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Scarpa & Colombo Srl
Le “frecce” che viaggiano veloci, sempre più veloci!
LEGNANO – Un caso raro di “comunicazione aziendale” in netto anticipo sui tempi e con il contributo straordinario delle belle lettere e della pittura.
Per la prima, addirittura il “Manifesto tecnico della letteratura futurista” (laddove si inneggia alla “bellezza della velocità”, punto 4) e per la seconda, un quadro dell’ “aeropittore futurista” bustocco Ivanhoe Gambini.
 
Correva l’anno 1933 e i fondatori dell’azienda Scarpa & Colombo, i cognati Gaetano Scarpa e Giovan Battista Colombo, dieci anni dopo aver messo in piedi l’attività imprenditoriale di progettazione e produzione di valvole per motori a scoppio in quel di Legnano, decisero che non era sufficiente fare bene il proprio lavoro, occorreva anche “trasmettere” questa particolare abilità.
 
Né l’uno né l’altro, con tutta probabilità, erano “esperti” in marketing della comunicazione, eppure il risultato pratico della loro idea dimostra quanto meritassero in proposito la laurea honoris causa: una freccia simbolo evidente della proiezione verso il futuro, circondata da una serie di veicoli in procinto di sfrecciare a tutta velocità sulle strade, nei cieli e sui mari.
 
Le “valvole freccia” da oltre novant’anni rappresentano a pieno titolo l’eccellenza produttiva del “made in Italy” nel mondo.
“Mio nonno Gaetano e mio zio Giovanni Battista hanno sempre avuto delle idee innovative, soprattutto in rapporto alla loro epoca” dice Albertina Scarpa, classe 1951, responsabile dell’area amministrativa dell’azienda di famiglia.
 
“La nostra società – precisa suo cugino Giuseppe Scarpa, nato nel 1965, che sovraintende alle problematiche commerciali e produttive della Scarpa & Colombo Srl – ha sempre avuto una vocazione internazionale: noi esportavamo valvole per motori a scoppio in Vietnam ancora prima che scoppiasse il conflitto con gli Stati Uniti…”.
Entrambi, Albertina e Giuseppe, appartengono alla 3° generazione imprenditoriale.
 
“Nostro nonno Gaetano morì prematuramente sul lavoro nel 1941 e lo zio Battista si ritrovò da solo. Non si scoraggiò. Anzi, trasse ulteriore stimolo dalla disgrazia e incaricò il pittore Gambini di disegnare il logo della società, una freccia, e di coniugarlo al concetto-mito della velocità. Un’idea che ancora oggi mantiene intatta la sua forte carica comunicativa” spiega Albertina Scarpa.
“Noi abbiamo ricevuto il testimone aziendale dai nostri padri, figli di nonno Gaetano. Mio padre Carlo è scomparso due anni fa” osserva Giuseppe Scarpa.
“Mio papà Venanzio ha novant’anni. Ogni tanto si fa ancora vedere in azienda – sostiene Albertina – e chiede come vanno le cose. Non è stato facile prendere il loro posto…”
 
La successione generazionale, soprattutto in azienda, non è mai facile.
“Per quanto mi riguarda – prosegue Albertina Scarpa – è avvenuta quasi per caso. Dopo essere entrata ‘in crisi’ durante il mio percorso formativo all’università, facoltà di lettere, ho accettato l’invito di mio padre a venire in azienda per riordinarne l’archivio. Sono arrivata fra la fine del 1973 e l’inizio del ’74 e… mi sono trattenuta”.
“Io sono entrato alla fine degli anni ’80 – interviene Giuseppe – e l’ho fatto di mia volontà. Ho cominciato a girare il mondo, alla ricerca di nuovi mercati di sbocco. Assecondando peraltro una vocazione che è sempre stata nel dna aziendale”.
 
Le “valvole freccia” non temono la globalizzazione?
“Siamo abituati a gestire i momenti di crisi. Come ho già detto, ben prima che si cominciasse a parlare di allargamento dei mercati noi esportavano le nostre valvole in Vietnam, Singapore, Cambogia. Negli anni ’90 – continua Giuseppe Scarpa-  il mondo è cambiato e i Paesi di nuova industrializzazione sono entrati ‘a gamba tesa’ nei mercati internazionali, forti dei loro bassi costi di produzione. Ci siamo dovuti adeguare. Qualità e internazionalizzazione. Ricerca di sbocchi verso l’Est, verso la Cina”.
 
Nel 1992 nasce la Freccia International Srl che si focalizza sul mercato delle riparazioni e diventa complementare con la Scarpa & Colombo Srl.
 
“Sempre all’inizio degli anni ’90, prendiamo contatti con un partner indiano e nel 1996 – sottolinea Albertina Scarpa– stipuliamo con lui una joint venture che attualmente ci vede partecipi di circa il 30% del capitale societario di un grande gruppo industriale che controlla 30 stabilimenti produttivi in India. Per aggredire i nuovi mercati, in particolare quello cinese, è indispensabile essere presenti sul posto”.
 
Insomma, una piccola azienda familiare che si è “attrezzata” per competere con i colossi mondiali del settore?
“Non c’erano alternative. Gli imprenditori non devono avere paura di investire. Se cessano di farlo – replica Albertina – diventano facili prede dei ‘colonizzatori’ stranieri”.
“Vero, anzi, verissimo. Aggiungo che ci meriteremmo un sistema Paese più efficiente di quello che abbiamo e che fa … acqua da tutte le parti – commenta Giuseppe –, possibile che non si riesca mai a risolvere i gravi problemi che ci affliggono da una vita?”.
 
Quali, per essere precisi?
“Primi fra tutti una spesa corrente che sembra essere incomprimibile e che include sprechi assurdi e una corruzione che continua a dilagare e che è stata stimata superiore ai 60 miliardi di euro – sentenzia Giuseppe Scarpa –, per non parlare poi del grosso nodo delle partecipate pubbliche e delle municipalizzate. La fiscalità locale è in crescita continua e continua ad assestare mazzate sulle nostre teste. C’è bisogno di cambiare sul serio”.
“E’ anche una questione di immagine, quella che il nostro sistema Paese trasmette di se stesso all’estero non è certo delle migliori. Eppure, in Italia, ci sono tante cose belle, che vanno bene. Dobbiamo recuperare – rincara la dose Albertina – il senso e l’orgoglio dello Stato”.
Il gruppo industriale dei cugini Scarpa (Scarpa & Colombo e Freccia International) occupa complessivamente 40 persone, indotto escluso, e fattura circa 14 milioni di euro all’anno, senza contare il giro d’affari della partecipata in India.
 
Quale sarà il vostro futuro?
“La tradizione va continuamente rinnovata. Ogni anno investiamo dai 90 ai 100.000 euro in risorse umane e l’aggiornamento tecnologico non viene mai meno. Le nostre valvole, in sostanza, aprono e chiudono i motori a scoppio e ne seguono passo dopo passo l’evoluzione. Il che significa – rispondono Giuseppee Albertina Scarpa – attenzione assoluta ai nuovi materiali e alle problematiche ecologiche. Da questo punto di vista, in particolare con riferimento all’utilizzo di nuovi materiali, è utilissima la collaborazione con il partner indiano. Inoltre, in rapporto ai nuovi sbocchi commerciali, saranno indispensabili approfondite analisi di mercato dal momento che la realtà con cui abbiamo a che fare è sempre più… volatile”.
 
Le… “frecce” vanno scoccate con attenzione estrema, il “bersaglio” è in costante movimento.

 
Luciano Landoni
pubblicato il: 07/04/2015

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E' un figlio d’arte, nel senso che ha respirato l’aria degli aeroporti sin da giovane. “Non poteva essere altrimenti, visto che mio padre Giuseppe, con Lupo Rattazzi, nel 1989 ha fondato la compagnia area Air Europe” ci dice Rudolph Gentile, nel suo ufficio al 3° piano di una delle Torri di Gallarate. Da allora ad oggi il giovane Rudolph, che adesso di anni ne ha 41, di strada ne ha fatta decisamente tanta.
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SAPI SRL – San Vittore Olona
SAN VITTORE OLONA - Piccoli produttori di materiali da stampa informatica che sono però diventati l’azienda numero 1 in Italia e fra le prime dieci in Europa. La piccola industria fondata ventidue anni fa da Franco Ferreri e da sua moglie in quel di San Vittore Olona si chiama Sapi, occupa 50 dipendenti, fattura dai 9 ai 10 milioni di euro l’anno...
SAPORITI ITALIA SpA - Besnate
L’evoluzione della specie nel caso della Saporiti Italia SpA di Besnate, storica azienda locale specializzata nella fabbricazione di mobili, si sintetizza in due parole: design management.
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