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VENANZIEFFE Srl – Parabiago
La “risorsa rifiuto”, ecco come!
PARABIAGO – Parafrasando una delle più note composizioni-canzoni del cantautore Fabrizio De André (Via Del Campo) si potrebbe dire che se dai diamanti non nasce niente, dai rifiuti possono nascere i… fiori.
A patto, però, che questi ultimi vengano raccolti, immagazzinati e trattati secondo criteri operativi improntati alla competenza tecnica e al rispetto dell’ambiente.
Esattamente gli stessi che ispirano da oltre cinquant’anni l’attività della Venanzieffe Srl di Parabiago.
 
“Alla fine degli anni ’50 mio padre Paolo, nato nel 1924 e scomparso nel 1985, integrava la propria attività recuperando le lattine di olio bruciato, come veniva definito allora. Le caricava su un pulmino blu Volkswagen, ne estraeva il contenuto e lo raccoglieva in fusti. E’ cominciato tutto così…”, racconta Franco Venanzi, classe 1959, amministratore della Venanzieffe Srl che manda avanti con la moglie Cele, i due fratelli della stessa Antonio e Paolo e una cinquantina di collaboratori, compresi i due giovani figli Lisa e Paolo, più la moglie di quest'ultimo, Elena, che è il legale interno della società.
 
Insomma, un’azienda familiare che è cresciuta nel tempo e che ha intenzione di continuare a farlo.
“La forza sta nella famiglia – sottolinea Franco Venanzi – e nell’impegno di ciascuno di noi disposto a fare tutto e persino… qualcosa di più! Se dai il buon esempio, hai il pieno diritto di pretendere la stessa cosa dai tuoi collaboratori”.
Semplice, chiaro, diretto.
 
La filosofia dei fatti contrapposta a quella delle belle parole (fine a se stesse e del tutto inutili).
Il core businessdell’azienda, trasformatasi in società a responsabilità limitata nel 1992, consiste nel recupero degli oli lubrificanti che fanno girare ogni tipo di motore (comprese le emulsioni oleose), nonché di tutti i rifiuti che vengono prodotti dal settore auto (batterie, marmitte, vetro, pastiglie dei freni, olio).
“Lavoriamo concentrandoci sulle province di Milano, Como, Varese, Lecco e Monza  Brianza. Mio padre cominciò la sua attività nell’area varesina. Il nostro fatturato annuo si aggira intorno agli 8 milioni di euro”.
 
Voi lavorate esclusivamente per il mercato interno, letteralmente “tramortito” dalla Grande Crisi. Come avete reagito?
“E’ chiaro che abbiamo inevitabilmente subito la contrazione dell’intero settore industriale. Ci ha ‘salvato’ il comparto auto. Per quanto ci riguarda, più l’auto è… vecchia e meglio è. Rimane il fatto che tutte le volte che aumenta il prezzo della benzina noi non facciamo salti di gioia. Si circola di meno, con tutte le conseguenze del caso”.
Che fine fanno i rifiuti che raccogliete e di che “numeri” stiamo parlando?
“Vengono immagazzinati nel nostro centro di raccolta. Dopo lo smistamento, vengono poi avviati agli impianti di recupero. Su base annua raccogliamo, trasportiamo e trattiamo dalle 40 alle 45.000 tonnellate di rifiuti. Abbiamo a disposizione una flotta di 40 camion, tra piccoli e più grandi, che ogni giorno escono vuoti dalla nostra sede di Parabiago e vi tornano pieni. I nostri clienti sono complessivamente 6.000. Se mio padre fosse ancora qui, sono certo che sarebbe contento della crescita aziendale…”.
 
Parlare di rifiuti significa affrontare la questione ecologica e conseguentemente il tema complesso e delicato del rispetto dell’ambiente e dello sviluppo “sostenibile”…
“Certo. Il concetto stesso di rifiuto ha subìto un’evoluzione nel tempo. Adesso il rifiuto è diventato una risorsa. Il riciclo e il riutilizzo sono alla base di questa evoluzione. E’ giusto che sia così ed è ancora più giusto eliminare gli sprechi e rispettare l’ambiente in cui tutti noi lavoriamo e soprattutto viviamo. La nostra professionalità e la nostra credibilità si basano proprio su queste considerazioni oggettive”.
 
Quali sono i principali problemi da risolvere all’interno di questa particolare attività?
“A parte le difficoltà di pagamento, il nodo più intricato da sciogliere rimane quello della burocrazia. Tenga conto che a causa di questa immane zavorra per un dipendente che lavora sul campo ce n’è un altro obbligato a rimanere in ufficio a gestire le… scartoffie. Ogni documento di trasporto rifiuti deve essere numerato e vidimato dall’ufficio registri. E poi c’è la… piaga del Sistri, vale a dire il sistema di tracciabilità dei rifiuti. Un software complicato e del tutto inefficiente. Anzi, per essere chiaro: un sistema che c’è, costa e non funziona! Paghiamo 9.000 euro ogni anno di tasse in merito a questa specifica incombenza e siamo costretti a impiegare un paio di persone per gestire qualcosa che … non funziona. Il massimo del minimo! Sono presidente di ANCO, l’Associazione Nazionale Concessionari Consorzi, e nel mio ultimo editoriale pubblicato sulla nostra rivista trimestrale sa cosa ho scritto?”.
 
Cosa ha scritto? 
“Cito testualmente: siamo presenti ai tavoli ministeriali per tutelare le aziende associate a ANCO; il Sistri incombe sempre… ma tutto tace! Le istituzioni sono, tanto per cambiare, latitanti. Tenga presente che il sistema Sistri è gestito da Finmeccanica”.
Dal punto di vista occupazionale, cosa mi dice?
“Noi in azienda crediamo molto nei giovani e investiamo su di loro. Ne abbiamo anche assunti di recente. Io, qui dentro, sono il più vecchio. Ci vorrebbe però più umiltà da parte loro. Chi lavora deve essere disposto ad essere… misurato in base ai fatti, ai risultati raggiunti. E’ su queste basi che deve essere costruita la collaborazione fra datori di lavoro, maestranze, sindacati”.
Che ne dice del jobs act?
“Tante belle parole. Più fumo che arrosto…”.

 
Luciano Landoni
pubblicato il: 22/06/2015

VAGO SpA - Busto Arsizio
Quasi sessant’anni di storia e la vocazione imprenditoriale nel dna familiare. “L’azienda è stata fondata nel 1952 da nostro padre Cesare e da suo fratello Giuseppe, a Busto Arsizio. Entrambi decisero di tingere i filati e non i tessuti per evitare di far concorrenza ai cugini Cerana”.
VENERUZ FABIO - Castellanza
La sua vocazione è sempre stata la vendita, valorizzata da una duplice sensibilità umana e artistica fuori dal comune, arricchita da un’umiltà sincera e non di facciata.
VHT Srl - Bodio Lomnago
“Io sono un vecchio repubblicano e il progetto imprenditoriale su cui si basa VHT Srl, acronimo che sta per Varese hoisting technology, è lo stesso delle cooperative mazziniane all’interno delle quali, come sosteneva Garibaldi, non ci devono essere né padroni né schiavi!”.
VIBA SpA - Tradate
Il 2008, economicamente parlando, rischia di essere un anno difficile. Il barile di petrolio che ha sfondato la soglia dei 100 dollari, il terremoto finanziario innescato dalla crisi dei mutui subprime, l’iper-valutazione dell’euro rispetto al dollaro e, in aggiunta, una crescita economica dell’Italia al rallentatore.
VILLAGGIO AMICO Srl - Gerenzano
“Per lavorare qui non è sufficiente dimostrare di avere professionalità e senso di responsabilità, ci vuole anche il sorriso!”. Dice proprio così Massimo Riboldi, giovane manager di 46 anni, consigliere delegato di Villaggio Amico Srl di Gerenzano. Una struttura medica, specializzata nella cura e nella gestione delle problematiche legate alla terza età. “Il solidarismo intelligente è la bussola che guida il nostro lavoro”.
VITO RIMOLDI SpA - Legnano
Il passaggio di testimone da una generazione all’altra, all’interno di un’azienda, è sempre una fase complessa e delicata, che va gestita con cura.
VOLTA ROBOTS - Gerenzano
GERENZANO – Cominciamo con un po’ di filosofia platonica di base: l’importate è il concetto che, una volta compreso e assimilato, diventa indistruttibile e ti consente di affrontare e gestire la realtà. Il concetto di “sentiero” è stato “compresso” nella “rete neurale” di BASE 1 che, attraverso una telecamera, è in grado di vedere la realtà circostante e muoversi al suo interno in maniera “intelligente”.
 



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