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BESANI Srl - Besnate
Qualità e sostenibilità “made in Italy”
Prende il via nel 1969 l’avventura imprenditoriale dei “magnifici tre”: Besani, Riva e Tresoldi. Una delle tante storie di (stra)ordinaria esperienza umana e professionale che hanno reso il nostro Paese la seconda economia manifatturiera d’Europa.
 
La Besani Srl di Besnate è il frutto del desiderio di “mettersi in proprio” di tre persone che hanno sempre creduto nella serietà e nella qualità del lavoro italiano.
“Mio padre Alberto è del 1943 ed è attivissimo in azienda, così come Antonio Tresoldi che di anni ne ha 88. Besani non fa più parte della società, al suo posto c’è la figlia Liviana. Io sono entrato nel 1995 – racconta Mario Riva (nella foto), 42 anni, procuratore della Besani Srl Italia – e da quell’anno è iniziato il processo di internazionalizzazione dell’impresa”.
La società di Besnate produce tessuti a maglia (oltre 100.000 metri all’anno) di elevata qualità per capi di abbigliamento di fascia alta, fattura 6 milioni di euro nell’arco dei dodici mesi, occupa 30 dipendenti, ed esporta il 45% del fatturato.
“In realtà, comprendendo le esportazioni indirette, vale a dire la propensione all’export dei nostri principali clienti tipo i grandi marchi della moda francese, raggiungiamo tranquillamente il 100%. La Cina è il nostro principale mercato di sbocco, la classe agiata cinese è letterarmente ‘affamata’ di made in Italy. Ci sono poi i mercati dell’Unione Europea e quelli degli Stati Uniti. La qualità superiore del made in Italy è apprezzata e ricercata ovunque. Accanto alla qualità – precisa Mario Riva – occorre garantire anche la totale sostenibilità del prodotto”.
 
Ossia?
“La garanzia che i materiali usati non rechino alcun danno alla salute dell’uomo e siano trattati secondo standard produttivi eco-compatibili. Ѐ precisamente per questi motivi che la nostra azienda, insieme con altre 5 imprese di tutta la filiera nazionale del tessile-abbigliamento, ha aderito al programma Detox di Greenpeace”.
 
Di cosa si tratta?
“Dell’impegno rigoroso, e naturalmente verificabile, di produrre tessuti senza l’utilizzo di agenti chimici. In tutto, se ne devono eliminare 11 entro il 2020. Tre di questi fanno riferimento specifico alle aziende che si occupano di stampa e della realizzazione di prodotti sintetici. Per quanto ci riguarda, siamo un’azienda certificata che ha cioè già eliminato 8 agenti chimici nel proprio processo produttivo. Il nostro credo aziendale si basa sulla volontà di produrre tessuti di alta qualità e contenuto fashion senza gravare in modo irrimediabile sull’ambiente. La strategia operativa si fonda sulla scelta delle tecnologie meno energivore e sulla selezione dei nostri fornitori attraverso criteri quali la condivisione di obiettivi comuni, la fiducia e la vicinanza geografica. Solo mediante – aggiunge Mario Riva – uno sforzo sinergico, attivato da tutti i soggetti produttivi della filiera, è possibile realizzare una moda etica e sostenibile”.
 
Qualche esempio pratico.
“Dagli anni ’60 realizziamo tessuti a maglia per polo e t-shirt, per il tempo libero e abbigliamento da golf in cotone pregiato. Produrre in Italia con fornitori italiani significa rispettare leggi e regolamenti ambientali rigidi, ma noi crediamo che si debba andare oltre e cercare di migliorare continuamente il processo produttivo. Detox, in questo senso, è un’opportunità. Eliminare dalle t-shirt le sostanze dannose non è solo un dovere morale verso l’ambiente e noi stessi ma è anche un fattore di competitività per valorizzare i nostri prodotti”.
 
La Grande Crisi, quindi, si batte con la qualità e la sostenibilità?
“Noi non abbiamo mai licenziato nessuno. Chi se n’è andato l’ha fatto o perché ha raggiunto l’età pensionabile oppure perché ha cambiato residenza. Per noi il 2010 è stato l’anno peggiore: un vero e proprio crollo delle vendite e una diminuzione del fatturato annuo del 40%, ci siamo attestati a fatica sui 3 milioni di euro. Poi è cominciato il recupero. Ci siamo dati da fare. Abbiamo decisamente puntato sui mercati internazionali. Il mio principale compito qui dentro è proprio quello di occuparmi di tutta l’area export: dalle fiere ai clienti esteri. Il 2014 si sta chiudendo positivamente e, se le cose adranno avanti di questo passo, ci potrebbero essere addirittura delle opportunità occupazionali”.
 
Che ne dice della riforma del mercato del lavoro, altrimenti nota come jobs act?
“Una cosa è certa: se un imprenditore ha dei buoni dipendenti se li tiene stretti. Se, invece, qualcuno è affetto da ‘assenteite cronica’ per i motivi più disparati, beh, allora, l’azienda ne deve poter fare a meno. In questo senso, ben venga la riforma del mercato del lavoro”.
 
Il trattamento di fine rapporto lavoro (tfr) deve finire o no in busta paga?
“Il mio parere è positivo. Non ci vedo nulla di male. Più soldi in tasca dei lavoratori vuol dire favorire il rilancio della domanda complessiva e quindi una ripresa dell’economia. Non si dica che così facendo si tolgono risorse finanziarie all’ impresa. L’azienda deve per legge accantonare il tfr che, di conseguenza, non può essere inteso in alcun modo come una fonte da cui attingere quattrini”.
 
Quando sente parlare di Matteo Renzi cosa pensa?
“Che è indubbiamente un… gran parlatore. Però deve subito aggiungere che infonde anche fiducia. La sensazione è che voglia veramente cambiare le cose. Pensare e credere positivo è indispensabile”.
 
 
L’articolo è riprodotto nella rubrica Imprese & Lavoro (Aziende Eccellenti)

 
Luciano Landoni
pubblicato il: 06/10/2014

BFM srl – Solbiate Olona
SOLBIATE OLONA – Si tratta di un vero e proprio “prodigio” tecnologico, lungo qualche decina di metri e alto almeno quattro, capace di “ingoiare” un film di plastica, lavorarlo e infine… “emetterlo” al ritmo di 400 metri a minuto perfettamente stampato e colorato (fino a 10 colori) a seconda delle esigenze particolari del cliente (nel caso specifico, pacchetti per della pasta).
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“Se hai delle idee e soprattutto la volontà di realizzarle, ce la puoi fare! Inutile piangersi addosso”. Detto così sembra persino facile, lo è un po’ meno passare dalle parole ai fatti. Eppure, Cesare Gualdoni, classe 1961, dopo vent’anni di onorata professione nel campo della odontotecnica, ha deciso di cambiare radicalmente vita e lavoro assecondando le proprie passioni e impegnandosi al massimo per renderle un’opportunità professionale concreta. “Mi ero letteralmente… rotto. Non ne potevo più - spiega - dovevo per forza cambiare. E l’ho fatto!”...
BOSELLO HIGH TECHNOLOGY Srl - Gallarate
Si contano sulle dita di una mano sola le imprese che nel mondo sono in grado di progettare e realizzare impianti di radioscopia e radiologia industriale (mediante l’utilizzo dei raggi X) per il controllo estremo e non distruttivo della qualità e dell’integrità delle parti che compongono il motore di un’auto, il suo apparato di frenaggio, oppure per analizzare l’accuratezza di una saldatura della tubatura di una centrale nucleare.
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BRUNELLO – Un’azienda tessile così glocale che più glocale non si può! Fortemente radicata nel territorio d’origine, il piccolo comune di Brunello, e proiettata verso i mercati di tutto il mondo. Dei 35 milioni di euro di fatturato annuale, oltre il 65% è destinato all’export. Persino la ragione sociale rivela l’anima dell’impresa: Brunello Spa.
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