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Opinioni in Libertà  
E NIENTE ARROSTO
Tante parole e tanto fumo!
Parole, solo parole e niente fatti. Fumo, solo fumo e niente… arrosto. La Corte dei Conti nella sua relazione relativa al rendiconto dello Stato l’ha sottolineato con chiarezza disarmante: i sacrifici – veri e tangibili – per mettere in ordine i conti della “casa Italia” li hanno fatti (e li stanno facendo) i cittadini, mentre appaiono “mancanti o insufficienti o in ritardo” gli impegni più di una volta presi dalla classe(casta)politica in merito a “una significativa riduzione dei costi della politica”.
 
L’ufficio studi della Uil ha calcolato che tali costi siano ormai pari all’astronomica cifra di 24 miliardi di euro: 772 euro a contribuente. Il settimanale l’Espresso nell’aprile di quest’anno aveva puntigliosamente verificato quante delle suddette “promesse” fossero state mantenute (tagli di stipendi, benefit, pensioni, auto blu) e aveva concluso che i risultati effettivi si potevano definire nella migliore delle ipotesi “scarsi”.
 
La verifica si è ripetuta a distanza di qualche mese e il risultato è stato pubblicato sul numero del 6 settembre con un titolo che è tutto un programma: “Casta forever” (di Primo Di Nicola e Paolo Fantuzzi). La lettura dell’approndita e dettagliata inchiesta dei due giornalisti de l’Espresso dovrebbe diventare obbligatoria per far capire fino in fondo quanto il cittadino(suddito) continui ad essere preso allegramente per i fondelli e quanto “lor signori”, viceversa, mantengano intatti – crisi o non crisi – i loro privilegi.
 
La “presa in giro” è condita con tante belle parole, con tante rassicurazioni circa questo o quell’impegno che il più delle volte, guarda un po’ il caso, sarà preso sì, ma a partire “dalla prossima legislatura”. Tu, caro cittadino(suddito), paga subito e accetta il sacrificio con cristiana e civica rassegnazione, noi ti seguiremo … forse domani o magari dopodomani. Prendiamo, a titolo di esempio, la bufala della riduzione del numero dei parlamentari.
 
La fregatura, caro cittadino(suddito), c’è, ovviamente; però è perfettamente legale e quindi ancora più irritante. La proposta di legge prevede(va) una riduzione da 630 a 508 deputati e da 315 a 250 senatori. L’intesa fra i partiti è saltata in dirittura d’arrivo (per responsabilità di Pdl e Lega) e “il testo, ammesso che riesca a essere approvato in doppia lettura dal Parlamento prima della fine della legislatura, non essendo stato votato a maggioranza qualificata, dovrà – scrivono Di Nicola e Fantuzzi – essere sottoposto a referendum confermativo prima di entrare in vigore. Non essendo possibile svolgerlo nel 2013 per la concomitanza delle politiche, il nuovo Parlamento avrà lo stesso numero di eletti di quello attuale”.
 
Capito? Tutto a posto (per “lor signori”) e niente in ordine (per noi poveri cittadini-sudditi).
 
Altro esempio: le “pensioni d’oro”. Dopo la riforma “lacrime e sangue” che ha interessato i cittadini(sudditi), sarebbe stato logico attendersi analoghi (o superiori) sacrifici da parte di “lor signori”. Al contrario “Il deputato Pdl Guido Crosetto, che con un emendamento aveva chiesto al governo di fissare alle pensioni erogate dallo Stato un tetto di 6 mila euro (10.000 in caso di cumulo), è stato costretto al ritiro per le pressioni subite dal governo e dai colleghi onorevoli”.
 
Mica male come segnale di solidarietà… al contrario, non c’è che dire! Secondo alcune stime “un provvedimento simile – sottolinea l’inchiesta de l’Espresso – permetterebbe di risparmiare 2,3 miliardi l’anno alle casse dell’Inpdap, l’Istituto di previdenza dei dipendenti pubblici”. Mica noccioline.
 
L’articolo-dossier di Primo Di Nicola e Paolo Fantuzzi è ricco di altri significativi esempi da cui si evince inequivocabilmente quanto sia vero che fra il dire e il fare ci sia di mezzo il mare, anzi un vero e proprio oceano di parole, soltanto parole, nient’altro che parole. Cari cittadini-sudditi lasciate ogni speranza che voi che… votate (quelli che continueranno a farlo), la fregatura è sempre dietro l’angolo. Caro Professor Monti, ci rivolgiamo a Lei che sta cercando di fare qualcosa per rimettere in carreggiata il Belpaese: vada avanti nel suo lavoro, però cerchi di farlo partendo dal presupposto che i principali difetti stanno nel manico.

 
Luciano Landoni
pubblicato il: 02/09/2012

Da Legnano a Varese, passando ovviamente per Busto Arsizio, la geografia e la storia del calcio di casa nostra ci riportano che le tre squadre più blasonate delle città richiamate hanno complessivamente totalizzato quasi un centinaio di presenze.
Torrida estate. E non solo per via del clima. Economicamente (oltre che finanziariamente) parlando le cose rimangono complicate e, per certi versi, scarsamente comprensibili, per non dire incomprensibili del tutto. La ripresa continua ad essere un oggetto misterioso. E gli incrementi del Pil...
Sarebbe stato difficile, per non dire impossibile, prevedere un’assonanza così perfetta, drammaticamente perfetta, con la realtà dei fatti. Ogni giorno arrivano conferme di quanto sia vero che la “diversità” è da un lato una grande “ricchezza” e dall’altro un “problema” altrettanto grande. Il tema di quest’anno del premio letterario “Mille e... Una STORIA” è racchiuso in questa formula...
Super Mario Draghi, il presidente della Banca centrale europea, nel corso del simposio internazionale di banchieri a Jackson Hole negli Stati Uniti, a distanza di pochi giorni dalla sua ultima esternazione nella quale aveva parlato di diminuzione delle sovranità nazionali a favore delle direttive europee in tema di riforme strutturali, è tornato sul problema e ha (ri)parlato chiaro.
Le regole sono fatte per non essere rispettate. In Italia, certo, ma anche nel resto del mondo. Conta sempre di più l’apparenza e sempre di meno la sostanza. Sei premiato se raggiungi gli obiettivi che ti sono stati assegnati, viceversa devi pagare lo scotto del fallimento. E rischi pure di essere licenziato. Una “regola aurea” che vale (o dovrebbe valere) nell’universo mondo e che riguarda (o dovrebbe riguardare) tutti, ma proprio tutti.
Il portavoce di Fratelli d'Italia, Francesco Attolini, replica al capogruppo del Pd in consiglio comunale, Walter Picco Bellazzi. “E verò Signor Bellazzi, ho un difetto: essere vicino alla gente comune e ascoltarla, quindi, più che “seminatori di paura” (come ci definisce lei) io mi definirei “seminatore di prevenzione” sanitaria e di sicurezza”.
Pubblichiamo l'opinione del capogruppo in consiglio comunale del Partito Democratico a Busto Arsizio, Walter Picco Bellazzi. “Agli occhi di questi fomentatori della paura ogni differenza, come il colore della pelle o la diversità della lingua ogni dignità umana si confonde nell’immagine di una massa di persone minacciosa quasi fosse costituita da una moltitudine brulicante di insetti velenosi. Anche a Busto oggi lavora la “macchina della paura” che rappresenta l’ultimo prodotto tra i più antichi utilizzati da coloro che risolvono tutti i problemi semplificandoli ai minimi termini”.
All’orrore non c’è fine. La disumanità degli assassini jihadisti è sprofondata in abissi di abiezione che nemmeno nei peggiori film dell’orrore o nelle trame più rivoltanti dei racconti splatter si poteva immaginare esistessero. L’uomo può trasformarsi in una bestia crudele e mortifera come nemmeno le cosiddette “bestie feroci”, quelle che mangiano gli esseri umani, sanno e possono essere? La decapitazione del giornalista americano James Foley fornisce una risposta affermativa.
Troppa carne al fuoco. Allora… accendiamolo questo fuoco e non se ne parli più. Renzi smentisce Poletti, il suo Ministro del Lavoro. Gasparri “mette a posto ogni situazione”. Bergoglio “occorre fermare chi non è nel giusto, senza fare la guerra”. Padoan ha assunto dei “consulenti” per far quadrare i conti. Mare Nostrum: C’è puzza di bruciato. Merkel – Europa. Basta col 3% che adesso fa schifo. Vita, Lega e Fratelli d’Italia. Non litigate per i 25 profughi “trasmessi” a Busto.
Apprendo con piacere le parole di Giampiero Reguzzoni riguardo le rassicurazioni sullo scongiurato rischio Ebola, mi auguro che siano state escluse anche altre malattie infettive tipo TBC e malaria, rischio già ventilato da Giorgia Meloni in data 8 Agosto a livello Nazionale. Confidando nella professionalità del nostro Distretto ASL rimangono 3 questioni aperte riguardo i profughi a Busto: sicurezza, quotidianità e futuro.
Con un’operazione mantenuta nel più ampio riserbo, come si deve fare in simili casi, la Fondazione del Varesotto Onlus, ha acquisito le quote della società proprietaria del Teatro Sociale. La missione della Fondazione del Varesotto è quella di “perseguire” esclusivamente fini di solidarietà sociale nel territorio promuovendo il miglioramento della vita di comunità di riferimento e lo sviluppo civile, culturale, ambientale, economico e la coesione sociale”, conseguentemente il pericolo di un utilizzo del teatro diverso da quello per cui era stato costruito nel 1891 è inesistente.
Trovo alquanto facile riduttivo e soprattutto fazioso bollare Don Piero Gelmini come ha fatto il quotidiano La Repubblica, “E’ morto Don Gelmini, amico di Berlusconi”.
In queste giornate agostane dedicate al riposo sono maggiori le occasioni per meditazioni che spaziano a tutto campo, dai temi suggeriti da eventi della nostra vita privata a quelli proposti da fatti della società planetaria verso la quale la globalizzazione ci spinge da tempo.
In prossimità del 9 settembre 2013, qualche proposta seria per un governo serio...
Da una vecchia cronaca di Italialand del 2001...
Vogliono “far fuori” Bossi dalla Lega Nord. Il metodo non è dei più corretti...
Se un esercito alieno decidesse di invadere la Terra, noi italiani potremmo dormire sonni tranquilli...
Il giallo della “cartellina gialla” di don Giulio Gatteri fa discutere assai
Il parallelismo storico, ancorché azzardato come tutti i parallelismi storici, è impressionante.
Non appena s’è innescata la “miccia”, qualcuno ha pensato bene di toglierla invece di accenderla.
Evitiamo di essere vittime di una… farsa tragica! Non sei d’accordo, caro Silvio?
Ricordate la favola di Fedro avente per protagonisti il lupo e l’agnello?
L’indifferenza, la disaffezione alla politica, il disgusto, per tanti versi, sono il più significativo (e amaro) responso uscito dalle urne elettorali delle recentissime votazioni. Elezioni amministrative e parziali sin che si vuole, ma non si può non sottolineare nuovamente come e quanto gli italiani in genere siano ormai sempre più stanchi e persino nauseati da questi “ludi cartacei”che lasciano il tempo che trovano, appunto tra il disinteresse generale.
È tipico degli irresponsabili, piuttosto che degli schizofrenici, nonché degli autolesionisti/masochisti, volersi scientememte fare del male. Provarci quasi gusto!
In tempi di Grande Crisi, sostenere che le risorse sono poche e che quindi è necessario ottimizzare al massimo il loro utilizzo, destinandole laddove veramente servono è, oltre che ovvio, ormai noioso.
Nella vecchia Unione Sovietica c’era l’economia pianificata e i prezzi erano controllati, nel senso che l’inflazione era stata soppressa.
Ogni suo pensiero fu, nella sostanza, un atto d’accusa alla società che si andava strutturando, come quella “Milano da bere” di cui tanto andammo fieri appena trent’anni fa.
I Paesi dell’Unione Europea che vorranno (o saranno costretti) a chiedere “aiuto” alla stessa Unione per sopravvivere ai durissimi colpi inferti ai bilanci dalla Crisi dovranno sottoscrivere un “memorandum d’intenti”.
Molto spesso, nel corso dei processi storici, il nuovo nasce dalle ceneri del vecchio...
Uno Stato invadente, inefficiente e per di più sempre più vorace e conseguentemente sempre più esoso.
In un simile desolante panorama di macerie politiche che fine ha fatto la “questione settentrionale”?
Sosteneva Max Weber, uno dei padri nobili della politologia moderna, che il possibile non verrebbe mai raggiunto se chi governa non tentasse e ritentasse di raggiungere l’impossibile.
“Chiederò al governo di abbassare le tasse sul lavoro a parità di gettito": dai microfoni di Radio Anch'io, il ministro del lavoro Elsa Fornero promette che interverrà per ridurre la tassazione sul lavoro, da lei giudicata "troppo alta”.
Rammarico e malinconia. Il primo per l’ennesima occasione persa e la seconda per un declino che sembra irreversibile e pare condannare il nostro (non)sistema Paese all’immutabilità.
Un po’ a sorpresa le agenzie di rating internazionali cambiano drasticamente il loro giudizio sul Belpaese e dicono che l’Italia vedrà finalmente la luce della ripresa a partire dal 2013.
Il sociologo Pierre Bordieu sosteneva (è scomparso nel 2002) che ciascuno di noi possiede tre capitali: economico, sociale e culturale. L’allargamento dei mercati ha mediamente fatto incrementare il primo, mentre gli altri due hanno ricevuto e stanno ricevendo duri colpi dalla Grande Crisi.
La Grande Crisi ha provocato e sta provocando una sacco di problemi, soprattutto dal punto di vista occupazionale. Il numero dei senza lavoro in tutto il mondo è in continua crescita. Oltre che di recessione economica, si parla sempre più spesso (e a ragione) di recessione umana.
La notizia è di qualche giorno fa: il comune di Alessandria (Piemonte) è sull’orlo del fallimento, anzi è fallito! L’ultimo bilancio ha fatto registrare un deficit di oltre 150 milioni di euro. Le casse sono vuote, sfondate, prosciugate. Qual è il rimedio? Ce n’è solo uno semplice, scontato e inevitabile: mettere le mani nelle tasche dei cittadini e alleggerirne i portafogli attraverso un consistente aumento delle tasse.
Una lumaca artritica. Anzi, peggio ancora: una lumaca artritica alla moviola. Ѐ così che si muove l’apparato pubblico italiano. Una lentezza esasperante, quasi un immobilismo assoluto in grado di vanificare ogni sforzo, ogni impegno rivolto a migliorare le cose, a rendere più snelle procedure e provvedimenti...
BUSTO ARSIZIO - Ci sono strutture pubbliche che operano nel completo silenzio. Offrono un grande servizio e soddisfano le esigenze di centinaia di persone. Come spesso accade, non ci si accorge della loro esistenza. Si ritiene che tutto ciò faccia parte del quotidiano. Una di queste è sicuramente la nostra Biblioteca.
 



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