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GRAND HOTEL DES ILES BORROMÉES & SPA - Stresa
Comfort e raffinatezza in riva al lago
STRESA – Gli studiosi del mercato del lavoro le definiscono “ancore professionali”, vale a dire vocazioni a svolgere uno specifico lavoro talmente forti da risultare predominanti e insopprimibili.
L’àncora professionale di Marco Padulazzi, classe 1962, è sempre stata quella dell’albergatore. Tanto è vero che da quasi trent’anni, esattamente a partire dal 1989, è l’amministratore delegato del Grand Hotel des Iles Borromées & Spa di Stresa, un 5 stelle “categoria lusso” al vertice delle classifiche internazionali degli alberghi al top…del top.
 
“Dopo essermi laureato in Bocconi e dopo aver lavorato per un po’ di tempo in un’importante società di revisione dei bilanci e consulenza aziendale, dove peraltro ho conosciuto mia moglie Elisabetta che adesso lavora al mio fianco, ho preso la decisione della mia vita – ci racconta dal suo elegante ufficio direzionale, al primo piano del Grand Hotel -  e ho seguito la tradizione di famiglia, nonché la mia vera vocazione: fare l’albergatore!”.
 
Come volevasi dimostrare, si potrebbe aggiungere…
“Beh, cosa vuole, a Stresa, paese d’origine della mia famiglia, già il mio bisnonno Pietro gestiva una trattoria con ferraggio dei cavalli; poi c’è stato mio nonno Carlo Alberto che ha ulteriormente consolidato e sviluppato la tradizione di famiglia. Non a caso, mio fratello minore, Andrea, si occupa dell’Hotel Regina, a due passi dal des Iles Borromées. Noi apparteniamo alla 4° generazione…”
 
Il Grand Hotel des Iles Borromées ha alle spalle una tradizione storica: fondato nel 1863 dai fratelli Omarini lungo la strada del Sempione, in un periodo in cui la Francia possedeva il monopolio del lusso (da qui la diffusione dei nomi di origine francese di tutti i principali alberghi posti sulla riva piemontese del lago Maggiore, a Stresa in particolare); diventato successivamente di proprietà della società Ciga che negli anni ’70 e ’80 controllava quasi tutti gli alberghi di lusso in Italia e infine, nel 1989, acquistato da una società partecipata dalla famiglia Padulazzi.
“Fu una decisione – ricorda con un pizzico di emozione Marco Padulazzi – ai limiti della… follia. Un impegno da 35 miliardi di lire dell’epoca! Non so se mi spiego… Tenga poi conto che l’albergo necessitava di una radicale ristrutturazione. A Stresa era visto come un… ‘nobile decaduto’, parecchio decaduto. Insomma, oltre ai tantissimi quattrini, bisognava aggiungerci tantissimo lavoro, impegno, entusiasmo e anche qualcosa di più …”.
 
Come si dice, volere è potere …
Marco Pedulazzi sorride e riprende il filo del discorso: “Sì, ha ragione. Però, le posso assicurare che i proverbi un conto è citarli, e un conto è metterli in pratica. Il sottoscritto, la mia famiglia, i soci: ci siamo messi in gioco tutti impegnando tutto! Comprese le nostre case. Se le cose fossero andate male, ci saremmo ritrovati in mezzo alla strada. Oltre all’esborso iniziale estremamente consistente, è stato necessario investire altri 5 miliardi di lire per realizzare una sala riunioni, per rifare un’intera ala dell’albergo e per risistemare radicalmente le camere. Le ripeto: bisognava ridare smalto e vigore ad un ‘nobile decaduto’; era necessario ‘restituire’ l’albergo a Stresa facendolo (ri)diventare un patrimonio della collettività. Inoltre, tanto per aggiungere difficoltà alle difficoltà, ci ha messo lo zampino anche la storia turbolenta di questi ultimi anni”.
 
Ossia?
“Nel 1991 ci fu l’invasione americana nel Kuwait e il turismo di lusso, soprattutto quello di provenienza nord americana estremamente sensibile alle tensioni geo-politiche mondiali, in pratica si bloccò. In ogni caso, nonostante tutto, le posso dire che da quando ci sono io il Grand Hotel des Iles Borromées non ha mai chiuso un bilancio in perdita!”.
 
Il “nobile decaduto” ha rialzato decisamente la testa e ha (ri)preso lo slancio giusto: 214 dipendenti diretti (con i consulenti si arriva a 250) e un fatturato annuo di poco inferiore ai 20 milioni di euro, 158 camere (la suite “Ernest Hemingway” è qualcosa di spettacolare) e la possibilità di ospitare fino a 300 persone.
 
Qual è stato e qual è il “segreto” del successo?
“Tanto lavoro, impegno costante, passione indistruttibile e moltissimo entusiasmo”.
I “soliti” ingredienti che citano un po’ tutti, tanto per… non cambiare?
“Sono d’accordo. Preciso, a costo di continuare a sembrarle poco originale, che l’importante è passare dalle belle parole ai fatti concreti. L’albergo, anche quello di gran lusso, è un po’ come la … salumeria: bisogna stare dietro il banco dove ci sono i soldi e avere la sensibilità e il buon senso della casalinga”.
 
Vale a dire?
“Investire bene le risorse che si hanno a disposizione e circondarsi di buoni collaboratori. L’albergo come lo vede oggi è il frutto delle mie intuizioni e di quelle del mio amico Statilio Ubbiali, un architetto di Verdellino, in provincia di Bergamo, che ha praticamente ‘rifatto’ l’hotel. Poi, come ho detto, c’è la squadra: il primo maitre, lo chef, la responsabile del centro benessere (mia moglie Elisabetta), la governante. Veri e propri responsabili di divisione che mi aiutano a far girare le cose per il verso giusto. L’asso nella manica, in questo mestiere, è solo uno: sbagliare il meno possibile!”.
 
Alla faccia dell’originalità.
“L’importante è essere efficienti ed efficaci e azzeccare le 1000 decisioni che si devono prendere tutti i giorni in pochi istanti”.
Qual è l’ostacolo degli ostacoli più difficile da superare?
“Anche in questo caso, temo di fornirle una risposta che avrà già sentito qualche milione di volte: la burocrazia esagerata e soffocante. Le faccio un esempio: sono 4-5 anni che abbiamo in progetto di rifare l’approdo per le imbarcazioni, modificando l’attracco tradizionale concepito per i battelli di linea (la crociera sul lago è in crisi) e realizzandone uno adatto ai motoscafi. Sono necessari i permessi della conferenza dei servizi, di quella italo-elvetica, del geologo e non ricordo cos’altro ancora. Senza la determinazione ‘feroce’ che mi contraddistingue avrei già lasciato perdere. La verità è che in Italia gli interessi di pochi predominano sugli interessi della collettività”.
 
Progetti per il futuro ce ne sono?
“Certo! Investiremo circa 25 milioni di euro per realizzare una grande sala riunioni di 600 metri quadri e padiglioni per delle piscine interne e per gli altri impianti. Bisogna reagire alla crisi che ha colpito duro: sia il turismo di lusso sia quello congressuale”.

 
Luciano Landoni
pubblicato il: 17/11/2016

G & G PAGLINI – RENAULT - Castellanza
“Perché le cose accadano ci vuole un luogo dove la tua storia incontra il tuo futuro”. Sono le parole che si possono leggere sulle pareti del nuovissima sede della concessionaria G & G PAGLINI-RENAULT di Castellanza (inaugurazione ufficiale giovedì prossimo).
G & G PAGLINI - RENAULT - Castellanza
CASTELLANZA - Giovedì 18 settembre, l’inaugurazione della nuovissima sede a Castellanza della Concessionaria Renault Paglini è stata l’occasione per ribadire, nei fatti, quanto la passione, il lavoro e l’impegno possano rappresentare gli “strumenti” migliori e più efficaci per fronteggiare e sconfiggere la Grande Crisi. Giorgio Paglini e le sue due figlie Elena e Laura hanno accolto i numerosissimi invitati all’inaugurazione ufficiale del Paglini Renault Store trasmettendo loro dosi massicce di “ottimismo della volontà”, a suggello di cinquant’anni di attività.
GALDABINI SpA - Cardano al Campo
La caduta libera si è interrotta (era ora!), abbiamo toccato il fondo (era ora!), adesso confidiamo ardentemente ci sia il “rimbalzo” verso l’alto. Tanto più che la diffusa “sfiducia ha compresso la domanda interna ben oltre quanto giustificato dalla situazione oggettiva dei bilanci familiari e aziendali”.
GASPAROLI SRL - Gallarate
GALLARATE – Si fa presto a dire “made in Italy”: tre parole che possono voler dire tutto e niente al tempo stesso...
GEMELLI SpA - Canegrate
L’imprenditore del 3° millennio assomiglia un po’ agli esploratori del passato: è impegnato a scoprire nuove nicchie di mercato, trasformando delle potenziali opportunità di crescita in reali prospettive di sviluppo. Una ricerca non facile, nel mare agitato della cosiddetta globalizzazione.
GERARDI SpA - Lonate Pozzolo
Secondo le elaborazioni del Centro Studi Ucimu-Sistemi per produrre su dati Istat (consuntivi 2004 e previsioni per l’anno successivo), l’andamento produttivo 2005 per i costruttori di macchine utensili sembra essere confortante, con un’accentuazione della propensione verso l’export.
GEXNANO Srl - Gerenzano
Metti insieme le idee innovative, le conoscenze, i progetti di sviluppo, le visioni del futuro di due biologi molecolari, di un biologo genetista e di un laureato in economia e commercio con master in diritto delle biotecnologie e cosa ottieni?
GIORIA Spa – Lonate Pozzolo
LONATE POZZOLO – “La qualità paga sempre. Anche in tempo di crisi. Anzi, soprattutto in tempo di crisi!”. La strategia operativa di Dario Gioria, 53 anni, presidente della Gioria Spa di Lonate Pozzolo e del gruppo merceologico aziende metallurgiche-siderurgiche dell’Unione degli Industriali della provincia di Varese, è estremamente chiara e pure semplice. A patto, ovviamente, che alle parole seguano i fatti.
GIOVANNI CLERICI & FIGLI SPA - Gallarate
GALLARATE – Fra meno di tre anni, esattamente nel 2019, la Giovanni Clerici & Figli Spa di Gallarate compirà 150 di vita produttiva. Fondata nel 1869 da Giovanni Clerici, l’azienda, oggi, si estende su un’area di circa 25.000 metri quadrati...
GIUSEPPE BELLORA SpA - Fagnano Olona
Centotrent’anni di vita aziendale sulle spalle ti permettono di guardare con un certo distacco i problemi di oggi e di affrontare quelli di domani con il ragionevole ottimismo di chi ne ha viste “di cotte e di crude”.
GIUSEPPE GIANA SpA – Magnago
MAGNAGO – L’avventura imprenditoriale dei fratelli Giuseppe, Paolo, Pierino e Arturo Giana comincia negli anni del “miracolo economico” italiano e prosegue negli anni fino a quando il sodalizio si scioglie e Giuseppe, classe 1943, nel 1990 con la moglie Carmen fonda la Giuseppe Giana Spa.
GOGLIO SPA - Daverio
DAVERIO – Nonostante l’esito del recente referendum popolare inglese – universalmente noto come Brexit – abbia contribuito non poco ad innalzare il livello di caos mondiale, è necessario ricorrere proprio allo slogan coniato dal governo britannico nel 1939 “Keep Calm and Carry On”...
GOLF BROTHERS Srl - Gallarate
Una delle capitali mondiali del lusso si trova a Gallarate: in fondo a via Costa, c’è un portoncino di legno dipinto con il classico british racing green, aperto il quale si accede alla Golf Brothers-Selleria italiana.
GRAIA Srl - Varano Borghi
Dalle autostrade in asfalto (con relativi caselli) per le auto a quelle d’acqua (con relativi caselli) per… i pesci. Alla GRAIA SRL di Varano Borghi (l’acronimo sta per: Gestione e Ricerca Ambientale Ittica Acque), in riva al lago di Comabbio, si occupano proprio di “autostrade acquatiche”.
GRUPPO ALFANO - Busto Arsizio
Le proprie radici non si devono mai rinnegare. Nello stesso tempo, però, occorre adeguarsi ai tempi che cambiano e attrezzarsi per “conquistare” il futuro, cercando di esserne protagonisti e non... vittime.
GRUPPO PANICO COSTRUZIONI – Napoli
BUSTO ARSIZIO – I napoletani… “invadono” Busto Arsizio e la “ristrutturano”. Calma e gesso, stiano pur tranquilli i leghisti doc della prima e dell’ultima ora, si tratta di una… “invasione” del tutto pacifica, anzi, assolutamente benefica. Nel senso che ridarà dignità estetica e residenziale al centro storico di Busto Arsizio...
GUIDO ZOCCHI - Morazzone
Guido Zocchi, 59 anni portati atleticamente, ha ascoltato una trasmissione di Radio 24 che l’ha messo di buon umore. “Sì, è proprio così. Secondo le stime dell’Organizzazione Mondiale del Commercio nel 2012 l’Italia è entrata nel ristretto club dei +100 miliardi di dollari”.
GUTTADAURO COMPUTERS & SOFTWARE Srl – Cassano Magnago
CASSANO MAGNAGO – “L’informatica non fa guadagnare, ma apre la mente!”. Dice così, senza tanti preamboli, Gaetano Guttadauro, 56 anni, managing director della Guttadauro Computers & Software Srl di Cassano Magnago.
 



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