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Busto Arsizio
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IL 40ENNE "BUSTOCCO" HA APPENA LASCIATO IL DARFO BOARIO
Arioli, l'ex mancato: Busto e la Pro Patria sempre nel cuore
BUSTO ARSIZIO - Chiudere la carriera da calciatore nella sua Busto, contro la sua Pro Patria.
Un sogno che Giovannino Arioli da Goito, indimenticato ex tigrotto, dovrà purtroppo rinviare:
Al varo dei calendari, con l’ultima gara di campionato in programma proprio allo “Speroni”, per un attimo avevo davvero creduto in un segno del destino”.
 
Una magia interrottasi, è proprio il caso di dire, strada facendo…
Sono sempre stato sincero e lo sarò anche stavolta: in estate avevo accolto con entusiasmo la proposta del Darfo Boario, società neopromossa con tanta voglia di fare bene, ma in questi mesi quei 225 km fra andata e ritorno per allenarmi mi sono pesati tantissimo. A tal punto da volermi avvicinare a tutti i costi a casa e trovare asilo (dopo persino un ammiccamento col Varese - ndr)  in una squadra di serie D della zona, il Vigasio (serie D, girone C dove Arioli ha già esordito)”.
 
Domenica dunque in Darfo Boario-Pro Patria l’atteso ex (anche Pià ha lasciato il gruppo per il solito maledetto ginocchio -ndr) non ci sarà: colpa dell’età che si fa sentire?
Ogni anno mi riprometto di smettere di giocare ed iniziare ad allenare, ma ogni anno, ad inizio stagione, avverto immancabilmente quella irresistibile passione che a 40 anni mi fa andare ancora avanti”.
 
Allora la colpa è del matrimonio?
In effetti fra l’andata e ritorno a Darfo, e gli impegni politici di mia moglie (Assessore nel Comune di Goito -ndr), ultimamente più che vederci, ci sentivamo via whataspp”.
 
La voglia di scherzare di Gio Arioli è rimasta tale, come immutate sono rimaste certe abitudini nella sua Busto…
Da 15 anni a questa parte l’appuntamento fisso a Busto è l’aperitivo della vigilia di Natale al Piccione (alias Colombo): si inizia alle 14.30 e si va ad oltranza”.
 
Con gli amici di sempre…
Busto è la mia seconda casa: negli anni di serie C ho sempre scelto le squadre in base alla vicinanza da Busto. Del resto qui ci sono i miei cavalli di razza: da Zazza, il mago del mq, al Poz, un terzino sinistro mancato, passando per il Cappio, il Tetta, l’avv Cris Bossi, senza dimenticare il Didardo, il tennista Cattorini, Re George Rainoldi, l’Olli e tanti tanti altri ancora”.
 
E pensare che questo legame con Busto è nato da una maglia unica e gloriosa, la maglia biancoblù:
Quanti bei ricordi, in campo con la storica promozione in C1 dopo quei play off quasi stregati e qualche mio golletto (dallo scavino nella nebbia di Cremona, al gol del 2-1 nei play off con la Triestina), con i compagni di spogliatoio (fra cui il mio testimone Boscolino, Salvalaggio, Annoni e soprattutto Zaffa, con cui ancor oggi mi sento spesso, anche per dargli qualche dritta sugli avversari), con gli allenatori (Gianfranchino Motta), con i tifosi (dal grande Lele Magni, al mitico Feroce, senza dimenticare l’Indiano e il Pellegatta)”.
 
A fatica siamo ritornati un po’ in tema: come vede questa serie D?
Il Monza e la Pro Patria sono le squadre da battere: per la promozione vedo una corsa a due. Loro hanno Zaffa ed Antonelli, ma la Pro sta facendo le cose davvero per bene: la nuova dirigenza ha dimostrato di saperci fare, non solo a livello di calcio (che acquisto Ricki Colombo, legato alla mia Goito), ma anche di persone, richiamando figure legate alla Pro (da Gonnella a Pacchioni, senza dimenticare Gabriella, il dottore e tutti gli altri preziosi collaboratori) e difendendo Bonazzi, un mister magari un po’ introverso, ma un uomo genuino come pochi”.
 
Come finirà domenica Darfo-Pro Patria, una gara in cui i tigrotti dovranno fare a meno degli squalificati Bonazzi, Bertoncelli e Ferraro, tutti fermati per due turni dal Giudice Sportivo?
Quando si vincono otto partite di fila non è certo un caso, ma il Darfo, soprattutto in casa, ha raccolto meno di quanto meritato. E’ una squadra che prova sempre a giocare a calcio, cercando di fare la partita, con qualche giovane interessante come il portiere Tognazzi e l’attaccante Galelli e un giocatore dal fisico prorompente come Bakayoko”.


Mattia Brazzelli Lualdi
pubblicato il: 14/12/2016



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