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BRIC’S INDUSTRIA VALIGERIA FINE SPA – Olgiate Comasco
La valigia così bella che più bella (e pratica)… non si può!
OLGIATE COMASCO – Metti insieme tradizione, innovazione, funzionalità, eleganza, leggerezza, resistenza, bellezza, originalità… et voilà il gioco è fatto: la valigia è pronta! Nel senso pieno e letterale del termine. E’ da oltre sessant’anni che alla Bric’s Industria Valigeria Fine Spa di Olgiate Comasco, a due passi da Como, lo fanno realizzando valigie, borse e trolley in pelle, oppure utilizzando materiali innovativi (in particolare, tessuti in polietilene), che esaltano l’eccellenza, la creatività e il buon gusto “made in Italy”.
 
“Il settore pelle, comprensivo di tutte le sue principali componenti come i conciatori, i costruttori di macchinari per la pelletteria, i calzaturieri e i pellettieri, è da sempre uno dei punti di forza della bilancia commerciale italiana, con un valore dell’export che supera i 10 miliardi di euro all’anno”, ci dice Roberto Briccola, classe 1955, presidente di Bric’s e di Mipel.
Un connubio perfetto fra manifattura e… arte?
“Sono sostanzialmente due i modi di lavorare la pelle. Il primo è legato ai grandi marchi ai quali devi essere capace di offrire qualcosa di particolare; il secondo consiste nel creare un marchio proprio. Noi adottiamo sia il primo che il secondo”.
Roberto Briccola, da buon imprenditore, sintetizza in poche parole una storia aziendale cominciata subito dopo la 2° Guerra Mondiale per merito di suo padre Mario, nato nel 1925, che, dopo aver "appreso" il meglio della produzione delle valigerie varesotte, ha fondato nel 1952 la Valigeria Briccola.
 
“Proprio in quell’anno mio padre effettuò la sua prima vendita a Firenze. Andando direttamente dai clienti. Oggi, sembra una cosa scontata; ma all’epoca era qualcosa di … rivoluzionario. Già nel 1960 i dipendenti erano 100 e nel 1968 nacque il marchio Bric’s, con il genitivo sassone. Una sorta di ‘sigillo’ della vocazione internazionale dell’azienda. Venne creata anche una rete di rappresentanza. Insomma, mio padre ci ha insegnato ad essere in anticipo sui tempi …”.
Bric’s è a tutti gli effetti un’azienda glocale e familiare: orgogliosa delle proprie radici locali e proiettata verso i mercati di tutto il mondo (negli ultimi 10 anni, con investimenti di circa 800.000 euro all’anno, la famiglia Briccola ha aperto 50negozi in Italia e all’estero, di questi 25 gestiti direttamente); “governata” dagli figli di Mario Briccola e della moglie Palma Lidia (una signora di 88 anni considerata all’unanimità la “regista” dell’intero contesto familiare).
 
“Ci siamo ritagliati dei ruoli e delle funzioni complementari. Io – precisa Roberto Briccola – mi occupo dello sviluppo dei prodotti; Mariangela, del 1953, è la responsabile delle risorse umane e dell’area amministrativo-finanziaria-legale; Giovanni, nato nel 1961, è operations manager; Attilio, classe 1963, è direttore generale e segue l’Asia e il resto del mondo; Pietro, del 1966, è responsabile dei mercati dell’America, dell’Inghilterra e della Germania; Beatrice, nata nel 1957, ha la responsabilità dei punti vendita. Infine, ci sono Margherita, classe 1951, e Gabriella, del 1952, che fanno parte della proprietà, ma non sono coinvolte nella gestione operativa dell’impresa”.
 
Com’è il “confronto” fra tutti voi?
“Sempre leale e continuo, con un unico fine: il bene dell’impresa. Io sono entrato in azienda del 1978 e ho dovuto affrontare momenti difficili. La concorrenza interna ed estera, cinese in particolare, ha provocato un inevitabile calo dell’occupazione. Abbiamo stretto i denti e abbiamo guardato avanti, puntando sulla qualità e sulla funzionalità. La valigia non deve essere solo bella, deve anche servire allo scopo per il quale è stata realizzata”.
Oggi Bric’s impiega 125 persone (70 impegnate nella produzione), fattura 40 milioni di euro all’anno ed esporta oltre il 60% del fatturato.
“Abbiamo chiuso il 2015 con un buon margine di redditività. E’ difficile, in Italia, fare impresa. Oltre alle tasse esagerate e alla burocrazia soffocante, bisogna mettere in conto anche le piaghe della contraffazione e dell’abusivismo. Un combinato disposto negativo che si ‘mangia’ circa il 50% del consumo. Nel nostro Paese, da questo punto di vista, c’è troppa tolleranza … Inoltre, voglio sottolineare la scarsa collaborazione delle banche. Gli istituti di credito dovrebbero imparare a considerare e  apprezzare il valore dell’intangibile: il marchio che identifica un prodotto fatto di bellezza, buon gusto, originalità. Non si può valutare l’impegno e il valore di un’azienda solo basandosi sul rating!”.
 
Torniamo alla componente familiare, la 2^ generazione è super-attiva e la 3^?
“La mission aziendale si integra con la vision. Entrambe si nutrono di idee e progetti nuovi. Per entrare in Bric’s sono indispensabili due requisiti: garantire effettivamente un valore aggiunto all’azienda; dimostrare di possedere la professionalità adeguata. Mio figlio Giorgio, nato nel 1985, dopo un'esperienza di 5 anni negli Stati Uniti da Bloomingdale's, ora segue clienti strategici (tipo Rinascente); mio nipote Tommaso, classe 1990, figlio di Giovanni, è ingegnere (scienza dei materiali) e dopo un’esperienza lavorativa in Cina mi affianca nello sviluppo del prodotto; l’altro mio figlio Carlo, del 1988, si occupa di logistica fuori però dall’azienda di famiglia. Come vede la 3° generazione è a sua volta attiva e… scalpitante”.
 
Per un’industria specializzata nella realizzazione di valigie di lusso, cosa significa fare ricerca e sviluppo?
“Tante cose. Cominciamo con la collaborazione stretta con gli stessi competitor. C’è poi quella strettissima con i clienti. Le faccio un esempio: il brand Campari, celebre in tutto il mondo, è stato raffigurato da un artista del calibro di Bruno Munari e noi abbiamo creato, e creiamo tuttora, delle valigie e dei trolley che riproducono quell’opera d’arte, col che mettiamo insieme l’arte stessa, l’italianità e il brand. Lavoriamo poi con marchi come Pininfarina, Moleskine, Missoni. Il 14 novembre 1980 abbiamo depositato il brevetto dell’invenzione della valigia rigida con cerniera lampo. Nel 1991 abbiamo creato la valigia fatta con tessuti tecnici. Nel 2011 abbiamo inventato il trolley con struttura autoportante e materiale ultraleggero a memoria di forma. Più in generale, il miglioramento qualitativo del prodotto è fatto dalla cura dei dettagli. Un prodotto eccellente è un insieme di tanti dettagli eccellenti. Attualmente, siamo ‘attratti’ dai tessuti in polietilene e ne stiamo studiando le applicazioni. Una valigia deve essere bella, anzi, ‘attraente’, leggera, facile da trasportare e resistente ai… maltrattamenti”.
Detto così sembra (quasi) facile.
 

 
Luciano Landoni
pubblicato il: 13/07/2016

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