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YELLOWSTONE SRL - Cislago
L’etichetta giusta per il prodotto giusto
CISLAGO – Piccoli ed eclettici, si potrebbe definire così l’esperienza imprenditoriale di Fiorenza Cogliati e Alessandro Turconi che nel luglio 1993, un anno prima di convolare a nozze, hanno fondato la Yellowstone Srl a Cislago.
Una micro impresa al cui interno lavorano 8 persone (“Muoviamo un indotto – spiega Fiorenza, 45 anni, presidente del gruppo merceologico carta e affini dell’Unione degli Industriali della provincia di Varese – che complessivamente impiega poco meno di 20 persone”), con un fatturato annuo di un milione di euro, specializzata nella produzione di etichette tessute, stampate su carta, nastro e adesivo; cartellini, inserti in quadricromia, vetrofanie e molto altro ancora.
 
“Stampiamo a 360° per tutti i settori – precisa Alessandro Turconi, classe 1957 - : dal tessile, pensi alle etichette per l’abbigliamento e la biancheria per la casa, al settore farmaceutico, alimentare e meccanico. Le nostre etichette adesive finiscono un po’ dovunque…”.
Un eclettismo produttivo, se così lo possiamo definire, considerevole?
“Certo. D’altra parte, se non avessimo diversificato la nostra capacità produttiva – osserva Fiorenza Cogliati -, saremmo stati travolti dalla crisi che ha investito in modo particolare il settore tessile sul quale, originariamente, eravamo concentrati. La nostra flessibilità operativa e continui investimenti in innovazione tecnologica ci hanno permesso e ci permettono di rimanere competitivi sul mercato”.
In effetti, soprattutto nel comparto grafico-cartotecnico, gli investimenti tecnologici devono essere consistenti e continui…
“Per quanto ci riguarda – sottolinea Fiorenza –, spendiamo annualmente dai 100 ai 200.000 euro per migliorare i processi produttivi. Sia la stampa digitale, sia la stampa serigrafica presuppongono impianti estremamente sofisticati e … costosi”.
Come è iniziato il 2017, aziendalmente parlando?
“Non ci possiamo lamentare. Direi che le cose vanno discretamente bene”.
 
Lavorate solo per il mercato domestico, oppure esportate parte della vostra produzione?
“Noi direttamente non esportiamo, però quasi tutti i nostri principali clienti lo fanno”.
Una domanda che, vista la vostra particolare ragione sociale, è obbligatoria: per quale motivo Yellowstone si chiama… Yellowstone?
“I motivi sono almeno tre: si tratta di un nome ‘simpatico’, inoltre incuriosisce e, infine, ricorda a mio marito un cartone animato che amava particolarmente quando era un bambino: quello dell’orso Yoghi, il protagonista di tante avventure nel parco di Yellowstone”
Molte piccole industrie fanno fatica a trovare il personale dotato delle necessarie competenze professionali, è anche il  vostro caso?
“Due o tre volte all’anno ospitiamo stagisti che provengono dall’Istituto Arti Grafiche ‘Padre Monti’ di Saronno proprio per contribuire a formare le persone, soprattutto i giovani. Bisogna aiutare gli studenti a (ri)scoprire la bellezza del lavoro e a far loro comprendere quanto sia importante possedere l’orgoglio del ‘saper fare’. Ritengo che questa sia una delle strade da percorrere per rilanciare la crescita nel nostro sistema Paese”.
 
A proposito di “sistema Paese”, qual è il problema dei problemi per una piccola impresa?
“La mancata tutela nell’ambito dei pagamenti! Tante piccole aziende, dopo aver fatto il loro lavoro, devono scontare una tempistica abnorme per ricevere quanto è loro dovuto e, molto spesso, rimangono vittima di mancati pagamenti. Immagini le conseguenze dal punto di vista del rating bancario. Per non parlare poi – aggiunge Fiorenza Cogliati – dell’atavico problema della burocrazia esagerata e soffocante con cui abbiamo a che fare praticamente tutti i giorni...”.
Il futuro in due parole.
“Aumentare impegno e innovazione per migliorare ulteriormente il nostro lavoro”.
Lei ricopre la carica di presidente di settore in UNIVA, qual è il “messaggio” che si sente di lanciare ai suoi colleghi?
“Solo uno: creare e consolidare la coesione e intensificare la collaborazione. Il migliore aiuto per gli imprenditori è il loro ‘gioco di squadra’. Le ‘reti d’impresa’ rivestono un’importanza strategica, anche dal punto di vista sociale. Noi ne condividiamo una con la cooperativa Il Granello Don Luigi Monza, a cui abbiamo ceduto parte della nostra area produttiva, che si occupa fra le altre cose dell’assistenza dei ragazzi diversamente abili”.

 
Luciano Landoni
pubblicato il: 22/02/2017

 



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