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Archivio notizie EDITORIALE  
LO DICEVA MONTANELLI 23/08/2014
“Nel dialogo, nessuno insegna, ma tutti imparano”  
Comincio a ringraziare Enrico Traietta e Stanislao Prodan che aggiungono ai loro “mi piace” un dettagliato commento, il primo ed un succinto commento, il secondo. Li ringrazio perché “fanno dialogo”. Motivano il loro “mi piace” o (come fece a suo tempo Traietta), lo contestano. Così si fa. Nessuno è maestro e nessuno è allievo, ma in un dialogo serio e corretto “nessuno insegna, ma tutti imparano”. Non è mia la frase, ma è di un maestro del giornalismo italiano che ho avuto la fortuna di conoscere personalmente e di scambiare “quattro chiacchiere” con lui. Indro Montanelli e… scusate se è poco.
A USARE IL CERVELLO SI MUORE, CI VUOLE IL CUORE 22/08/2014
Ce la cantano da sei anni, la “storiella”...  
Si affannano tutti, i Politici a “giurare” che le pensioni non verranno toccate. Ed è una bugia; uno sproloquio. Dovrebbero toccarle, invece, le Pensioni. Dovrebbero pure toccare taluni esorbitanti emolumenti che di “sociale” hanno nulla. Anzi, rappresentano una cancrena per il Paese. Le Pensioni da “toccare”, anzi da FALCIDIARE sono quelle maturate a furia di leggi e leggine attuate “in proprio” senza l’appannaggio d’una contrattazione. Leggi che hanno by passato il Sindacato e quelle a cui il Sindacato ha fatto orecchie da mercante, decretando la connivenza.
UN EFFLUVIO DI CONTRADDIZIONI 21/08/2014
Sì alle case chiuse. Basta ipocrisia  
Ogni tanto salta fuori il problema che riguarda la prostituzione. Si mischiano le carte e si fanno speculazioni di pensiero che con la realtà hanno poco o nulla a che fare. Si mettono in pista le teorie più disparate. Del tipo: donna oggetto, sopruso delladignità, mercimonio, religione, per finire alla mercificazione del sesso. Tutto il resto non è preso in considerazione. Invece, proprio questo “tutto il resto” deve essere tenuto presente sia al cospetto della morale sia pure al cospetto della salute pubblica che ha la civiltà incorporata. Con le “case chiuse” soppresse (1958 – Legge Merlin) si parlò di trionfo della donna e di vero rispetto della dignità femminile. Si parlò pure di salvaguardia del matrimonio e si mise pure l’accento sull’aspetto religioso che, col problema ha poco a che fare.
IN ATTESA DI UNA VERA RIFORMA 20/08/2014
“Sarà pianto e stridor di denti”  
A parlare di Lavoro in pieno agosto è quasi uno sproloquio. A “dispetto dei santi” tuttavia, una notizia non troppo scellerata può far rumore. L’attenzione è rivolta al Ministro del Lavoro che s’è lasciato scappare questa frase “prendiamo dalle pensioni più alte la linfa necessaria per dare al Lavoro il necessario per progredire” e (aggiungiamo noi) per risolvere la crisi, per far si che nessuno possa portarci a ruota nella gerarchia delle Riforme non… Riformate. Il calcolo è matematico: sopra i 5000 Euro al mese di Pensione, si taglia a 4000 Euro. È un bel prendere, noh? Figuriamoci chi è molto sopra i 5000 Euro al mese! Parliamo di coloro che sforano i 10.000 Euro al mese e su su su per chi è oltre i 20.000 per poi approdare alle super Pensioni che qui meritano solo un appellativo: SCANDALOSO!
PRIMA O POI ARRIVERÀ L’ESTATE 19/08/2014
Le notizie contrastanti del week end italiano  
Notizie contrastanti. Non si sa a chi credere. Eppure, la verità è… verità. Non si scappa. Sabato e domenica, Busto era deserta. Deserta per dire che sul Viale Duca d’Aosta transitava una vettura ogni quarto d’ora (ad andar bene) e, quando… non andava bene, nemmeno un cane ad attraversare la strada. Prima domanda: la gente era tutta in casa oppure era via? Via per dire che potrebbe essere a casa di amici. Nei pressi o fuori sede. Insomma, via. Oppure era in villeggiatura? O scorrazzava in giro a cercare funghi o dentro i boschi a passeggiare? Di certo, le strade erano deserte. Punto.
SCARSA LUNGIMIRANZA ITALIANA 18/08/2014
Operazione “mare nostrum”, qualcosa non quadra  
In giro per Busto, a piedi, sabato e domenica. Impera il “deserto”, come a Ferragosto. “Neanche un prete per chiacchierar” come in Azzurro di Paolo Conte, portata al successo da Celentano. Fatto è che, in centro o in periferia, il grigio delle saracinesche, impera. Qualche bar aperto, ma con pochi avventori. Fa capolino il sole, dopo una notte di burrasca. C’è un’aria “frizzusella” che induce al pullover. Poi vincono i passi svelti e basta la camiciola a combattere la corsa. In via Mameli non c’è anima viva… una che è una, nemmeno a cercarla col lanternino.
RIPERCORRENDO LE EMOZIONI 17/08/2014
“Con quella faccia da straniero”  
Ho appena ascoltato una canzone “dei miei tempi” che a qualcuno può far scaturire spallucce, ma che a me ha stimolato il desiderio di mettere sulla tastiera emozioni e sensazioni. È LO STRANIERO, la versione italiana di LE METEKE di George Moustachi. Ho pensato a te, dolcemente, come la vita scivola via e la ragione viene letteralmente distrutta dal sentimento. Momenti di estasi sopra e sotto la pelle, con le viscere che traballano e tutte le emozioni sembrano coalizzarsi dentro il cuore sino (quasi) a farlo scoppiare.
NON VOGLIO MORIRE TEDESCO 16/08/2014
Io lo “schiavo” non lo voglio fare  
Pensavo peggio. Invece di gente in giro, ce n’è. La desolazione la si riscontra nelle saracinesche abbassate. Sono troppe. Troppe assai e la mente divaga un po’ oltre la spicciola registrazione dei numeri. Saracinesche abbassate per effetto della crisi oppure abbassate per la legittima “sospensione del lavoro” per le Ferie? Diciamolo, Busto Arsizio, anche nel passato presentava una quasi chiusura totale. Da quando ASCOM s’è mossa per salvaguardare almeno i pochi che restavano a casa, qualcosa è cambiato. Qualche turno di chiusura lo si è rispettato e la “logistica” ha avuto successo.
RICORDI E RACCONTI 14/08/2014
Ferragosto: usi, costumi e doppi sensi di una volta...  
Tempo di Ferragosto e di rilievi caserecci. C’è chi “spara” notizie del “si usava così” e c’è chi non ce la fa a comprendere come il tempo, inesorabilmente sia passato e taluni usi e costumi,otre a infrangersi col modernismo, ne abbiano travisato l’essenza. Sino agli anni cinquanta sessanta, l’unico giorno di festa dopo il Natale, l’Epifania e qualche altra festa religiosa era proprio il giorno di Ferragosto. Non si parlava di ferie, parola che ha avuto successo dopo quel periodo, ma unicamente di “riposo” considerato (più o meno) una specie di ritrovo in giro per il mondo fra “padroni” e maestranze, tutti assieme.
SPIEGANDO L’EDITORIALE PRECEDENTE 13/08/2014
In “Gente di Busto”? Sparo nel mucchio...  
Il simpatico Lettore, Enrico Traietta scrive a margine dell’Editoriale dell’altro giorno, dal titolo “Gente di Busto” testuale commento “scusatemi, ma io gli Editoriali del Direttore, nonsempre li comprendo”. Nulla di male, Enrico. Rispetto il tuo giudizio e sarà mia cura motivarti gli Editoriali su cui tu volessi appurare un’ulteriore spiegazione. Il dibattito e il confronto, sono sempre manifestazione di Libertà. Che apprezzo veramente. Sottolineo che l’Editoriale in questione l’hanno visionato (e letto) 1879 persone e solo tu, Enrico hai commentato quanto sopra riportato.
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