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Opinioni in Libertà  
SEMPLIFICAZIONE DEL MONDO
Ebola, i profughi e la macchina della paura
profughi via dei Mille
Sono arrivati a Busto 40 profughi e forse ne arriveranno altri 60 che dovrebbero essere ospitati nell’edificio ex Enel di via dei Mille, per il momento sono uomini di età fra i 23 e 27 anni, con un livello culturale alto. L'impressione che si ha è quello della improvvisazione, sembra che nessuno sappia nulla e che si viva alla giornata, in attesa che "altri" decidano che cosa Busto debba fare. ma questo è un problema politico che deve risolvere la Giunta Farioli, ma dobbiamo dire che ci sembra strano che non vi siano stati accordi preventivi su un problema grave come quello dell'ospitalità da dare ai profughi da parte delle amministrazioni pubbliche; viene da chiedersi: perché Busto deve ospitarne 100, e le altre città quanti ne ospiteranno? In presenza di un problema così grave vi deve essere certamente "una cabina di regia" che decide "chi deve fare cosa", diversamente vi sarebbe il caos.
 
Ma non vogliamo affrontare il problema sotto il profilo politico, ma esaminarlo per quello che è agli occhi delle persone che non gestiscono i massimi sistemi. Non appena si è saputo che a Busto erano arrivati (e dovevano arrivare) dei profughi dall'Africa, immediatamente i fautori della paura si sono scatenati, quasi che la città fosse stata invasa da una moltitudine di barbari assatanati che violenteranno, ruberanno, distruggeranno ogni cosa, ma il fatto più grave è stato quello di aver cercato di terrazzare i Bustocchi paventando un imminente e sicuro pericolo molto più grave: il pericolo del diffondersi di una epidemia di Ebola, o di altre malattie più o meno contagiose.
 
Agli occhi di questi fomentatori della paura ogni differenza, come il colore della pelle o la diversità della lingua ogni dignità umana si confonde nell’immagine di una massa di persone minacciosa quasi fosse costituita da una moltitudine brulicante di insetti velenosi. Anche a Busto oggi lavora la “macchina della paura” che rappresenta l’ultimo prodotto tra i più antichi utilizzati da coloro che risolvono tutti i problemi semplificandoli ai minimi termini. La Lega ha fatto la sua fortuna politica ed elettorale proprio sulla semplificazione e sulla paura del nuovo e del diverso, incrementato alla fine degli anni “80 ed inizi anni “90 il cosiddetto ”mercato dell’odio”, che era diretto nei confronti degli immigrati, prima interni (i meridionali che venivano al Nord per trovare lavoro) e poi nei confronti degli immigrati esterni (gli extracomunitari che provengono da molto lontano, ricordando le orde dei barbari che hanno distrutto l’Impero Romano), in ogni caso entrambi rappresentati come nemici ed invasori da combattere.
 
Con questa semplificazione del Mondo si è tentato di inculcare nella mente delle persone che si deve scindere l’interno dall’esterno. All’interno e all’amico si possono riferire tutto il bene e tutto l’amore, sull’esterno e sul nemico si riversano tutto il male e tutto l’odio; in questo modo non rischiamo più di scoprire che possiamo essere responsabili del nostro odio. Questo odio ora è solo il “loro” odio che noi, senza ovviamente nessuna colpa, restituiamo a loro capovolto. I mass media hanno portato alla ribalta il problema con titoloni pieni di effetto, “l’invasione dei profughi”, “Rischio Ebola”, “Profughi africani. Arrivano in tanti”, “Rivolte anti-profughi in tutta la Lombardia”, “Fermate l’invasione”, “Rischio contagio”, “Venti profughi sbarcano in Via dei Mille. Residenti in allarme per il virus Ebola”, questi sono alcuni dei titoli dei giornali locali ed anche Nazionali che non hanno certamente contribuito a tranquillizzare la popolazione che in questa zona non è certamente favorevole all’arrivo di altri extra comunitari.
 
A dire il vero la Lega è stata abbastanza tranquilla, a parte quale urlo senza senso del tipo: “Il Comune doveva opporsi”, “Profughi in arrivo ma la Lega dice no: Voteremo contro”, “Per loro il Comune non deve spendere un Euro”. Sono altri hanno utilizzato in modo eclatante lo strumento della paura di ben nota memoria: “Sono preoccupato per il rischio Ebola”: così titola la lettera inviata ad un giornale a firma di un esponente di partito in cerca di notorietà e di spazio politico, il quale ovviamente dà la colpa del tutto alla sinistra, esattamente come ha fatto un famoso capo di stato tedesco che attribuiva la responsabilità della crisi economica della Germania ai comunisti e ai finanzieri Ebrei.
Ma forse l’autore della lettera probabilmente non ha una precisa cognizione di che cosa sia il morbo Ebola, sarebbe stato sufficiente leggere le interviste rilasciate da due eminenti esperti, il professore Grossi e il dott. Renna, che in una recente intervista hanno spiegato, sotto il profilo, che “i timori sono ingiustificati. Ebola non ci minaccia”. Anziché lanciare inutili profezie sarebbe stato opportuno che si fosse letto quanto aveva scritto Kafka nel libro “Il Castello”, nel quale l’autore esplicita il significato della parola “straniero”, in modo di rendersi conto di che cosa significhi essere straniero in terra straniera. Ma forse la lettura si è fermata ad un concetto di società e di Stato che viene concepito come l’organizzazione di una Comunità di esseri “fisicamente e spiritualmente solidali, per rendere possibile la conservazione della specie, e il raggiungimento dei suoi scopi di esistenza, predestinati dalla Provvidenza”, concetti tanto cari al capo di stato sopra citato, tanto che li aveva posti alla base della filosofia esposta nel libro che aveva scritto quando aveva raggiunto il potere.

 
Walter Picco Bellazzi
pubblicato il: 21/08/2014

Da Legnano a Varese, passando ovviamente per Busto Arsizio, la geografia e la storia del calcio di casa nostra ci riportano che le tre squadre più blasonate delle città richiamate hanno complessivamente totalizzato quasi un centinaio di presenze.
Torrida estate. E non solo per via del clima. Economicamente (oltre che finanziariamente) parlando le cose rimangono complicate e, per certi versi, scarsamente comprensibili, per non dire incomprensibili del tutto. La ripresa continua ad essere un oggetto misterioso. E gli incrementi del Pil...
Sarebbe stato difficile, per non dire impossibile, prevedere un’assonanza così perfetta, drammaticamente perfetta, con la realtà dei fatti. Ogni giorno arrivano conferme di quanto sia vero che la “diversità” è da un lato una grande “ricchezza” e dall’altro un “problema” altrettanto grande. Il tema di quest’anno del premio letterario “Mille e... Una STORIA” è racchiuso in questa formula...
Super Mario Draghi, il presidente della Banca centrale europea, nel corso del simposio internazionale di banchieri a Jackson Hole negli Stati Uniti, a distanza di pochi giorni dalla sua ultima esternazione nella quale aveva parlato di diminuzione delle sovranità nazionali a favore delle direttive europee in tema di riforme strutturali, è tornato sul problema e ha (ri)parlato chiaro.
Le regole sono fatte per non essere rispettate. In Italia, certo, ma anche nel resto del mondo. Conta sempre di più l’apparenza e sempre di meno la sostanza. Sei premiato se raggiungi gli obiettivi che ti sono stati assegnati, viceversa devi pagare lo scotto del fallimento. E rischi pure di essere licenziato. Una “regola aurea” che vale (o dovrebbe valere) nell’universo mondo e che riguarda (o dovrebbe riguardare) tutti, ma proprio tutti.
Il portavoce di Fratelli d'Italia, Francesco Attolini, replica al capogruppo del Pd in consiglio comunale, Walter Picco Bellazzi. “E verò Signor Bellazzi, ho un difetto: essere vicino alla gente comune e ascoltarla, quindi, più che “seminatori di paura” (come ci definisce lei) io mi definirei “seminatore di prevenzione” sanitaria e di sicurezza”.
All’orrore non c’è fine. La disumanità degli assassini jihadisti è sprofondata in abissi di abiezione che nemmeno nei peggiori film dell’orrore o nelle trame più rivoltanti dei racconti splatter si poteva immaginare esistessero. L’uomo può trasformarsi in una bestia crudele e mortifera come nemmeno le cosiddette “bestie feroci”, quelle che mangiano gli esseri umani, sanno e possono essere? La decapitazione del giornalista americano James Foley fornisce una risposta affermativa.
Troppa carne al fuoco. Allora… accendiamolo questo fuoco e non se ne parli più. Renzi smentisce Poletti, il suo Ministro del Lavoro. Gasparri “mette a posto ogni situazione”. Bergoglio “occorre fermare chi non è nel giusto, senza fare la guerra”. Padoan ha assunto dei “consulenti” per far quadrare i conti. Mare Nostrum: C’è puzza di bruciato. Merkel – Europa. Basta col 3% che adesso fa schifo. Vita, Lega e Fratelli d’Italia. Non litigate per i 25 profughi “trasmessi” a Busto.
Apprendo con piacere le parole di Giampiero Reguzzoni riguardo le rassicurazioni sullo scongiurato rischio Ebola, mi auguro che siano state escluse anche altre malattie infettive tipo TBC e malaria, rischio già ventilato da Giorgia Meloni in data 8 Agosto a livello Nazionale. Confidando nella professionalità del nostro Distretto ASL rimangono 3 questioni aperte riguardo i profughi a Busto: sicurezza, quotidianità e futuro.
Con un’operazione mantenuta nel più ampio riserbo, come si deve fare in simili casi, la Fondazione del Varesotto Onlus, ha acquisito le quote della società proprietaria del Teatro Sociale. La missione della Fondazione del Varesotto è quella di “perseguire” esclusivamente fini di solidarietà sociale nel territorio promuovendo il miglioramento della vita di comunità di riferimento e lo sviluppo civile, culturale, ambientale, economico e la coesione sociale”, conseguentemente il pericolo di un utilizzo del teatro diverso da quello per cui era stato costruito nel 1891 è inesistente.
Trovo alquanto facile riduttivo e soprattutto fazioso bollare Don Piero Gelmini come ha fatto il quotidiano La Repubblica, “E’ morto Don Gelmini, amico di Berlusconi”.
In queste giornate agostane dedicate al riposo sono maggiori le occasioni per meditazioni che spaziano a tutto campo, dai temi suggeriti da eventi della nostra vita privata a quelli proposti da fatti della società planetaria verso la quale la globalizzazione ci spinge da tempo.
In prossimità del 9 settembre 2013, qualche proposta seria per un governo serio...
Da una vecchia cronaca di Italialand del 2001...
Vogliono “far fuori” Bossi dalla Lega Nord. Il metodo non è dei più corretti...
Se un esercito alieno decidesse di invadere la Terra, noi italiani potremmo dormire sonni tranquilli...
Il giallo della “cartellina gialla” di don Giulio Gatteri fa discutere assai
Il parallelismo storico, ancorché azzardato come tutti i parallelismi storici, è impressionante.
Non appena s’è innescata la “miccia”, qualcuno ha pensato bene di toglierla invece di accenderla.
Evitiamo di essere vittime di una… farsa tragica! Non sei d’accordo, caro Silvio?
Ricordate la favola di Fedro avente per protagonisti il lupo e l’agnello?
L’indifferenza, la disaffezione alla politica, il disgusto, per tanti versi, sono il più significativo (e amaro) responso uscito dalle urne elettorali delle recentissime votazioni. Elezioni amministrative e parziali sin che si vuole, ma non si può non sottolineare nuovamente come e quanto gli italiani in genere siano ormai sempre più stanchi e persino nauseati da questi “ludi cartacei”che lasciano il tempo che trovano, appunto tra il disinteresse generale.
È tipico degli irresponsabili, piuttosto che degli schizofrenici, nonché degli autolesionisti/masochisti, volersi scientememte fare del male. Provarci quasi gusto!
In tempi di Grande Crisi, sostenere che le risorse sono poche e che quindi è necessario ottimizzare al massimo il loro utilizzo, destinandole laddove veramente servono è, oltre che ovvio, ormai noioso.
Nella vecchia Unione Sovietica c’era l’economia pianificata e i prezzi erano controllati, nel senso che l’inflazione era stata soppressa.
La Corte dei Conti nella sua relazione relativa al rendiconto dello Stato l’ha sottolineato con chiarezza disarmante: i sacrifici per mettere in ordine i conti della “casa Italia” li hanno fatti i cittadini.
Ogni suo pensiero fu, nella sostanza, un atto d’accusa alla società che si andava strutturando, come quella “Milano da bere” di cui tanto andammo fieri appena trent’anni fa.
I Paesi dell’Unione Europea che vorranno (o saranno costretti) a chiedere “aiuto” alla stessa Unione per sopravvivere ai durissimi colpi inferti ai bilanci dalla Crisi dovranno sottoscrivere un “memorandum d’intenti”.
Molto spesso, nel corso dei processi storici, il nuovo nasce dalle ceneri del vecchio...
Uno Stato invadente, inefficiente e per di più sempre più vorace e conseguentemente sempre più esoso.
In un simile desolante panorama di macerie politiche che fine ha fatto la “questione settentrionale”?
Sosteneva Max Weber, uno dei padri nobili della politologia moderna, che il possibile non verrebbe mai raggiunto se chi governa non tentasse e ritentasse di raggiungere l’impossibile.
“Chiederò al governo di abbassare le tasse sul lavoro a parità di gettito": dai microfoni di Radio Anch'io, il ministro del lavoro Elsa Fornero promette che interverrà per ridurre la tassazione sul lavoro, da lei giudicata "troppo alta”.
Rammarico e malinconia. Il primo per l’ennesima occasione persa e la seconda per un declino che sembra irreversibile e pare condannare il nostro (non)sistema Paese all’immutabilità.
Un po’ a sorpresa le agenzie di rating internazionali cambiano drasticamente il loro giudizio sul Belpaese e dicono che l’Italia vedrà finalmente la luce della ripresa a partire dal 2013.
Il sociologo Pierre Bordieu sosteneva (è scomparso nel 2002) che ciascuno di noi possiede tre capitali: economico, sociale e culturale. L’allargamento dei mercati ha mediamente fatto incrementare il primo, mentre gli altri due hanno ricevuto e stanno ricevendo duri colpi dalla Grande Crisi.
La Grande Crisi ha provocato e sta provocando una sacco di problemi, soprattutto dal punto di vista occupazionale. Il numero dei senza lavoro in tutto il mondo è in continua crescita. Oltre che di recessione economica, si parla sempre più spesso (e a ragione) di recessione umana.
La notizia è di qualche giorno fa: il comune di Alessandria (Piemonte) è sull’orlo del fallimento, anzi è fallito! L’ultimo bilancio ha fatto registrare un deficit di oltre 150 milioni di euro. Le casse sono vuote, sfondate, prosciugate. Qual è il rimedio? Ce n’è solo uno semplice, scontato e inevitabile: mettere le mani nelle tasche dei cittadini e alleggerirne i portafogli attraverso un consistente aumento delle tasse.
Una lumaca artritica. Anzi, peggio ancora: una lumaca artritica alla moviola. Ѐ così che si muove l’apparato pubblico italiano. Una lentezza esasperante, quasi un immobilismo assoluto in grado di vanificare ogni sforzo, ogni impegno rivolto a migliorare le cose, a rendere più snelle procedure e provvedimenti...
BUSTO ARSIZIO - Ci sono strutture pubbliche che operano nel completo silenzio. Offrono un grande servizio e soddisfano le esigenze di centinaia di persone. Come spesso accade, non ci si accorge della loro esistenza. Si ritiene che tutto ciò faccia parte del quotidiano. Una di queste è sicuramente la nostra Biblioteca.
 



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