalle e un avvenire di successo davanti a sé: “La nostra marginalità di profitto – dice il Presidente della società Michele Marcora – è di tutto rispetto e ci consente di guardare al domani con ragionevole ottimismo”.
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La Grande Crisi è una brutta bestia che da cinque anni a questa parte sta mordendo e lacerando il tessuto sociale ed economico dei sistemi più industrializzati del mondo. Gli effetti sono sotto gli occhi di tutti: recessione e disoccupazione dilaganti.
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Dalle apparecchiature di refrigerazione a quelle per avviare gli aerei. Il business della Frigosystem Srl di Caronno Pertusella è racchiuso in un’area molto vasta, resa tale dalla genialità e dalla capacità innovativa di chi non smette nemmeno per un attimo di escogitare soluzioni nuove.
 



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