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Opinioni in Libertà  
SULLA DECAPITAZIONE DEL GIORNALISTA JAMES FOLEY
Vogliamo farci decapitare tutti?
JAMES FOLEY
All’orrore non c’è fine. La disumanità degli assassini jihadisti è sprofondata in abissi di abiezione che nemmeno nei peggiori film dell’orrore o nelle trame più rivoltanti dei racconti splatter si poteva immaginare esistessero. L’uomo può trasformarsi in una bestia crudele e mortifera come nemmeno le cosiddette “bestie feroci”, quelle che mangiano gli esseri umani, sanno e possono essere? La decapitazione del giornalista americano James Foley fornisce una risposta affermativa.
 
Con un’aggiunta – se possibile – di un’ulteriore nefandezza difficilmente concepibile. Il primo ministro britannico, David Cameron ha interrotto le vacanze in Portogallo per tornare a Londra perché nel video diffuso ieri dai jihadisti sunniti dello Stato Islamico, in cui viene decapitato il reporter americano James Foley, il boia mascherato parlava con uno spiccato accento inglese. Questo elemento fa temere che si possa trattare di uno dei tanti sudditi di Sua Maestà aggregatisi agli jihadisti in Siria e Iraq.
 
L’Occidente evoluto, moderno e industrializzato genera al suo interno il cancro che ha come unico scopo la distruzione dell’Occidente stesso.
Della sua cultura laica, delle sue tavole di valori fondate sulla tolleranza, sulla libera iniziativa individuale,  sulla convivenza pacifica fra etnie diverse e diverse religioni, sulla ricerca legittima – qui su questa terra – del successo e del benessere economico. Blasfemie sacrileghe agli occhi disumani e disumanizzanti degli integralisti islamici drogati da un’ideologia religiosa assoluta e intransigente che nulla ammette se non l’obbedienza cieca e assoluta a se stessa. E’ possibile dialogare con simili individui, deprivati di qualsivoglia pietà e del tutto alieni da qualunque sia pur minimo brandello di umana comprensione?
 
Sarebbe più facile pretendere delle risposte da una pietra riarsa in una distesa deserta e priva di vita. Quando è in gioco la tua stessa vita, la sopravvivenza della imperfetta (ma migliorabile) società nella quale sei nato e cresciuto, allora il tempo delle “masturbazioni mentali” (tipo le dichiarazioni di comprensione per il terrorismo islamico del deputato dei Cinque Stelle Alessandro Di Battista) deve finire e deve cominciare quello dell’azione di difesa decisa e convinta della propria “casa”. Oriana Fallaci  ha più volte denunciato il rischio di ritrovarsi a (soprav)vivere nella cosiddetta Eurabia.
Una prospettiva tutt’altro che impossibile, visto soprattutto quello che sta succedendo ai confini della vecchia Europa e all’interno dell’Europa stessa.
 
Nelle moschee presenti in Italia, Francia, Germania, Inghilterra un giorno sì e l’altro pure gli imam predicano la “guerra santa” e la liceità di eliminare fisicamente gli “infedeli”. Certo, guai a fare di tutta l’erba un fascio, non tutti i musulmani la pensano così, però è un fatto che la stragrande maggioranza dei terroristi sia fatta proprio da musulmani. Il principio delle reciprocità  - così come è giustamente permesso edificare una moschea in Italia, doverosamente deve essere consentito costruire una chiesa cattolica in Iraq – è quasi solo un auspicio e nulla più.
E’ possibile auspicare un confronto con chi, rinnegando magari le proprie origini, oppure approfittando della tollerenza (eccessiva?) delle società occidentali si arricchisce e si nasconde al loro interno e, nello stesso tempo, ne progetta la distruzione? Israele è sempre sul banco degli imputati, mentre il Califfato siriano-iracheno suscita comprensione, addirittura simpatia. Nonostante le decapitazioni, le persecuzioni inumane di donne e bambini, l’odio assoluto e inestinguibile nei confronti di chi professa un’altra religione.
 
Israele sarebbe responsabile di un “genocidio” (una parola che gli ebrei hanno sperimentato sulla loro pelle e che tanti occidentali e intellettualoidi da salotto radical chic pronunciano molto spesso a vanvera e con incredibile superficialità), mentre l’Isis (lo stato islamico) che fa? Diffonde il suo credo politico-religioso mediante raffiche di mitra, bombe e fendenti di scimitarra. Sembra di essere tornati ai tempi del “giustificazionismo” a senso unico secondo il quale le “sedicenti Brigate Rosse” erano costituite da “compagni che sbagliano” ma che lottano comunque per una “causa giusta”.
 
Gli jihadisti non sbagliano, si comportano secondo la loro natura disumana e crudele e lottano per instaurare uno Stato religioso intollerante e antimoderno. Persino il Papa ha detto che “E’ lecito fermare l’aggressore ingiusto”. Che facciamo? Accusiamo Francesco di essersi trasformato in un guerrafondaio? D’accordo porgere l’altra guancia, però non dimentichiamoci che le guance sono soltanto due!

 
Luciano Landoni
pubblicato il: 20/08/2014

Da Legnano a Varese, passando ovviamente per Busto Arsizio, la geografia e la storia del calcio di casa nostra ci riportano che le tre squadre più blasonate delle città richiamate hanno complessivamente totalizzato quasi un centinaio di presenze.
Torrida estate. E non solo per via del clima. Economicamente (oltre che finanziariamente) parlando le cose rimangono complicate e, per certi versi, scarsamente comprensibili, per non dire incomprensibili del tutto. La ripresa continua ad essere un oggetto misterioso. E gli incrementi del Pil...
Sarebbe stato difficile, per non dire impossibile, prevedere un’assonanza così perfetta, drammaticamente perfetta, con la realtà dei fatti. Ogni giorno arrivano conferme di quanto sia vero che la “diversità” è da un lato una grande “ricchezza” e dall’altro un “problema” altrettanto grande. Il tema di quest’anno del premio letterario “Mille e... Una STORIA” è racchiuso in questa formula...
Super Mario Draghi, il presidente della Banca centrale europea, nel corso del simposio internazionale di banchieri a Jackson Hole negli Stati Uniti, a distanza di pochi giorni dalla sua ultima esternazione nella quale aveva parlato di diminuzione delle sovranità nazionali a favore delle direttive europee in tema di riforme strutturali, è tornato sul problema e ha (ri)parlato chiaro.
Le regole sono fatte per non essere rispettate. In Italia, certo, ma anche nel resto del mondo. Conta sempre di più l’apparenza e sempre di meno la sostanza. Sei premiato se raggiungi gli obiettivi che ti sono stati assegnati, viceversa devi pagare lo scotto del fallimento. E rischi pure di essere licenziato. Una “regola aurea” che vale (o dovrebbe valere) nell’universo mondo e che riguarda (o dovrebbe riguardare) tutti, ma proprio tutti.
Il portavoce di Fratelli d'Italia, Francesco Attolini, replica al capogruppo del Pd in consiglio comunale, Walter Picco Bellazzi. “E verò Signor Bellazzi, ho un difetto: essere vicino alla gente comune e ascoltarla, quindi, più che “seminatori di paura” (come ci definisce lei) io mi definirei “seminatore di prevenzione” sanitaria e di sicurezza”.
Pubblichiamo l'opinione del capogruppo in consiglio comunale del Partito Democratico a Busto Arsizio, Walter Picco Bellazzi. “Agli occhi di questi fomentatori della paura ogni differenza, come il colore della pelle o la diversità della lingua ogni dignità umana si confonde nell’immagine di una massa di persone minacciosa quasi fosse costituita da una moltitudine brulicante di insetti velenosi. Anche a Busto oggi lavora la “macchina della paura” che rappresenta l’ultimo prodotto tra i più antichi utilizzati da coloro che risolvono tutti i problemi semplificandoli ai minimi termini”.
Troppa carne al fuoco. Allora… accendiamolo questo fuoco e non se ne parli più. Renzi smentisce Poletti, il suo Ministro del Lavoro. Gasparri “mette a posto ogni situazione”. Bergoglio “occorre fermare chi non è nel giusto, senza fare la guerra”. Padoan ha assunto dei “consulenti” per far quadrare i conti. Mare Nostrum: C’è puzza di bruciato. Merkel – Europa. Basta col 3% che adesso fa schifo. Vita, Lega e Fratelli d’Italia. Non litigate per i 25 profughi “trasmessi” a Busto.
Apprendo con piacere le parole di Giampiero Reguzzoni riguardo le rassicurazioni sullo scongiurato rischio Ebola, mi auguro che siano state escluse anche altre malattie infettive tipo TBC e malaria, rischio già ventilato da Giorgia Meloni in data 8 Agosto a livello Nazionale. Confidando nella professionalità del nostro Distretto ASL rimangono 3 questioni aperte riguardo i profughi a Busto: sicurezza, quotidianità e futuro.
Con un’operazione mantenuta nel più ampio riserbo, come si deve fare in simili casi, la Fondazione del Varesotto Onlus, ha acquisito le quote della società proprietaria del Teatro Sociale. La missione della Fondazione del Varesotto è quella di “perseguire” esclusivamente fini di solidarietà sociale nel territorio promuovendo il miglioramento della vita di comunità di riferimento e lo sviluppo civile, culturale, ambientale, economico e la coesione sociale”, conseguentemente il pericolo di un utilizzo del teatro diverso da quello per cui era stato costruito nel 1891 è inesistente.
Trovo alquanto facile riduttivo e soprattutto fazioso bollare Don Piero Gelmini come ha fatto il quotidiano La Repubblica, “E’ morto Don Gelmini, amico di Berlusconi”.
In queste giornate agostane dedicate al riposo sono maggiori le occasioni per meditazioni che spaziano a tutto campo, dai temi suggeriti da eventi della nostra vita privata a quelli proposti da fatti della società planetaria verso la quale la globalizzazione ci spinge da tempo.
In prossimità del 9 settembre 2013, qualche proposta seria per un governo serio...
Da una vecchia cronaca di Italialand del 2001...
Vogliono “far fuori” Bossi dalla Lega Nord. Il metodo non è dei più corretti...
Se un esercito alieno decidesse di invadere la Terra, noi italiani potremmo dormire sonni tranquilli...
Il giallo della “cartellina gialla” di don Giulio Gatteri fa discutere assai
Il parallelismo storico, ancorché azzardato come tutti i parallelismi storici, è impressionante.
Non appena s’è innescata la “miccia”, qualcuno ha pensato bene di toglierla invece di accenderla.
Evitiamo di essere vittime di una… farsa tragica! Non sei d’accordo, caro Silvio?
Ricordate la favola di Fedro avente per protagonisti il lupo e l’agnello?
L’indifferenza, la disaffezione alla politica, il disgusto, per tanti versi, sono il più significativo (e amaro) responso uscito dalle urne elettorali delle recentissime votazioni. Elezioni amministrative e parziali sin che si vuole, ma non si può non sottolineare nuovamente come e quanto gli italiani in genere siano ormai sempre più stanchi e persino nauseati da questi “ludi cartacei”che lasciano il tempo che trovano, appunto tra il disinteresse generale.
È tipico degli irresponsabili, piuttosto che degli schizofrenici, nonché degli autolesionisti/masochisti, volersi scientememte fare del male. Provarci quasi gusto!
In tempi di Grande Crisi, sostenere che le risorse sono poche e che quindi è necessario ottimizzare al massimo il loro utilizzo, destinandole laddove veramente servono è, oltre che ovvio, ormai noioso.
Nella vecchia Unione Sovietica c’era l’economia pianificata e i prezzi erano controllati, nel senso che l’inflazione era stata soppressa.
La Corte dei Conti nella sua relazione relativa al rendiconto dello Stato l’ha sottolineato con chiarezza disarmante: i sacrifici per mettere in ordine i conti della “casa Italia” li hanno fatti i cittadini.
Ogni suo pensiero fu, nella sostanza, un atto d’accusa alla società che si andava strutturando, come quella “Milano da bere” di cui tanto andammo fieri appena trent’anni fa.
I Paesi dell’Unione Europea che vorranno (o saranno costretti) a chiedere “aiuto” alla stessa Unione per sopravvivere ai durissimi colpi inferti ai bilanci dalla Crisi dovranno sottoscrivere un “memorandum d’intenti”.
Molto spesso, nel corso dei processi storici, il nuovo nasce dalle ceneri del vecchio...
Uno Stato invadente, inefficiente e per di più sempre più vorace e conseguentemente sempre più esoso.
In un simile desolante panorama di macerie politiche che fine ha fatto la “questione settentrionale”?
Sosteneva Max Weber, uno dei padri nobili della politologia moderna, che il possibile non verrebbe mai raggiunto se chi governa non tentasse e ritentasse di raggiungere l’impossibile.
“Chiederò al governo di abbassare le tasse sul lavoro a parità di gettito": dai microfoni di Radio Anch'io, il ministro del lavoro Elsa Fornero promette che interverrà per ridurre la tassazione sul lavoro, da lei giudicata "troppo alta”.
Rammarico e malinconia. Il primo per l’ennesima occasione persa e la seconda per un declino che sembra irreversibile e pare condannare il nostro (non)sistema Paese all’immutabilità.
Un po’ a sorpresa le agenzie di rating internazionali cambiano drasticamente il loro giudizio sul Belpaese e dicono che l’Italia vedrà finalmente la luce della ripresa a partire dal 2013.
Il sociologo Pierre Bordieu sosteneva (è scomparso nel 2002) che ciascuno di noi possiede tre capitali: economico, sociale e culturale. L’allargamento dei mercati ha mediamente fatto incrementare il primo, mentre gli altri due hanno ricevuto e stanno ricevendo duri colpi dalla Grande Crisi.
La Grande Crisi ha provocato e sta provocando una sacco di problemi, soprattutto dal punto di vista occupazionale. Il numero dei senza lavoro in tutto il mondo è in continua crescita. Oltre che di recessione economica, si parla sempre più spesso (e a ragione) di recessione umana.
La notizia è di qualche giorno fa: il comune di Alessandria (Piemonte) è sull’orlo del fallimento, anzi è fallito! L’ultimo bilancio ha fatto registrare un deficit di oltre 150 milioni di euro. Le casse sono vuote, sfondate, prosciugate. Qual è il rimedio? Ce n’è solo uno semplice, scontato e inevitabile: mettere le mani nelle tasche dei cittadini e alleggerirne i portafogli attraverso un consistente aumento delle tasse.
Una lumaca artritica. Anzi, peggio ancora: una lumaca artritica alla moviola. Ѐ così che si muove l’apparato pubblico italiano. Una lentezza esasperante, quasi un immobilismo assoluto in grado di vanificare ogni sforzo, ogni impegno rivolto a migliorare le cose, a rendere più snelle procedure e provvedimenti...
BUSTO ARSIZIO - Ci sono strutture pubbliche che operano nel completo silenzio. Offrono un grande servizio e soddisfano le esigenze di centinaia di persone. Come spesso accade, non ci si accorge della loro esistenza. Si ritiene che tutto ciò faccia parte del quotidiano. Una di queste è sicuramente la nostra Biblioteca.
 



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