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ROSSINI SpA – Rescaldina
Dalle selle alle matrici per la stampa, il… “galoppo” rivoluzionario
RESCALDINA – “Sono nato in Italia e sono orgoglioso di essere italiano, ma mi sento un cittadino del mondo”, dice Felice Rossini, 71 anni, presidente della Rossini Spa di Rescaldina: due stabilimenti produttivi in Italia (Rescaldina e L’Aquila), cinque all’estero (Spagna, Romania, Brasile, Stati Uniti, India), oltre ad uffici commerciali in Germania, Francia, Inghilterra e Cina.
 
“Delle vendite dei nostri prodotti ci occupiamo direttamente noi, non ci sono agenti”, ci tiene a sottolineare Felice Rossini.
L’azienda è stata fondata nel 1928 da Erminio Rossini, padre di Felice, e all’epoca realizzava artigianalmente articoli in pelle per cavalli (selle e finimenti).
“La trasformazione radicale è avvenuta negli anni ’70, allorché siamo diventati leader mondiali nella produzione di rulli per la stampa degli imballaggi. Un mercato di nicchia che siamo stati capaci di occupare – racconta Felice Rossini - grazie a una mia invenzione del 1976. Da allora ho depositato almeno 30 brevetti. Mi considero il ‘cervello creativo’ dell’azienda, ancora oggi fornisco le idee che poi i miei collaboratori sviluppano”.
 
Invenzione, innovazione e internazionalizzazione: il Teorema delle “Tre I”, potremmo chiamarlo.
E’ grazie ad esso che la società di Rescaldina è arrivata ad occupare 400 persone (100 in Italia fra la sede principale e L’Aquila), con un fatturato annuo complessivo di 50 milioni di euro.
“Siamo in crescita e nel 2017 – precisa Felice Rossini – contiamo di arrivare a 70. Il nostro insediamento produttivo più grande si trova negli Stati Uniti e quello più recente, aperto nel 2014 in India, è diventato pienamente operativo dal marzo di quest’anno. La burocrazia che c’è in India è qualcosa di incredibile, peggio che in Italia. Sempre in India abbiamo investito circa 6 milioni di euro”.
 
Alla faccia della Grande Crisi, siete in netta controtendenza positiva. A cosa si deve tanto dinamismo?
“All’innovazione continua. Abbiamo da poco realizzato un nuovo prodotto, vale a dire una matrice da stampa per le rotative che al posto della gomma impiega il poliuretano garantendo così una maggior durata e un minor consumo di inchiostro, che ci farà fare un ulteriore salto qualitativo. Nel nostro laboratorio di ricerca in Spagna, dove abbiamo investito 500.000 euro, lavora un ingegnere spagnolo veramente in gamba. A L’Aquila c’è il laboratorio per il controllo della qualità. Devo dire che sono circondato da collaboratori straordinari. Lo staff operativo è fantastico”.
 
Il “capitale umano”, una volta di più, si rivela il vero “valore aggiunto” dell’attività d’impresa?
“Certo. Svolgo personalmente i colloqui di lavoro, senza l’intermediazione delle società che si occupano di ricerca del personale. La conoscenza diretta è fondamentale. Chiedo sempre di conoscere anche le mogli di coloro i quali lavoreranno con me. La mia… ‘fortuna’ è sempre stata quella di saper scegliere le persone giuste!”.
 
Retaggio dell’azienda familiare…
“Condotta però con criteri manageriali. Non sono un accentratore, altrimenti non saremmo potuti crescere all’estero come è avvenuto. Gli stabilimenti collocati nel mondo vengono gestiti da manager, non necessariamente italiani. La nostra è un’attività internazionale, condotta con una mentalità internazionale. La responsabile commerciale dell’impresa è mia moglie Paola, affiancata da mia figlia Giulia e il direttore generale è suo marito Marco, ex manager di una grande impresa. Il futuro sarà nelle mani di mia figlia e di mio genero”.
 
Due parole, due, sul futuro.
“Lo vedo bene. Noi lavoriamo con il mondo intero e l’export è una componente essenziale della nostra attività. Con simili premesse, direi che è relativamente facile essere ottimisti. L’azienda è fortemente capitalizzata e gli investimenti incidono ogni anno per circa il 10% del fatturato, stiamo parlando di qualcosa come 4-5 milioni di euro. Certo, ci facciamo anche finanziare. L’insediamento in India, per esempio, è il frutto di una collaborazione con Simest, la società pubblica controllata dalla Cassa Depositi e Prestiti che ‘aiuta’ le imprese italiane all’estero”.
 
A proposito di collaborazione con il settore pubblico, che ne dice del “sistema Italia”?
“Dico che è perfettamente inutile stare a lamentarsi continuamente. Meglio, molto meglio, che ognuno si dia da fare per dare il proprio contributo. Io sono nato a Varese e, come ho già detto, sono orgoglioso di essere italiano”.
 
Se avesse il potere di farlo, quale sarebbe il “problema dei problemi” che vorrebbe risolvere?
“Mi bastano tre parole: detassazione sugli investimenti”.
 
Dopo l’entrata in vigore del Jobs Act (la pietra angolare della riforma del mercato del lavoro), a marzo di quest’anno c’è stato un saldo attivo tra nuovi contratti e cessazioni dei rapporti di lavoro di oltre 92.000 unità, con un netto aumento dei contratti a tempo indeterminato (più di 54.000 sul marzo 2014). Una “svolta” finalmente positiva?
“Il provvedimento legislativo è senz’altro buono. Ha fornito un indubbio incentivo alle assunzioni. Noi stessi, tra L’Aquila e Rescaldina, abbiamo da poco trasformato 6 contratti a tempo parziale in assunzioni a tempo indeterminato. Occorre proseguire nel ‘rilancio’ del lavoro italiano, viste anche le richieste provenienti dall’estero”.
 
In che senso?
“Capita spesso che i nostri clienti ci chiedano espressamente un prodotto realizzato in Italia. Il ‘made in Italy’ conserva intatta una forte attrattiva”.

 
Luciano Landoni
pubblicato il: 24/04/2015

RANCILIO MACCHINE PER CAFFE' SpA - Villastanza di Parabiago
“Vuole un caffè?”. Difficile dire di no, per almeno due motivi: 1) il caffè è la bevanda corroborante per eccellenza e ti tira su in un momento in cui tutto va giù; 2) la richiesta parte da Luca Rancilio, imprenditore quarantaduenne di 3° generazione, dell’omonima impresa leader mondiale nella costruzione di macchine per caffè.
RG ITALIA PRODUCTION Srl - Casorate Sempione
Dai sublimi voli poetici di Francesco Petrarca (quello delle “Chiare fresche e dolci acque…”) alle esigenze più prosaiche di Stefano Carraro e Giuseppe Ielpo (quelli della “osmosi inversa”). Soggetti molto diversi fra loro, e tuttavia accomunati da un’unica… passione: l’acqua.
RODOLFO COMERIO SRL
SOLBIATE OLONA – Non sapevano che fosse impossibile e allora l’hanno fatto; anzi, per meglio dire: si sono “rifiutati” di considerarlo inattuabile e sono stati capaci di realizzarlo. Cosa? Due mega impianti per la calandratura di film plastici che finiranno in Cina e che serviranno per produrre rivestimenti di tetti e pavimenti.
RODOLFO COMERIO SRL - Solbiate Olona
SOLBIATE OLONA – Ci sono aziende industriali talmente abituate a stabilire record produttivi che finiscono per diventare concorrenti di… se stesse. E’ il caso della Rodolfo Comerio Srl di Solbiate Olona, azienda leader mondiale nella progettazione e costruzione di impianti per la calandratura di pvc e gomma (in pratica, dalla materia prima si ricavano film dello spessore di qualche micron).
ROSSI D'ANGERA Srl - Angera
La sede dell’azienda è moderna, ma il cuore è antico. Antichissimo. La famiglia Rossi d’Angera - dal 1847 - distilla grappe pregiate per i palati esigenti e raffinati di mezzo mondo.
ROTOPRINT SOVRASTAMPA Srl - Lainate
L’attività è così particolare che non è nemmeno contemplata dalla classificazione Istat relativa ai comparti merceologici in cui è suddiviso il settore industriale. Si chiama sovrastampa e consiste nel riutilizzo-riciclaggio degli imballaggi che avvolgono i prodotti più disparati (dai biscotti al caffè, dai surgelati agli yogurt, dai tortellini al prosciutto, dai medicinali ai concimi) attraverso una tecnica mediante la quale si possono correggere errori (per esempio un codice a barre scorretto), aggiungere particolari (l’immagine di una minestra dal verde pallido che diventa brillante), creare nuovi sfondi e reinventare così l’imballaggio senza buttare via niente e senza produrre nuovi rifiuti. Risparmio e rispetto dell’ambiente: due vantaggi in un’unica soluzione.
 



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