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UN RICORDO SCHIETTO
Io e Pinuccio
Si innalzano peana. Si scrivono discorsi di vittoria e di esaltazione. Poi va a finire che la gente si disorienta e si chiede: perché? Ci ha lasciati Pinuccio Asta, conosciutissimo a "certa Busto" e amato, lodato, insignito, criticato e odiato in maniera effimera, ma pure in un modo palese che non lasciava dubbi.
Non ci mettiamo certo alla pari di chi scrive "un personaggio così non si potrà replicare". In virtù di che? Pinuccio Asta è (uso il presente) un personaggio alla sua maniera. Certo, bustocco e, come tale, con un carattere cordiale, spigoloso, volitivo e tanto altro, ma... bustocco (con quel che ne consegue, in bene e in male).
Ho conosciuto Pinuccio sin dagli albori della Radiantistica e dei Fioeu dàa Stra Balòn e con lui, per un certo (piccolissimo) tempo s'è pure collaborato. Poi lui (diciamo così) s'è dissociato da me: carattere forte il suo, carattere forte (penso) il mio. Fatto è che dal 1980 sino (più o meno) il 1983 (o giù di lì) su Busto Sport e La Scelta s'è parlato assai delle manifestazioni da lui organizzate.
Poi - prese di posizione - e da quel momento tra noi c'è stata indifferenza. Che vuol dire? Che lui è andato per la sua strada privilegiando Prealpina e di noi, diventati l'Inform@zione, lui ne ha fatto a meno. Scelte! Cito un solo fatto per non cadere nel... gossip e per ribadire che fa più male l'indifferenza piuttosto di avere di fronte "chi ci ama" e "chi ci odia".
 
Una sera, fummo invitati a cena dai comuni amici Giannino Macchi e Sandro Rota e venne chiesto a Pinuccio e a me il motivo della nostra "non collaborazione". Eppure, "l'amore incondizionato per la propria città" era analogo. Esposizione dei fatti di entrambi e alla fine Pinuccio disse "io chiedo scusa a nessuno" e quella frase sancì la fine del dialogo.
 
Che si vuol dire? Che Pinuccio Asta ha fatto tante manifestazioni a favore della città, ma non ha avuto quel "credito totale" che si vuol far passare. Vero che ha detto tante volte di "non metterla giù dura", ma essere qui a recitare canti di gloria ci sembra un oltraggio più a lui piuttosto che a me. Non buttiamoci nel "vizio" secondo il quale quando uno muore, diventa un "santo". Non lo vorrebbe Pinuccio e meno che meno lo vorrebbe la gente che di lui ha avuto a ridire.
Come diceva la mia Pierina: "un pò da bèn e un pò da mò, s'a tia là tuti" e Pinuccio Asta non si discosta da ciò. Ѐ un uomo, signori, con virtù e debolezze; con meriti e demeriti, con scelte e imposizioni. Vero che ha premiato un "esercito" di persone, ma moltissime di costoro "incassavano premi" per aver fatto che?
Non tutti sia chiaro: Pinuccio ha premiato fior di illustri personaggi, ma (lo ripeto) molti di loro avevano solo "pagato il biglietto". So che adesso più d'uno dirà..."dici così perché Asta ha mai premiato te?". Può darsi: il premio all'indifferenza non esiste e Asta avrà espresso ai "suoi" i motivi per i quali non ha mai ritenuto opportuno premiare me. Se non altro, Asta avrebbe potuto (o dovuto) riconoscere qualche merito al nostro giornale, nato nel nome di Busto Arsizio (BUSTO SPORT, proseguito di concerto con La Scelta e dal 1995 diventato l'Inform@zione) e che vanta oltre 36 anni di vita. Non basta?
 
Mi sovviene il titolo d'un film del 1984 con protagonisti Adriano Celentano e Renato Pozzetto dal titolo "Lui è peggio di me"... d'accordo, è un film commedia, come commedia è un po' la nostra vita. Ciascuno sceglie quali "protagonisti" essere e quali finalità perseguire. Per dire che un tentativo di conciliazione io l'ho fatto ed è documentato. Alla celebrazione dei dieci anni di Busto Sport (1990) fui invitato da Sandro Ciotti alla Domenica Sportiva (Rai 1) ed estesi l'invito a Pinuccio Asta. Lui non ricambiò in alcun modo. Forse rimase deluso per aver dovuto cambiare postazione davanti alla TV. Del resto, l'invitato ero io e non lui (conservo la cassetta con Simona Ventura e Sandro Ciotti).
Qualcuno si chiederà ora: "perché questo scritto?"... per amore di verità. Ma pure per dire a chi dovrà dedicare "due righe" (al momento opportuno) a chi ha amato la città di Busto Arsizio e che ha ricevuto premi e riconoscimenti altrove di non scrivere peana di lodi, ma semplicemente che "se n'è andato un uomo", senza esagerare e senza accampare scuse per descrivere l'operato di quell'uomo. So che Pinuccio Asta apprezzerà questa critica e magari... inventeranno un nuovo film dal titolo "io sono peggio di lui".
Alla Famiglia, sentite e sincere condoglianze, per non ricadere nell'indifferenza.

 
Gianluigi Marcora
pubblicato il: 08/03/2017

Parole, non chiacchiere. Chi ha assistito all'omelia di Padre Pasquale durante le esequie di Giuseppe (Pinuccio) Asta se ne faccia una ragione. Parole, non chiacchiere. Lo hanno ribadito a fine messa, il Sindaco di Busto Arsizio, Dr. Emanuele Antonelli, il Dr. Eugenio Vignati e il già Sindaco di Busto Arsizio, Gigi Farioli…
Discorso sbagliato. Vediamo la faccenda sotto un altro aspetto. Poi se ne potrà discutere. Argomento? Quello sviscerato domenica scorsa a ARENA (Rai 1) con fior di ospiti sotto il tiro di Massimo Giletti che non le ha mandate a dire ai convenuti, ma ha lasciato parlare chi di dovere.
Caro Gianluigi, oggi ti propongo una riflessione che riguarda la tua categoria. I giornalisti hanno in mano un'arma formidabile: la penna(oggi diremmo la tastiera del computer) ma talvolta se ne servono un po' troppo disinvoltamente, senza pensare alle conseguenze...
"Saltare cent'anni in un giorno solo". Ne ho saltati cinquanta di anni, ieri sera, ringraziando la Rai per aver trasmesso un'intera trasmissione di TECHETECHETE dedicata a Luigi Tenco. Confesso: ho canticchiato a denti stretti alcuni dei suoi brani trasmessi e proposti da Tenco (allora) e da vari artisti (ora), con un nodo scorsoio in gola e sei o sette lacrime che mi scendevano sul viso.
Raccapricciante! Ho sentito poco fa a "Restate scomodi" (trasmissione RAI 1), il colloquio della conduttrice con Giancarlo Caselli ex Procuratore della Repubblica e attualmente responsabile della Coldiretti in materia di AGRO MAFIE.
Pubblichiamo il discorso tenuto dalla senatrice di Movimento X Laura Bignami in occasione della presentazione del progetto “#iovogliogiocareacalcio, calcio e disabilità: fischio d’inizio per Quarta Categoria”.
Falsi moralismi. Infuria la "battaglia di idee" sul "processo Cucchi". Stamani su "Radio anch'io" (RAI 1) ne hanno parlato in molti, alla presenza della sorella di Cucchi e alla presenza dei difensori delle Forze dell'Ordine. Premesso che sono contro la violenza a tutti gli effetti, come sono contro i ladri, i pedofili, le ruberie di Stato, il Parlamento che si fa le leggi in proprio e non a favore della collettività...
Quando si esagera con la Legge... anche la Legge viene oltraggiata. E non va bene. Diciamolo subito: siamo d'accordo con la protesta civile e pertinente dei Club che tifano Pro Patria per l'imposizione della Questura di Lecco di limitare a 80 posti "codificati e nominativi" da assegnare ai tifosi biancoblu.
La Corte d'Assise d'Appello ha recentemente emesso una sentenza su Roberto Formigoni, ora Senatore della Repubblica e già Presidente della Regione Lombardia dal 1995 al 2013. Verdetto: 6 anni di carcere per "delibere su misura" a favore della Fondazione Maugeri - Ospedale San Raffaele.
La Lettera Aperta del già Sindaco di Gorla Maggiore, Fabrizio Caprioli, dedicata a Paolo Albè (suo predecessore e scomparso 10 anni fa) oltre ad essere di un'umanità splendida, induce a una attenta riflessione su quel che s'è fatto per riunire i Comuni del Medio Olona e quel che s'è buttato via nel "trapasso" da un Sindaco a un altro.
Come sapete da un po' di anni a questa parte festeggio il solstizio d'inverno con un messaggio circolare alla mia cerchia di contatti...
Da Legnano a Varese, passando ovviamente per Busto Arsizio, la geografia e la storia del calcio di casa nostra ci riportano che le tre squadre più blasonate delle città richiamate hanno complessivamente totalizzato quasi un centinaio di presenze.
Torrida estate. E non solo per via del clima. Economicamente (oltre che finanziariamente) parlando le cose rimangono complicate e, per certi versi, scarsamente comprensibili, per non dire incomprensibili del tutto. La ripresa continua ad essere un oggetto misterioso. E gli incrementi del Pil...
Sarebbe stato difficile, per non dire impossibile, prevedere un’assonanza così perfetta, drammaticamente perfetta, con la realtà dei fatti. Ogni giorno arrivano conferme di quanto sia vero che la “diversità” è da un lato una grande “ricchezza” e dall’altro un “problema” altrettanto grande. Il tema di quest’anno del premio letterario “Mille e... Una STORIA” è racchiuso in questa formula...
Super Mario Draghi, il presidente della Banca centrale europea, nel corso del simposio internazionale di banchieri a Jackson Hole negli Stati Uniti, a distanza di pochi giorni dalla sua ultima esternazione nella quale aveva parlato di diminuzione delle sovranità nazionali a favore delle direttive europee in tema di riforme strutturali, è tornato sul problema e ha (ri)parlato chiaro.
Le regole sono fatte per non essere rispettate. In Italia, certo, ma anche nel resto del mondo. Conta sempre di più l’apparenza e sempre di meno la sostanza. Sei premiato se raggiungi gli obiettivi che ti sono stati assegnati, viceversa devi pagare lo scotto del fallimento. E rischi pure di essere licenziato. Una “regola aurea” che vale (o dovrebbe valere) nell’universo mondo e che riguarda (o dovrebbe riguardare) tutti, ma proprio tutti.
Il portavoce di Fratelli d'Italia, Francesco Attolini, replica al capogruppo del Pd in consiglio comunale, Walter Picco Bellazzi. “E verò Signor Bellazzi, ho un difetto: essere vicino alla gente comune e ascoltarla, quindi, più che “seminatori di paura” (come ci definisce lei) io mi definirei “seminatore di prevenzione” sanitaria e di sicurezza”.
Pubblichiamo l'opinione del capogruppo in consiglio comunale del Partito Democratico a Busto Arsizio, Walter Picco Bellazzi. “Agli occhi di questi fomentatori della paura ogni differenza, come il colore della pelle o la diversità della lingua ogni dignità umana si confonde nell’immagine di una massa di persone minacciosa quasi fosse costituita da una moltitudine brulicante di insetti velenosi. Anche a Busto oggi lavora la “macchina della paura” che rappresenta l’ultimo prodotto tra i più antichi utilizzati da coloro che risolvono tutti i problemi semplificandoli ai minimi termini”.
All’orrore non c’è fine. La disumanità degli assassini jihadisti è sprofondata in abissi di abiezione che nemmeno nei peggiori film dell’orrore o nelle trame più rivoltanti dei racconti splatter si poteva immaginare esistessero. L’uomo può trasformarsi in una bestia crudele e mortifera come nemmeno le cosiddette “bestie feroci”, quelle che mangiano gli esseri umani, sanno e possono essere? La decapitazione del giornalista americano James Foley fornisce una risposta affermativa.
Troppa carne al fuoco. Allora… accendiamolo questo fuoco e non se ne parli più. Renzi smentisce Poletti, il suo Ministro del Lavoro. Gasparri “mette a posto ogni situazione”. Bergoglio “occorre fermare chi non è nel giusto, senza fare la guerra”. Padoan ha assunto dei “consulenti” per far quadrare i conti. Mare Nostrum: C’è puzza di bruciato. Merkel – Europa. Basta col 3% che adesso fa schifo. Vita, Lega e Fratelli d’Italia. Non litigate per i 25 profughi “trasmessi” a Busto.
Apprendo con piacere le parole di Giampiero Reguzzoni riguardo le rassicurazioni sullo scongiurato rischio Ebola, mi auguro che siano state escluse anche altre malattie infettive tipo TBC e malaria, rischio già ventilato da Giorgia Meloni in data 8 Agosto a livello Nazionale. Confidando nella professionalità del nostro Distretto ASL rimangono 3 questioni aperte riguardo i profughi a Busto: sicurezza, quotidianità e futuro.
Con un’operazione mantenuta nel più ampio riserbo, come si deve fare in simili casi, la Fondazione del Varesotto Onlus, ha acquisito le quote della società proprietaria del Teatro Sociale. La missione della Fondazione del Varesotto è quella di “perseguire” esclusivamente fini di solidarietà sociale nel territorio promuovendo il miglioramento della vita di comunità di riferimento e lo sviluppo civile, culturale, ambientale, economico e la coesione sociale”, conseguentemente il pericolo di un utilizzo del teatro diverso da quello per cui era stato costruito nel 1891 è inesistente.
Trovo alquanto facile riduttivo e soprattutto fazioso bollare Don Piero Gelmini come ha fatto il quotidiano La Repubblica, “E’ morto Don Gelmini, amico di Berlusconi”.
In queste giornate agostane dedicate al riposo sono maggiori le occasioni per meditazioni che spaziano a tutto campo, dai temi suggeriti da eventi della nostra vita privata a quelli proposti da fatti della società planetaria verso la quale la globalizzazione ci spinge da tempo.
In prossimità del 9 settembre 2013, qualche proposta seria per un governo serio...
Da una vecchia cronaca di Italialand del 2001...
Vogliono “far fuori” Bossi dalla Lega Nord. Il metodo non è dei più corretti...
Se un esercito alieno decidesse di invadere la Terra, noi italiani potremmo dormire sonni tranquilli...
Il giallo della “cartellina gialla” di don Giulio Gatteri fa discutere assai
Il parallelismo storico, ancorché azzardato come tutti i parallelismi storici, è impressionante.
Non appena s’è innescata la “miccia”, qualcuno ha pensato bene di toglierla invece di accenderla.
Evitiamo di essere vittime di una… farsa tragica! Non sei d’accordo, caro Silvio?
Ricordate la favola di Fedro avente per protagonisti il lupo e l’agnello?
L’indifferenza, la disaffezione alla politica, il disgusto, per tanti versi, sono il più significativo (e amaro) responso uscito dalle urne elettorali delle recentissime votazioni. Elezioni amministrative e parziali sin che si vuole, ma non si può non sottolineare nuovamente come e quanto gli italiani in genere siano ormai sempre più stanchi e persino nauseati da questi “ludi cartacei”che lasciano il tempo che trovano, appunto tra il disinteresse generale.
È tipico degli irresponsabili, piuttosto che degli schizofrenici, nonché degli autolesionisti/masochisti, volersi scientememte fare del male. Provarci quasi gusto!
In tempi di Grande Crisi, sostenere che le risorse sono poche e che quindi è necessario ottimizzare al massimo il loro utilizzo, destinandole laddove veramente servono è, oltre che ovvio, ormai noioso.
Nella vecchia Unione Sovietica c’era l’economia pianificata e i prezzi erano controllati, nel senso che l’inflazione era stata soppressa.
La Corte dei Conti nella sua relazione relativa al rendiconto dello Stato l’ha sottolineato con chiarezza disarmante: i sacrifici per mettere in ordine i conti della “casa Italia” li hanno fatti i cittadini.
Ogni suo pensiero fu, nella sostanza, un atto d’accusa alla società che si andava strutturando, come quella “Milano da bere” di cui tanto andammo fieri appena trent’anni fa.
I Paesi dell’Unione Europea che vorranno (o saranno costretti) a chiedere “aiuto” alla stessa Unione per sopravvivere ai durissimi colpi inferti ai bilanci dalla Crisi dovranno sottoscrivere un “memorandum d’intenti”.
Molto spesso, nel corso dei processi storici, il nuovo nasce dalle ceneri del vecchio...
Uno Stato invadente, inefficiente e per di più sempre più vorace e conseguentemente sempre più esoso.
In un simile desolante panorama di macerie politiche che fine ha fatto la “questione settentrionale”?
Sosteneva Max Weber, uno dei padri nobili della politologia moderna, che il possibile non verrebbe mai raggiunto se chi governa non tentasse e ritentasse di raggiungere l’impossibile.
“Chiederò al governo di abbassare le tasse sul lavoro a parità di gettito": dai microfoni di Radio Anch'io, il ministro del lavoro Elsa Fornero promette che interverrà per ridurre la tassazione sul lavoro, da lei giudicata "troppo alta”.
Rammarico e malinconia. Il primo per l’ennesima occasione persa e la seconda per un declino che sembra irreversibile e pare condannare il nostro (non)sistema Paese all’immutabilità.
Un po’ a sorpresa le agenzie di rating internazionali cambiano drasticamente il loro giudizio sul Belpaese e dicono che l’Italia vedrà finalmente la luce della ripresa a partire dal 2013.
Il sociologo Pierre Bordieu sosteneva (è scomparso nel 2002) che ciascuno di noi possiede tre capitali: economico, sociale e culturale. L’allargamento dei mercati ha mediamente fatto incrementare il primo, mentre gli altri due hanno ricevuto e stanno ricevendo duri colpi dalla Grande Crisi.
La Grande Crisi ha provocato e sta provocando una sacco di problemi, soprattutto dal punto di vista occupazionale. Il numero dei senza lavoro in tutto il mondo è in continua crescita. Oltre che di recessione economica, si parla sempre più spesso (e a ragione) di recessione umana.
La notizia è di qualche giorno fa: il comune di Alessandria (Piemonte) è sull’orlo del fallimento, anzi è fallito! L’ultimo bilancio ha fatto registrare un deficit di oltre 150 milioni di euro. Le casse sono vuote, sfondate, prosciugate. Qual è il rimedio? Ce n’è solo uno semplice, scontato e inevitabile: mettere le mani nelle tasche dei cittadini e alleggerirne i portafogli attraverso un consistente aumento delle tasse.
Una lumaca artritica. Anzi, peggio ancora: una lumaca artritica alla moviola. Ѐ così che si muove l’apparato pubblico italiano. Una lentezza esasperante, quasi un immobilismo assoluto in grado di vanificare ogni sforzo, ogni impegno rivolto a migliorare le cose, a rendere più snelle procedure e provvedimenti...
BUSTO ARSIZIO - Ci sono strutture pubbliche che operano nel completo silenzio. Offrono un grande servizio e soddisfano le esigenze di centinaia di persone. Come spesso accade, non ci si accorge della loro esistenza. Si ritiene che tutto ciò faccia parte del quotidiano. Una di queste è sicuramente la nostra Biblioteca.
 



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